L’Olympique Marsiglia non sta vivendo uno dei migliori periodi della sua storia, questo è chiaro da diversi anni. Però, però, vedere l’OM al penultimo posto della Ligue 1, con tre punti e quattro sconfitte in cinque partite, fa un certo effetto. Il bello – o il brutto, a seconda dei punto di vista – è che c’erano un bel po’ di avvisaglie negative. Il Marsiglia, infatti, è reduce da un’estate a dir poco deludente, con zero (sì, esatto: zero) operazioni sul calciomercato in entrata – a parte i riscatti di Weah e Traoré, che nel frattempo è stato anche prestato al Genoa – e le cessioni di Medina (al Bayer Leverkusen), Greenwood (al Fenerbahce), Timber (al Crystal Palace), Rulli (al Manchester City), Aubameyang (al Deportivo) e Balerdi (alla Roma). Come se non bastasse, poi, anche altri giocatori avrebbero potuto lasciare il Vélodrome: Hojbjerg è stato vicinissimo al Newcastle, Aguerd stava per tornare alla Real Sociedad, Igor Paixão si è fatto tentare da un’offerta last minute del Sunderland. Alla fine, però, sono rimasti a Marsiglia. Almeno loro, viene da dire.
Ecco, anche in virtù di questi nomi è assurdo pensare che la squadra allenata da Bruno Genesio possa essere invischiata nella lotta per non retrocedere; in rosa, poi, ci sono anche altri giocatori di buon livello, per esempio Emerson Palmieri, Angel Gomes, Amine Harit e Amine Gouiri. Eppure le cose sono andate malissimo, forse anche a causa delle enormi tensioni che stanno affliggendo la dirigenza. La scelta di fare mercato solo in uscita è infatti legata alle sanzioni comminate dalla UEFA alla proprietà americana (guidata da Frank McCourt) per il mancato rispetto di diversi parametri finanziari, poi è arrivata anche un’altra multa “interna” (da parte della DNCG, l’organo che controlla la situazione economica dei club calcistici francesi) e la situazione è diventata ancora più complicata.
Queste difficoltà si sono proiettate anche sulla squadra, la quale – va detto – ha dovuto affrontare anche un calendario davvero difficile in questo inizio di stagione: dopo la vittoria per 4-0 all’esordio contro lo Strasburgo, l’OM ha affrontato il Monaco (vale a dire l’attuale capolista della Ligue 1), il Paris FC, il Rennes e poi il PSG; in Europa League, invece, l’esordio è avvenuto sul difficilissimo campo del Besiktas (e il match è finito 1-4 in favore della squadra di Vincenzo Italiano). Insomma: il fatto che siano arrivate cinque sconfitte in sei gare è e resta grave, e infatti si tratta del peggior avvio nella storia ultracentenaria dell’OM. Ma gli avversari incrociati finora erano/sono tutti quanti tosti.
Nel frattempo in Francia hanno iniziato già a parlare di un possibile cambio in panchina: Genesio è arrivato a Marsiglia da poche settimane e non ha intenzione di dimettersi, l’ha detto chiaramente, ma c’è già stato un confronto molto acceso con la società. Così acceso che L’Équipe si è sbilanciata su un possibile esonero prima di Natale. La verità, però, è che un’eventuale separazione finirebbe per pesare sulle casse già stressate del club. Anche perché poi McCourt e il suo staff dovrebbero prendere un nuovo allenatore, e sarebbe addirittura il nono negli ultimi cinque anni. Difficile, quindi, immaginare che il Marsiglia possa procedere subito all’ennesimo ribaltone. Pure perché solo pochi mesi fa si sono concluse le avventure di Pablo Longoria (presidente) e Mehdi Benatia (direttore sportivo), quindi siamo davvero all’alba di un nuovo ciclo. Sia tecnico che dirigenziale. Solo che l’inizio è stato tutt’altro che incoraggiante.