Mikel Arteta ha detto di aver sabotato volontariamente i suoi giocatori durante il precampionato, così da prepararli «alle difficoltà che avrebbero affrontato durante la stagione»

Che sia il castigo per aver mancato l'irripetibile doppietta campionato più Champions?
di Redazione Undici 11 Settembre 2026 alle 16:17

Se mai doveste trovarvi nel remoto scenario di affidare a Mikel Arteta il vostro itinerario di viaggio, fate gli scongiuri. Perché l’allenatore dell’Arsenal, a quanto pare, ha un metodo infallibile contro lo stress e gli imprevisti: crearne ad hoc, così da abituare la comitiva – nella fattispecie i poveri giocatori dell’Arsenal – a quelli che possono effettivamente capitare. L’infallibilità – diavoleria? – del metodo è stata provata proprio in questi giorni, quando i Gunners, in cammino verso la vittoriosa trasferta di Champions a Napoli, sono rimasti coinvolti dai disagi che hanno bloccato decine di migliaia di passeggeri agli scali aeroportuali di Londra. Tre ore di ritardo. Vissute col sorriso, a sentire l’allenatore.

“Mi piacciono le sfide di ogni tipo e faccio in modo di preparare i miei ragazzi anche su questo, durante il precampionato”, ha rivelato Arteta nel postpartita. “Arrivare allo stadio in gran ritardo, cambiare la routine dei miei giocatori in modo da renderli avvezzi agli imprevisti. Perché può succedere che un volo venga cancellato, che ci sia traffico, non voglio che staff e giocatori vadano nel panico”. Da qui il sabotaggio intenzionale. “E funziona! Quando succede, bisogna adattarsi: invece di farsi prendere dal nervosismo, se affrontate nel modo giusto quelle tre ore di ritardo sono l’occasione per giocare insieme, fare gruppo, riposarsi. Lamentarsi invece non serve a nulla. E questi imprevisti non possono diventare una scusa dopo una cattiva prestazione”.

Così Arteta ha deliberatamente “ritardato i pranzi e i trasporti, allungando il tragitto e aumentando le scomodità. Per esempio rendere la temperatura dello spogliatoio particolarmente calda. O ridurre il numero di lettini per i massaggi. Cose che possono capitare, viaggiando per gli impianti sportivi di tutto il mondo. L’importante è imparare a essere flessibili in contesti diversi, talvolta difficili e imprevedibili. È l’unico modo per togliere l’elemento sorpresa nel prepartita. E riduce il livello di stress, qualcosa di davvero importante”.

Chissà Saliba e compagni quanto gli vogliono bene: battute a parte, l’allenatore spagnolo è l’indiscusso artefice del ciclo tecnico più brillante nella storia recente dell’Arsenal, anche grazie a uno zoccolo duro forgiato attorno alla guida tecnica in panchina. Che dal canto suo non è affatto nuovo a situazioni quantomeno bizzarre. Per testare la reattività dei suoi ragazzi, una volta ha assoldato perfino un borseggiatore – o presunto tale. E un’altra ha cominciato ad aggirarsi per il centro di allenamento con una lampadina in mano, sostenendo con solennità che da qui si sarebbe dovuta propagare l’energia della squadra. Una via di mezzo tra Edison, l’uomo folle di Nietzsche. E il ragioner Filini, a giudicare dalla sua organizzazione di viaggio a prova di disavventure.

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