L’Eibar gioca in Segunda División e manca nella Liga dal 2021, eppure ha inaugurato un enorme centro sportivo per cui ha investito 30 milioni di euro

Il progetto dimostra tutte la ambizioni di crescita del club basco ed è stato realizzato grazie a un programma speciale de La Liga.
di Redazione Undici 20 Settembre 2026 alle 11:19

Se sei un club di seconda divisione che investe decine di milioni di euro per il nuovo centro sportivo dichiari subito il tuo obiettivo: tornare a essere grande, ma nel modo giusto. È il caso dell’Eibar, club basco la cui ultima apparizione ne la Liga risale a cinque anni fa e che quest’anno si è dato come missione proprio il ritorno nella massima divisione spagnola. L’inizio di stagione è stato all’altezza delle aspettative. La squadra è rimasta praticamente la stessa della passata stagione, ma il vero cambio c’è in panchina, dove è arrivato Aranbarri, ex allenatore dell’Athletic Bilbao fino a pochi mesi fa, sceso di categoria proprio per risalire subito. Attualmente Los Armeros sono secondi in classifica, ma le loro ambizioni, come detto, si misurano anche d soprattutto fuori dal campo.

In settimana, infatti, la società ha inaugurato la nuova Ciudad Deportiva de Areitio, un’imponente struttura di undici ettari che permette di riunire per la prima volta in un unico spazio tutte le varie squadre controllate dalla società. Un progetto dal valore gigantesco, circa 30 milioni di euro, finanziato con risorse proprie e con il sostegno dei fondi di LALIGA Impulso, il programma de LaLiga per sostenere i club più piccoli.

Il nuovo complesso, situato nell’Alto de Mallabia,racconta El Confidencial, comprende cinque campi da calcio, un edificio con tribuna da circa 1600 spettatori e una struttura destinata alla prima squadra maschile. Con il completamento dei lavori, Areitio diventa così il principale centro dell’attività dell’Eibar, non soltanto per la prima squadra, ma anche per il calcio femminile e il settore giovanile. Fino a oggi l’Eibar aveva sviluppato la propria attività sportiva in diverse strutture della zona. La prima squadra ha utilizzato per undici anni Atxabalpe, messo a disposizione dal Comune di Arrasate, mentre il settore giovanile aveva avuto come riferimenti strutture come l’esplanade di Chancha Zelay e gli impianti di Unbe.

«Ipurua è la nostra casa da quasi ottant’anni, ma quello che inauguriamo oggi è il luogo in cui questo club si forma, dal settore giovanile fino alla prima squadra», ha sottolineato la presidente della SD Eibar, Amaia Gorostiza. Durante la cerimonia di inaugurazione, il presidente de LaLiga Javier Tebas ha sottolineato il ruolo di LALIGA Impulso nel sostenere progetti come quello dell’Eibar. «LALIGA Impulso aveva l’obiettivo di permettere ai club di investire in ciò che fa davvero crescere il calcio nel lungo periodo. Areitio è la realizzazione concreta di questo obiettivo. Questa nuova Ciudad Deportiva sarà la migliore eredità per le prossime generazioni di calciatori e il motore della crescita sportiva e istituzionale della SD Eibar per i prossimi decenni», ha dichiarato il dirigente.

All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il lehendakari del Governo basco Imanol Pradales, la vicepresidente del Governo basco e ministra della Cultura e delle Politiche linguistiche Ibone Bengoetxea, il sindaco di Eibar, Tebas e il presidente della Federcalcio spagnola Rafael Louzán. Il cuore del nuovo complesso è rappresentato dall’edificio di “alto rendimento” da 3.000 metri quadrati, progettato da KREAN e destinato alla prima squadra maschile. Al suo interno trovano spazio gli spogliatoi, la palestra, le aree dedicate al recupero, gli spazi tecnici e operativi, la sala da pranzo e la sala stampa. La struttura è direttamente collegata ai campi di allenamento e integra inoltre sistemi di aerotermia e impianti per la produzione di energia fotovoltaica. Per il settore giovanile, il trasferimento ad Areitio significa invece riunire in un unico impianto la formazione di tutte le categorie. Una mossa che consente al club di facilitare il lavoro comune tra le diverse squadre e di applicare criteri e metodologie condivise lungo tutto il percorso di crescita dei propri giocatori, dai primi calci fino alla prima squadra.

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