Nelle prime convocazioni di Zidane per la Francia ci sono tantissimi giocatori allevati dal Rennes, e ovviamente non è un caso

Il club bretone ha uno dei migliori settori giovanili della Francia e del mondo, grazie a uno scouting ricchissimo e a un approccio integrato tra campo e istruzione.
di Redazione Undici 22 Settembre 2026 alle 12:29

La grande attrazione del nuovo ciclo della Nazionale francese, è inevitabile, si chiama Zinédine Zidane. Pochissimi ct, in tutta la storia del calcio, sono stati così forti, così iconici, anche da calciatori, per poi avere una grande carriera anche in panchina. E quindi adesso c’è un’enorme curiosità intorno ai Bleus, anche perché – aspetto tutt’altro che secondario – stiamo parlando di una rappresentativa zeppa di giocatori fortissimi, nonché di talenti ancora in divenire. Tra questi, sembra incredibile ma lo è solo in parte, ce ne sono tantissimi cresciuti nel Rennes. Sono ben sette, quindi poco meno di un terzo dei 23 calciatori chiamati da Zidane per le prime sfide della Nations League: Eduardo Camavinga (attualmente al Real Madrid), Lucas Da Cunha (Como), Ousmane Dembélé (PSG), Andy Diouf (Inter), Désiré Doué (PSG), Jeremy Jacquet (Liverpool), Adrien Truffert (Bournemouth).

Tutti questi sette calciatori sono nati dal 2001 al 2005, un dato che conferma la grandissima crescita del settore giovanile del Rennes negli ultimi anni. Ma come funziona questo vivaio delle meraviglie? E com’è possibile che un club non esattamente d’élite, per quanto ricco (la proprietà fa capo alla famiglia Pinault, che gestisce molti dei marchi del lusso più famosi al mondo), riesca a produrre tutti questi talenti? Tutto parte dallo scouting: se prima, cioè fino a un certo punto della sua storia, il Rennes guardava solamente ai talenti della sua regione, col tempo è stata creata una rete di 40 osservatori che seguono tornei giovanili in tutta la Francia. Inoltre la formazione calcistica va di pari passo con quella scolastica: tutti i giocatori che entrano nell’Academy della società rossonera devono continuare a frequentare la scuola secondaria – e infatti il record di diplomati, ovviamente tra i ragazzi del settore giovanile del Renners, è del 100%. La vita degli aspiranti giocatori si divide tra i campi del centro tecnico Henri Guérin, noto anche come La Piverdière, e la scuola privata ETP (acronimo di École Technique Privée) Odorico, che è stata costruita proprio all’interno dell’Academ. I ragazzi frequentano classi con meno di dieci studenti, seguite da 22 professori dedicati per circa 20 ore settimanali.

Dal punto di vista puramente tecnico, l’Academy del Rennes è organizzata in modo graduale: si parte con l’allenamento tecnico, soprattutto per i ragazzi più giovani, poi si approfondiscono la preparazione fisica e la conoscenza tattica. Tutto questo lavoro avviene su campi intitolati ai migliori giocatori della storia del club, Sylvain Wiltord, Yoann Gourcuff ed Eduardo Camavinga, tra gli altri, in modo da creare un senso di appartenenza, un’identità inevitabilmente legata a quella della squadra. Poi certo, alla fine la destinazione finale di questo viaggio è la cessione a club più ricchi, più ambiziosi, ma intanto il ciclo tecnico – e anche economico – continua a ripetersi, sempre uguale a se stesso. Permettendo al Rennes di rimanere competitivo e di essere rappresentato, molto più di qualsiasi altro club (il PSG, per dire, ha allevato tre calciatori convocati nella Nazionale maggiore), in una Nazionale allenata da Zinédine Zidane. Niente male, niente male davvero.

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