Uno dei nuovi trend di TikTok è il club del libro virtuale. Un video di 30 secondi, massimo un minuto, una recensione rapida di un volume e via ai commenti in cui si scambiano le idee e si fissano le sfide tra chi fa prima a leggerlo tutto. Capita, però, se un consiglio possa cambiare il mercato editoriale di un Paese. È quello che è successo in Brasile, dove Gustavo Scarpa, centrocampista dell’Atlético Mineiro, ha preso un libro, ne ha parlato sui social e nel giro di pochi giorni quel libro ha stabilito un nuovo record di vendite. Il brasiliano ha usato YouTube, caricando un video dedicato a La morte di Ivan Il’ič, capolavoro immortale di Lev Tolstoj. Il risultato? Più il video ha superato le 699mila visualizzazioni, oltre un milione di persone sono state raggiunte dal frammento pubblicato su Instagram e così La morte di Ivan Il’ič ha raggiunto primo posto tra i libri più venduti su Amazon Brasile nel mese di settembre.
Dopo il video di Scarpa, le ricerche su Google dedicate al libro sono aumentate di oltre il 70% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e addirittura del 300% rispetto al mese precedente. «All’inizio non ci credevo» ha raccontato Scarpa a Folha de S.Paulo, sorpreso lui stesso dalle dimensioni del fenomeno. Il centrocampista brasiliano parla di libri sui social dal 2019, quando giocava ancora nel Palmeiras. All’inizio lo faceva con contenuti brevi, quasi dei lampi: una frase, una parola, una valutazione rapida, in stile TikTok, appunto. Negli ultimi mesi, però, ha cambiato approccio. Ha cominciato a registrare video più lunghi, entrando nel merito delle opere e raccontando ciò che davvero aveva trovato dentro quelle pagine. «Prima facevo il riassunto del riassunto, a volte una parola o una frase. Ora faccio analisi di quello che realmente capisco, video più lunghi e alla gente è piaciuta l’idea» ha spiegato.
Il risultato è stato quasi paradossale: un calciatore professionista ha riportato un classico della letteratura russa al centro delle conversazioni, anche fuori dal mondo del calcio. A Belo Horizonte, Carolina Marques, 22 anni e tifosa dell’Atlético Mineiro, ha creato «Galeitura», un gruppo di lettura nato proprio dalle raccomandazioni di Scarpa. Il gruppo WhatsApp ha raccolto 300 persone già nel primo giorno, mentre il relativo account sui social ha superato i 50mila follower. L’idea è leggere e discutere i dodici capitoli de La morte di Ivan Il’ič nell’arco di tre settimane. Alcuni compagni di squadra hanno iniziato a portare i propri libri alle sedute di fisioterapia. Scarpa, insomma, è riuscito a rendere contagiosa, per non dire di moda, una propria (ottima) abitudine personale qualcosa di contagioso.
La passione per la lettura non è però una scoperta recente. Nel 2021, quando era già seguito da un pubblico consistente sui social, Scarpa aveva iniziato a dare voti e giudizi ai grandi classici con un tono decisamente informale. Oggi, però, il giocatore dell’Atlético Mineiro sembra aver preso maggiormente sul serio il ruolo che gli è capitato addosso. Non soltanto quello di calciatore, ma anche quello di personaggio pubblico capace di orientare, almeno in parte, le scelte di lettura del proprio pubblico. Per questo, quando sceglie cosa pubblicare, Scarpa preferisce non costruire personaggi o seguire ciò che potrebbe funzionare meglio. «Ho capito da molto tempo la responsabilità che ho. Cerco di condividere le cose che mi piacciono».
Anche la lista delle prossime letture racconta qualcosa del suo modo di intendere la letteratura. Ci sono altri classici, naturalmente: Guerra e pace di Tolstoj, Il cappotto e altri racconti di Nikolaj Gogol, Il mito di Sisifo di Albert Camus e Il rosso e il nero di Stendhal. Ma accanto ai grandi nomi della letteratura europea trovano spazio anche libri più leggeri e contemporanei, come quelli di Freida McFadden. Per Scarpa, del resto, il punto non è costruire un canone o convincere tutti a leggere gli stessi libri, ma far venire voglia di aprirne uno. «Volevo che le persone dessero una possibilità ai libri che pubblico, o almeno, se non a quelli, a qualsiasi altro, perché è un’abitudine bellissima». Questa volta, però, quella semplice abitudine ha prodotto un effetto sorprendente. Un calciatore ha parlato di Tolstoj, migliaia di persone hanno ascoltato e un libro scritto nel XIX secolo è tornato in cima alle classifiche.