Una Coppa del Mondo ben giocata, si sa, può cambiare la vita. Non solo di un calciatore, ma anche di una Nazionale intera. Anche se questa Nazionale intera rappresenta una Federazione calcistica che opera in una delle zone economicamente e geopoliticamente più complicate del mondo. Prendiamo il caso della Repubblica Democratica del Congo: dopo l’eliminazione – a testa altissima – ai 16esimo contro l’Inghilterra, la rappresentativa africana ha cambiato marcia, cominciando ad attrarre giovani giocatori. Soprattutto quelli di seconda o terza generazione, che magari in altri momenti storici avrebbero scelto la Nazionale del Paese in cui sono nati.
Un esempio su tutti? Jorthy Mokio, grande talento di 18 anni, che, per volontà di Rudi Garcia, è sceso in campo con la maglia del Belgio — solo per pochissimi minuti, per altr – nel marzo 2025. Ecco, Mokio gioca da titolare nell’Ajax, ma vestirà la maglia dei Leopardi. Come raccontato da L’Équipe, il ct Desabre gli ha telefonato, ricordandogli il regolamento – dovrà aspettare tre anni prima di poter giocare con la nazionale della Repubblica Democratica del Congo – a cui dovrà attenersi. A Mokio, però, non importa. Nato a Gand, sogna di indossare la maglia della RDC, il Paese delle sue origini. E farà parte anche del gruppo convocato per le amichevoli di questa finestra di settembre: il regolamento glielo consente, anche se dovrà seguire dalla tribuna le partite. «Voleva così tanto giocare per noi che era disposto ad aspettare tre anni». ha detto Desabre. «È un messaggio forte per tutti e ora viene qui per conoscere l’ambiente». Un colpo importante dopo Ngal’ayel Mukau, centrocampista del Lille e Noah Sadiki del Sunderland. Che, in pratica, hanno fatto da apripista per tanti altri nuovi “acquisti”.
Nella lista per le partite di settembre, in totale, ci sono 13 “nuovi acquisti”. Tra i giocatori con doppia nazionalità, e che quindi sono potenzialmente eleggibili per alcune selezioni europee, ci sono: Ezechiel Banzuzi del Lipsia, nazionale Under 21 olandese di 21 anni; Kévin Pedro, del Saint-Étienne, classe 2006 ed ex nazionale francese Under 19; Jordy Makengo del Friburgo e Stephy Mavididi del Leicester, 28 anni, che ha esordito nell’Under 20 inglese. A loro si aggiungono Stanis Idumbo del Monaco, che ha 21 anni e ha giocato nell’Under 21 belga, e Noah Mbamba del Lorient, anche lui 21enne e con delle presenze nell’Under 21 belga – entrambi sono attualmente infortunati e quindi non sono stati convocati per questo raduno.
«Queste convocazioni sono un qualcosa su cui lavoriamo in modo riservato», ha spiegato Desabre, alla guida della RDC dal 2022. Il tecnico francese è entrato nel quinto anno della sua esperienza sulla panchina della Nazionale e ha un contratto fino al 2030. «Ma non si tratta di una rivoluzione, semplicemente vogliamo rafforzare la rosa. I giocatori hanno visto come lavoriamo, è tutto molto professionale, ci sono tanti congolesi della diaspora in Europa, ma anche qualità nel Paese, per esempio in porta con Nathan Ndibu».La qualificazione al Mondiale era il primo obiettivo, ma non può essere considerata il punto d’arrivo. «Nella nostra squadra, però, i giocatori più esperti restano fondamentali: Tuanzebe, Mbemba, Wan-Bissaka… Sono ancora la nostra base». E non sarebbe sorprendente vedere altri giocatori unirsi a una RDC che è diventata, un po’ come il Marocco nel Nord Africa, una sorta di terra promessa per i talenti dell’Africa subsahariana.