C’è un club dilettantistico britannico, il Boreham Wood, che scova tanti giocatori che poi diventano famosi (eppure non incassa quasi nulla)

Il club può contare su una posizione strategica e su un modello conosciutissimo e apprezzato in tutta Londra, e non solo.
di Redazione Undici 22 Settembre 2026 alle 13:27

C’è un club dilettantistico di Londra che sta puntando fortissimo sul proprio settore giovanile. E sta raccogliendo i frutti di questa scommessa. Si tratta del Boreham Wood, che ha recentemente stabilito il proprio record di denaro incassato grazie a una cessione grazie all’attaccante Abdul Abdulmalik, passato al Djurgardens (club della massima serie svedese) per 1,5 milioni di sterline. È la cifra più alta mai pagata per un giocatore proveniente dal calcio non professionistico inglese dai tempi del trasferimento di Jamie Vardy al Leicester City nel 2012. «Nel calcio non professionistico c’è davvero tanto talento» racconta l’allenatore Luke Garrard in un reportage realizzato dal Telegraph. Ma il fatto è che il Boreham Wood lavora in modo diverso, migliore, rispetto ad altre società. Il segreto del club non è tanto una disponibilità economica fuori dalla norma, anzi, la squadra porta allo stadio mediamente circa 1.200 spettatori: è soprattutto un sistema di formazione costruito nel tempo. «Abbiamo un programma sportivo ed educativo molto produttivo e di successo» spiega Garrard. «È qualcosa che il presidente Danny Hunter ha iniziato a costruire nei primi anni Duemila».

La posizione geografica aiuta. Borehamwood si trova in un’area dalla quale è possibile pescare talenti in diverse zone di Londra,.  Il club era arrivato all’inizio della stagione con l’intenzione di trattenere i propri giocatori migliori. Non c’era necessità di vendere e il presidente non aveva intenzione di farlo. Poi è arrivata un’offerta enorme per Abdulmalik e lo scenario è cambiato. «Non potevamo ostacolare un’opportunità del genere» spiega Garrard. «A quel punto il presidente sapeva di dover ottenere il miglior accordo possibile per il club e per la carriera del giocatore».

Ed è proprio questo il valore più importante della politica di mercato del Boreham Wood. Non soltanto il denaro, ma il messaggio che arriva ai ragazzi del settore giovanile e ai prossimi talenti che potrebbero scegliere il club per la loro formazione: esiste una strada concreta per arrivare al calcio professionistico. «I ragazzi della nostra Academy e i potenziali nuovi giocatori possono vedere un percorso reale: prima la prima squadra, poi la Football League e infine la Premier League», dice Garrard. «Abbiamo formato due giocatori di Premier League» dice il coach, riferendosi a Ndiaye del Manchester City e Thomas dell’Hull City, che sono passati dal vivaio del Boreham Wood e questa estate hanno portato più di 80 milioni di euro nelle casse dei loro ex club, ovvero l’Everton e lo Stoke City. Il problema è che il Boreham Wood, in seguito a queste cessioni, ha però incassato nulla: «Non abbiamo bisogno di convincere un giovane a venire da noi», aggiunge Garrard. «Ci saranno ragazzi pronti a tutto pur di venire qui, perché abbiamo dimostrato di saper sviluppare giocatori. Il messaggio per i nostri ragazzi è semplice: quando arriva un’opportunità, assicurati di coglierla».

A dicembre, poi, la storia tornerà a incrociarsi. Manchester City e Hull City si affronteranno e, almeno in un angolo dell’Hertfordshire, quella partita avrà un nome diverso, visto che in campo potrebbero esserci Ndiaye e Thomas, in un vero e proprio derby tra ex del Boreham Wood. Garrard lo aspetta già: «Spero che quel giorno noi non dovremo giocare, così potrò guardarla. Mi comprerò apposta una sciarpa metà Manchester City e metà Hull City e quella sera guarderò Match of the Day con i miei figli dicendo: “Quei due li ho allenati io”».

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