Poche competizioni al mondo generano le stesse polemiche, le stesse discussioni e anche le stesse divisioni garantite dalla Supercoppa di Spagna. È una questione di format, di denaro, di somme ingenti che vengono divise – in modo piuttosto iniquo, va detto – tra i club partecipanti. Ma la realtà è che si tratta di un torneo dal grande appeal, televisivo e non solo. Lo dimostra l’accordo ufficializzato tra la RFEF (la Federcalcio spagnola, che organizza la manifestazione) e la Turchia, scelta come sede dell’edizione 2027: dopo le (controverse) esperienze in Arabia Saudita, la final four tra i migliori club dell’ultima stagione di calcio spagnolo – il Barcellona campione di Spagna, la Real Sociedad detentrice della Copa del Rey, il Real Madrid secondo in Liga e l’Atlético finalista di Copa – si disputerà a Istanbul. In tre stadi diversi, per altro: l’Ali Sami Yen del Galatasaray (che ospiterà la finale), il Vodafone Park del Besiktas e il Chobani del Fenerbahce (dove invece ci saranno le due semifinali).
I quattro club qualificati saranno sicuramente contenti di questo viaggio a Istanbul: la loro partecipazione alla Supercoppa genererà infatti un introito economico di 40 milioni di euro. La maggior parte di questi, come detto, andranno direttamente nelle casse delle società; il resto finanzierà le divisioni inferiori della piramide calcistica spagnola. Come scrive El País, si tratta una cifra «identica a quella corrisposta dall’Arabia Saudita per ogni edizione». In realtà, racconta ancora il quotidiano spagnolo, l’idea era quella di continuare ad ambientare la manifestazione a Riyadh e dintorni. Il problema, però, è che all’inizio del 2027 l’Arabia Saudita ospiterà la Coppa d’Asia. E quindi la RFEF ha dovuto cercare un nuovo Paese ospitante.
Da questo punto di vista, la Turchia rappresenta una scelta molto sensata. Per ragioni economiche, come detto, ma anche per una questione di cultura calcistica e dell’ospitalità in senso assoluto. Le personalità turche presenti alla presentazione ufficiale del torneo – il Ministro dello Sport Osman Bak e il Ministro del Turismo Mehmet Ersoy – hanno detto che «faremo sentire i club spagnoli come se fossero a casa loro. Inoltre l’evento sarà trasmesso a 150 milioni di persone, e questo garantirà alla Turchia una notevole visibilità internazionale. Così rafforzeremo la nostra capacità di ospitare grandi manifestazioni. Sarà una vetrina molto importante». Tutto giusto, tutto condivisibile, anche perché all’orizzonte ci sono gli Europei 2032 (da organizzare in collaborazione con l’Italia), ovvero il primo grande evento calcistico su più giorni organizzato in Turchia. Meglio iniziare a prepararsi.