C’erano una volta i grandi Girondins, campioni di Francia per sei volte nel corso di una lunga e ricca storia calcistica. Un patrimonio spazzato via nell’arco di pochi anni, da quando l’imprenditore Gérard Lopez ha rilevato la proprietà del Bordeaux nel 2021: da lì in poi è seguito un tracollo totale sul campo e fuori, che ha portato al fallimento e alla perdita dello status di club professionistico. Fino al rischio di radiazione, scongiurato soltanto in questi giorni grazie a un passaggio di consegne che permetterà di evitare la liquidazione della società.
In Francia raccontano infatti che Lopez avrebbe raggiunto un accordo con il fondo d’investimento britannico Park Bench per la vendita del Bordeaux. La cifra dell’operazione? Un solo euro, al quale però va aggiunta la corposa situazione debitoria che grava da tempo sui Girondins – per il momento esclusi dai campionati nazionali da inizio settembre, in attesa del reintegro in sesta divisione. Il piano di ristrutturazione proposto dagli acquirenti si impegnerebbe a risanare le casse del club entro i prossimi dodici anni, rinegoziando gli attuali debiti dai 26 ai 13 milioni di euro.
Una somma comunque importante, che da un lato permetterebbe a una nuova cordata di affrontare delle voci a bilancio attualmente disperate e dall’altro di liberare la folta comunità di tifosi del Bordeaux – ormai rassegnati, eppure mai stanchi di protestare – dalla catastrofica presidenza Lopez. Tra le varie pendenze economiche protrattesi in questo lungo periodo buio c’era anche l’indennità di fine rapporto destinata a Vladimir Petkovic e assistenti: l’ex allenatore della Lazio aspettava una risoluzione sin dal 2022. Il Bordeaux non aveva pagato, si è andati per vie legali e lo svizzero aveva chiesto al club – a buon diritto, secondo gli osservatori – oltre 15 milioni di euro presso il tribunale del lavoro. Un ordine di grandezza insostenibile per l’attuale situazione del club, ormai relegato a realtà dilettantistica regionale. Anche per agevolare una sana ripartenza, Petkovic avrebbe così trovato un accordo, scrive L’Équipe, di poco superiore ai 2 milioni. Praticamente graziando il Bordeaux.
Insomma, è solo un esempio delle tante situazioni fuori controllo attorno al club, che al momento deve ancora rinegoziare anche il canone di locazione dello Stade Atlantique – circa 500mila euro all’anno. Perché si è arrivati al punto che il Bordeaux si è ritrovato senza casa e senza meta, in una spirale negativa complicatissima da invertire finché non sarebbe cambiato anche il padrone. Oggi è ancora presto per intravedere la linea della ripartenza, ma la precondizione per arrivarci passava per questa stretta di mano. E un singolo euro da cui, chissà, la gloriosa squadra di Zidane e Cantona potrà un giorno tornare a essere tale.