Kylian Mbappé e Lamine Yamal hanno iniziato una vera e propria gara mediatica per vincere il Pallone d’Oro, e ovviamente in questa lotta ci sono entrate anche Real Madrid e Barcellona

Questione di prestigio, e di un premio che ha perso la sua credibilità oggettiva in fatto di modalità di assegnazione.
di Redazione Undici 23 Settembre 2026 alle 18:02

Entrambi sostengono i migliori – anche a discapito dei propri compagni di squadra. Di essere stati i migliori, soprattutto, nella stagione appena conclusa: meritando cioè di vincere il prossimo Pallone d’Oro. È soltanto l’apice del duello da sballo che coinvolge a distanza Kylian Mbappé e Lamine Yamal. L’uno capocannoniere dell’ultimo Mondiale, l’altro che l’ultimo Mondiale l’ha vinto. L’uno asso del Real Madrid, l’altro astro nascente del Barcellona. E infatti anche i rispettivi club non sono indifferenti a questo dibattito fra numeri uno, proprio ora – il 28 settembre si chiudono le votazioni – che verrà assegnato il più prestigioso riconoscimento individuale.

Non parliamo di una semplice sponsorizzazione attiva: che blancos e blaugrana sperino che vinca il proprio beniamino è del tutto normale – e sarebbe naturalmente un’occasione di spicco, a maggior ragione ai danni della rivale di sempre. Negli ultimi giorni però, racconta El Mundo, gli emissari dei due club avrebbero intrapreso una vera e propria campagna di persuasione dietro le quinte per portare dalla propria parte i votanti per il Pallone d’Oro – espressione di vari organi mediatici. Così ogni dichiarazione e silenzio diventa interpretabile in base alle specifiche esigenze numeriche – avete presente Stanis La Rochelle in Boris? “Non dimentichiamoci della Liguria”? Ecco: Mbappè fa più o meno lo stesso dicendo che sarebbe felice di “dedicare la vittoria del Pallone d’Oro all’Africa”, dove ci sono una ventina di delegati chiave.

Ci sono poi questioni diplomatiche di lunga data che puntualmente riaffiorano. Su tutte “lo scandalo Rodri” – almeno, così lo chiama l’universo madridista -, quando nel 2024 il Pallone d’Oro andò forse a sorpresa al centrocampista allora in forza al Manchester City, e non a Vinicius Junior come tanti si aspettavano, di sicuro il Real Madrid che in tutta risposta disertò la cerimonia. Da quel momento in avanti il club di Florentino si sente decisamente in credito con France Football, la rivista organizzatrice del trofeo, e mette ulteriore pressione per riparare il presunto torto. Ma il Barça decisamente non sta a guardare.

Se Mbappé e Yamal si ritengono i migliori fra tutti, non va fatto però l’errore di escludere gli altri dalla corsa. Secondo Harry Kane, gli oltre 70 gol realizzati nella scorsa stagione parlano per lui. Fabian Ruiz è l’unico ad aver vinto il trittico campionato nazionale-Champions League-Mondiale nell’arco di quelle settimane. Mentre Rodri si fregia del titolo di Mvp del torneo americano ed è fresco di trasferimento al Barcellona – altro carico da novanta. Insomma, il nervosismo sale su più fronti e se ogni anno aumentano anche le polemiche preventive evidenzia che il Pallone d’Oro continua a perdere il suo significato fondante. A volte premia il miglior calciatore del momento, a volte la miglior performance nazionale, altre ancora nessuna delle due – chiedere al povero Lewandowski. E quando viene meno il merito, si spalanca un’autostrada per i sotterfugi. Fino a far vincere chi porta più acqua (e voti) al proprio mulino.

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