Thibaut Courtois è già diventato comproprietario di tre squadre di tre Paesi diversi, ma ha intenzione di investire ancora in altri club

Non soltanto il Genk a cui deve tutto: il portiere belga ragiona da investitore professionale e traccia la sua carriera quando arriverà il giorno del ritiro.
di Redazione Undici 17 Settembre 2026 alle 07:55

Ha 34 anni, da almeno 15 è uno dei migliori portieri del mondo e continua a difendere da protagonista la rete del Real Madrid. Eppure Thibaut Courtois sta già volgendo lo sguardo al futuro, con notevole piglio imprenditoriale e tutte le intenzioni di reinventarsi in un settore in fermento come quello calcistico. Come racconta Forbes, il belga infatti ha lanciato una sua piattaforma di investimento – NXTPLAY – che ha subito rilevato delle quote di proprietà di alcuni club europei: tra questi c’è il Genk, che due decenni fa aveva proiettato Courtois nel grande calcio, ma anche il Le Mans in Francia e l’Extremadura in Spagna. A quanto pare, l’estremo difensore del Real non ha alcuna intenzione di fermarsi qui.

L’obiettivo di Courtois è sfruttare il proprio nome e il proprio know-how – soprattutto la lezione dei suoi grandi allenatori, da Ancelotti a Mourinho – per coinvolgere un numero sempre maggiore di top player in questi progetti. Questo significa ulteriori opzioni di comproprietà, più risorse a disposizione e più leadership da cui attingere per l’annessa crescita societaria: un ciclo virtuoso, insomma, che il portiere attraverso NXTPLAY confida di strutturare sistematicamente. Magari guardando anche al mercato americano, in forte espansione, e perfino al di là del calcio – la startup detiene alcune quote anche di Signify, multinazionale olandese dell’illuminazione, e della piattaforma di gaming PlayVault.

Il core business resta comunque il pallone, che Courtois continua a vedere al centro del suo percorso anche dopo il ritiro: il suo contratto con il Real Madrid scade nel 2027, dovrebbe proseguire per almeno un’altra stagione, ma prima o poi bisognerà tirare le somme. Plausibile un’ultima tappa da giocatore negli Stati Uniti, anche alla luce dei recenti investimenti, per passare infine dal campo alla tribuna. Come tanti altri suoi colleghi, Thibaut cerca di pensare già da dirigente e anticipare i tempi: con NXTPLAY confida di trasformare l’immagine del calciatore reinventatosi in nuove vesti per “diritto divino” – o impatto mediatico –, conferendogli una professionalità altra e nuova. Come un profilo di livello su LinkedIn, con tutte le caratteristiche del businessman: “Qualcosa che allarga la sfera delle opportunità, aumentando la fiducia dei potenziali investitori che altrimenti continuano a vederti come un semplice calciatore”, spiega Courtois.

Finora appunto l’impegno maggiore della startup è tra le file del Genk in Belgio, ma l’ingresso nelle serie minori francesi e spagnole è un segnale da non sottovalutare. Courtois intende estendere il suo portafoglio di partecipate, su più fronti e a più livelli, con altre squadre candidate. Eppure il primo amore non si dimentica mai: “A questo club devo tutto”, dice Thibaut. “La loro splendida academy mi ha permesso di diventare la persona e il portiere che sono: vogliamo aiutare il Genk a crescere e a riscoprirsi grande azienda, sfidando innanzitutto la leadership nazionale del Brugge. Non mi è mai capitato di giocare contro il Genk in carriera. È sempre stato il mio sogno: riuscire a prendere parte a un match di Champions League tra Genk e Real sarebbe il finale perfetto della mia carriera”. Per adesso c’è ancora tempo, pianificando e indirizzando l’avvenire.

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