Wembley ha ospitato una partita di football universitario, e a vederla c’erano più di 45mila tifosi di tantissimi Paesi diversi

Nei dintorni dello stadio, poi, ci sono stati anche altri eventi che ricordano l’atmosfera tipica statunitense.
di Redazione Undici 21 Settembre 2026 alle 11:24

La notizia è che il football americano in Inghilterra piace. E pure tanto. Perché riempire mezzo Wembley (stadio da 90mila persone) per una partita di college football non è mica roba da poco. Come analizzato dalla BBC, infatti, dopo aver ospitato 42 partite di NFL dal 2007 ai giorni nostri, Londra ha così scoperto un altro volto del football americano. E, soprattutto, un modo completamente diverso di viverlo.

Sabato Wembley ha ospitato per la prima edizione della Union Jack Classic (UJC), trabi Kansas Jayhawks e gli Arizona State Sun Devils, all’interno del “tailgate party”, un rituale consolidato negli Stati Uniti in cui i tifosi arrivano allo stadio per ore prima del calcio d’inizio, mangiano, bevono, ascoltano musica e trasformano il parcheggio in una festa. Una tradizione ancora più importante nel college football rispetto alla NFL. La festa all’esterno di Wembley ha aperto alle 10 del mattino, sette ore prima del kickoff. A intrattenere il pubblico c’era anche il rapper di Kansas City Tech N9ne. Gli ex studenti di Arizona State hanno organizzato una festa tutta loro, raccogliendo quasi 2mila tifosi, mentre la marching band e le cheerleader di ASU si esibivano sul palco.

Ma il party più rumorosa era su Wembley Way, dove Fox Sports aveva allestito uno studio all’aperto per la diretta pre-partita. Lo studio era circondato dai tifosi e la squadra di Fox ha continuato ad alimentare la rivalità, mentre le bande musicali di Kansas e Arizona State si sfidavano a colpi di musica prima lungo Wembley Way e poi sul terreno di gioco, poco prima del kickoff. È proprio la combinazione di spettacolo e passione a rendere il college football diverso dalla NFL. Nel football professionistico i tifosi scelgono generalmente una squadra. Nel college, invece, la fede tende a essere tramandata di generazione in generazione.

Per la partita di sabato sono arrivati dagli Stati Uniti circa 15mila tifosi: 9mila per Arizona State e 6mila per Kansas. Negli Stati Uniti è raro vedere una presenza significativa di tifosi ospiti alle partite di college. A Wembley, però, le due squadre avevano entrambe un seguito consistente e, giocando in campo neutro, l’atmosfera ricordava secondo alcuni spettatori quella di una partita di playoff. I biglietti sono stati acquistati da tifosi provenienti da 35 Paesi diversi. E, come accade già per le partite di NFL a Londra, non tutti erano lì per sostenere le due squadre in campo. Sugli spalti si vedevano maglie NFL e divise di università prestigiose come Oklahoma, Miami e Texas. Qualcuno indossava persino la maglia di una squadra universitaria britannica.

Nel Regno Unito sono oltre 100 le università che hanno una squadra di football americano. Proprio questi giocatori erano tra il pubblico a cui la Union Jack Classic puntava maggiormente, anche perché, da studenti, possono sentirsi più vicini al mondo del college football rispetto a quello della NFL. Nel corso dell’anno, la UJC ha contribuito alla formazione di oltre 1.050 allenatori e arbitri britannici, alcuni dei quali erano presenti alla partita di sabato. Alex, giocatore dell’Università di Cambridge, ha raccontato quanto sia stato «bello» conoscere le storie di Kansas e Arizona State. E, in futuro, sarebbe disposto ad assistere ad altre partite di college football «se saranno squadre per cui possiamo fare il tifo».

Wembley aveva previsto un’affluenza di 60mila spettatori, ma alla fine sono stati 46.523. Alcuni possessori di biglietto sono stati spostati nei settori inferiori, così da lasciare vuoto l’anello superiore dello stadio, ma comunque una presenza significativa.  Nonostante alcune giocate spettacolari, la partita non è stata divertente quanto ci si aspettava. Arizona State ha vinto 24-17, un risultato che, per andamento dell’incontro, ha finito per premiare più del dovuto Kansas. Durante la partita non sono mancati gli interventi musicali e nel terzo quarto è stato organizzato anche uno spettacolo di luci. Per il pubblico britannico è stato un assaggio dell’esperienza del college football, anche se sono mancati parte dello sfarzo e della ritualità che caratterizzano le partite negli Stati Uniti. C’erano meno componenti delle marching band e meno cheerleader del normale, mentre il pubblico non ha raggiunto i livelli di rumore abituali nelle partite interne di Arizona State, che nella scorsa stagione ha fatto registrare una media di 54mila spettatori.

Entrambe le università fanno parte della Big 12 Conference. Il commissioner Brett Yormark ha spiegato: «Ha superato le mie aspettative, dalla folla alla logistica, fino al modo in cui la comunità locale ci ha accolto. È stato fantastico, quindi ne vogliamo ancora». Gli organizzatori della Union Jack Classic hanno firmato con Wembley un accordo pluriennale in esclusiva e Yormark ha confermato che altre università della Big 12 sarebbero interessate a giocare a Londra. Negli ultimi 13 mesi, le squadre della Big 12 hanno disputato anche due partite a Dublino e la conference sta valutando la possibilità di espandersi verso un altro mercato internazionale. «Non passa un periodo di due settimane senza che qualcuno mi chiami per dirmi: “Portate una parte del vostro prodotto in questo Paese o in quell’altro”», ha raccontato Yormark. «Stiamo esplorando proprio questa possibilità». Il commissioner ha aggiunto che l’annuncio sulla partita londinese del prossimo anno arriverà «entro uno o due mesi». I tifosi britannici avranno così tutto il tempo per prepararsi a conoscere le prossime due università pronte a portare la loro rivalità dall’altra parte dell’Atlantico.

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