Il bilancio della prima giornata di Madring parla chiaro: una bandiera rossa nelle Libere di Formula Uno, quattro in quelle di Formula 2 e una monoposto in fiamme. Il nuovo circuito della capitale ha messo subito in difficoltà i piloti, non solo della Formula Uno ma anche delle serie minori. Al di là della lunghissima parabolica, con un dislivello mostruoso, infatti, le problematicità stanno soprattutto nei suoi tratti stretti. Come analizzato dal giornale spagnolo El Mundo, il pubblico non è mancato, con le tribune che hanno cominciato a riempirsi e hanno trasformato il weekend in una festa, considerata anche l’invasione di VIP nelle stradine della piccola città costruita all’interno di IFEMA.
Più che un grande spettacolo, però, gli spettatori hanno visto un sacco di incidenti. La sessione di Formula Uno è stata interrotta una sola volta, contro le quattro bandiere rosse della Formula 2. E in F1 è stato un esordiente, Lindblad, a finire contro le protezioni di Madring. Il pilota della Racing Bulls è andato dritto contro le barriere all’ingresso di curva 13, subito dopo La Monumental, dando il via a diverse riflessioni all’interno del paddock. Poco prima, il thailandese Inthraphuvasak aveva incendiato la propria monoposto dopo aver colpito il muro durante le prove di Formula 2, proprio mentre George Russell stava parlando con alcuni giornalisti nel motorhome Mercedes: «Questo circuito è molto impegnativo dal punto di vista mentale», ha commentato il britannico, rimasto colpito dal violento incidente del pilota thailandese. «C’è meno margine che a Monaco per via della velocità. A Monaco i muri sono più vicini, ma si va più piano. Se commetti un errore, non finisci immediatamente contro le barriere: hai il tempo per recuperare la macchina. Qui invece il margine è inferiore» ha ammesso il secondo classificato nel Mondiale. Anche nelle sessioni di sabato c’è stata una macchina finita a muro: la Ferrari di Lewis Hamilton, che però poi è riuscito a partecipare alle qualifiche – dove non ci sono stati errori – e a prendersi la quarta posizione in griglia.
Se giovedì tutti i piloti avevano manifestato la propria curiosità e incertezza davanti a un circuito ancora tutto da scoprire, venerdì soltanto Alonso e George Russell si sono fermati ai microfoni. «È sempre emozionante quando conosci un circuito per la prima volta. Dal simulatore alla realtà cambiano sempre moltissime cose, soprattutto la sensazione di pericolo: al simulatore puoi andare largo, premere un pulsante e ricominciare il giro, qui invece i muri sono vicini» ha spiegato Alonso, soffermandosi ancora una volta su La Monumental. «La macchina rimbalza un po’ quando comprimi le sospensioni a metà curva e ci sono alcuni dossi, soprattutto in frenata verso curva 5». Per fortuna, come anticipato, nelle qualifiche del sabato è andato tutto liscio: la pole se l’è presa Lando Norris. Il campione del mondo ha preceduto Kimi Antonelli di appena 11 millesimi, poi Verstappen e le Ferrari di Hamilton e Leclerc. Per il pilota inglese è la 19esima pole in carriera, la terza quest’anno e la 33esima prima fila. Una curiosità: questo è il 16esimo circuito in cui Norris parte davanti a tutti. Ma forse la migliore notizia per piloti e organizzatori è che nessuno sia andato a sbattere.