Il Lens si sta specializzando in una vera e propria arte del calciomercato: dare una seconda occasione a dei talenti inespressi

Gli esempi di Cuisance e Todibo, rivitalizzati con la nuova maglia, dicono molto sulla strategia del club.
di Redazione Undici 07 Settembre 2026 alle 18:49

Pensate alla parabola di Mickael Cuisance: promettente talento del Bayern, chiamato al salto di qualità con la maglia del Venezia, poi disperso nei meandri della seconda serie italiana e tedesca, quindi prelevato quest’estate a sorpresa dal Lens ai vertici della Ligue 1. Finita qui? Neanche per sogno: poche settimane dopo il suo arrivo, alla prima partita ufficiale, il centrocampista 27enne viene schierato titolare in Supercoppa di Francia contro i bicampioni d’Europa del PSG. Il Lens – l’anno scorso al secondo posto, dopo uno splendido campionato – vince la partita e la coppa grazie a un gol del solito Flo Thauvin. In mediana Cuisance gioca 65 minuti. Imbriglia la manovra di Zaire-Emery e Vitinha. Esce fra gli applausi e diventa il simbolo di un capolavoro societario: i giallorossi l’hanno pagato appena 3,5 milioni di euro. Chapeau.

Il caso dell’ex Bayern è forse il più eclatante. Ma non l’unico all’interno di una strategia di mercato ben precisa intrapresa dal Lens: pescare a poco, capitalizzando al massimo. Soprattutto con l’obiettivo di revitalizzare quei giocatori dal sicuro potenziale, smarriti però nel corso di una carriera non all’altezza delle aspettative. L’ultimo nome della lista è Jean-Clair Todibo: riscattato dal West Ham per 42 milioni nel 2025, salvo poi retrocedere con la maglia degli Hammers meno di un anno dopo, al termine di una stagione horror sul piano individuale ancor prima che collettivo. Esattamente il tipo di situazione che aspettava il Lens: pochi giorni fa ecco la stretta di mano fra club e centrocampista, tornato in Ligue 1 con la formula del prestito secco.

Così, nonostante un capolavoro da aziendalisti, conti alla mano, il Lens riesce a competere con i giganti di Francia. Non solo: oggi è una spanna avanti a tutte le altre outsider che ogni anno cercano di mettere il bastone fra le ruote agli invincibili del PSG. Se la Supercoppa è un buon antipasto stagionale, prepararsi a vedere un’altra emozionante battaglia al vertice dopo il duello della scorsa primavera. Anche perché il tocco magico del club giallorosso è evidente anche per chi oggi è un leader tecnico della squadra. Lo stesso Thauvin, già in brillante ripresa nel suo ultimo periodo a Udine, in precedenza aveva passato una lunga fase di smarrimento tecnico: oggi è più decisivo che mai. E così Odsonne Édouard, Allan Saint-Maximin, Malang Sarr. Tutti calciatori spesso e volentieri bollati come sopravvalutati, salvo poi mettere a tacere le critiche a suon di gol e prestazioni dalle parti dello stadio Bollaert-Delelis.

Insomma, in queste scelte societarie c’è chiaramente un rischio ma quasi sempre è valso la pena correrlo. Perché soprattutto rispetto ai prezzi proibitivi del calciomercato odierno, puntare su giocatori smarriti e scontati può rivelarsi un affare: la premessa fondamentale – e non da tutti – è avere fiuto per il profilo giusto al momento giusto. Il Lens studia i potenziali acquisti, li invoglia a firmare, poi sul fronte delle motivazioni batte sui tasti giusti fornendo l’immagine di una squadra costruita per il riscatto di gruppo. Qualcosa che rafforza l’atmosfera in spogliatoio, la propensione a combattere insieme, a rovesciare i pronostici sul campo. L’entusiasmo dei tifosi fa il resto. Una coppa come questa, poi, figuriamoci. Se anche a un oggetto misterioso come Cuisance è bastata mezza partita per riscoprirsi protagonista, il bello deve ancora arrivare.

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