La Federcalcio tedesca ha ratificato ancora una volta la regola del 50+1, e anche i club di Bundesliga sono pronti a confermarla all’unanimità

Il sistema che impedisce a un investitore esterno di prendere il pieno controllo di una società calcistica è uno dei punti fermi del calcio tedesco. E pare proprio che le cose resteranno così.
di Redazione Undici 07 Ottobre 2026 alle 11:39

Il 50+1 è una delle norme che contraddistinguono il calcio tedesco. È complessa, ma si potrebbe sintetizzare così: tutti i club professionistici della Germania, a parte alcune eccezioni storiche e ben inquadrate, devono avere una proprietà composta in maggioranza (da qui la definizione di 50+1) da comitati di tifosi. In questo modo, quindi, è praticamente impossibile che un investitore – anche e soprattutto straniero – possa arrivare gestire la società e la squadra in maniera diretta ed esclusiva. Naturalmente, nel corso del tempo, anche in virtù di tutte le cose che sono avvenuto all’estero, questa conformazione legislativa è stata messa in discussione. Più volte. Ma è stata sempre confermata dalla DFL, la Federcalcio tedesca. Che l’ha ratificata ancora una volta, e – cosa ancora più importante – per volere delle società stesse società, che dovrebbero confermarla all’unanimità.

Il tema è tornato al centro del dibattito dopo la valutazione definitiva del Bundeskartellamt, l’Autorità federale tedesca garante della concorrenza, dello scorso 12 agosto. L’Antitrust ha stabilito che la 50+1 è, in linea di principio, compatibile con il diritto della concorrenza. Allo stesso tempo, però, ha chiesto alcuni interventi per rendere il sistema più coerente e soprattutto più difficile da contestare sul piano legale. La regola stabilisce poi che quando un club separa la propria squadra professionistica e la trasferisce in una società di capitali, il club e i suoi soci devono comunque mantenere il controllo della maggioranza dei voti. È il meccanismo che impedisce a un investitore esterno di prendere il pieno controllo di una società calcistica e che, secondo la Bundesliga, garantisce un legame diretto tra le squadre e la loro base sociale.

E quindi il Bundeskartellamt considera la 50+1 una limitazione della concorrenza, ma al tempo stesso ritiene che possa essere giustificata dall’obiettivo di garantire la partecipazione degli appassionati e di una parte ampia della società alla vita dei club. Il problema, quindi, non è tanto la regola in sé quanto il modo in cui viene applicata. Ed è proprio qui che l’Autorità ha chiesto alla Bundesliga di intervenire. Le modifiche riguardano soprattutto le eccezioni concesse ai club che sostengono finanziariamente le proprie società, l’apertura dei club alla partecipazione dei soci e alcune norme organizzative della Lega. Il quadro indicato dall’Antitrust lascia ora alla Bundesliga il compito di trovare una soluzione condivisa.

La decisione finale spetterà ai 36 club di Bundesliga e 2. Bundesliga. Saranno loro, riuniti in assemblea, a stabilire come dovrà essere applicata concretamente la regola e come recepire nello statuto le indicazioni arrivate dal Bundeskartellamt. Il primo passaggio è previsto a dicembre. Il comitato direttivo vuole ottenere dai club una nuova conferma del fatto che la 50+1 debba rimanere un principio fondamentale del calcio professionistico tedesco. L’obiettivo è arrivare a una posizione comune, evitando che una parte della Bundesliga si muova in una direzione e un’altra finisca per contestarla.

Non è una questione nuova: già nel marzo 2018 i club avevano votato a maggioranza per mantenere la 50+1, chiedendo allo stesso tempo di rafforzarne la certezza giuridica. La parola d’ordine, adesso, è prudenza. Nella prima metà del 2027 il comitato direttivo dovrebbe presentare al Ligaverband una proposta definitiva per applicare la regola in maniera uniforme a tutti i club. L’idea è arrivare a una soluzione che possa essere sostenuta dall’intero sistema e che permetta di evitare una lunga battaglia legale.

Perché è proprio questo lo scenario che la Bundesliga vuole scongiurare. Una decisione affrettata, al contrario, potrebbe mettere a rischio la certezza giuridica della stessa 50+1. Per questo nei prossimi mesi sono previste ulteriori discussioni tra i club, con l’invito a tutte le parti a muoversi con grande cautela. La posta in gioco non è soltanto giuridica. Per i tifosi tedeschi la 50+1 è da anni uno degli elementi più identitari del loro calcio. Il principio secondo cui il club deve mantenere l’ultima parola è stato difeso più volte nelle curve e nelle proteste contro i tentativi di aprire maggiormente la porta agli investitori. L’ultimo grande esempio risale al 2024, quando i tifosi della Bundesliga avevano fermato a suon di proteste il progetto di ingresso di un investitore nella DFL. La questione, inizialmente economica, era diventata rapidamente una battaglia proprio sulla filosofia della 50+1. Ora la Bundesliga vuole evitare che quella tensione si trasformi in una guerra dentro e fuori dai tribunali. La regola resterà, ma dovrà essere riscritta e applicata in modo tale da poter resistere alle prossime sfide. È il delicato equilibrio che il calcio tedesco dovrà trovare nei prossimi mesi.

>

Leggi anche