Spariti da un’estate all’altra. Qualcuno dovrà pur spiegare ai tifosi del Principato che cosa è successo: la squadra di basket campione di Francia, reduce dalla stagione più vincente della propria storia, con ben quattro trofei in bacheca, da oggi non esiste più. O meglio, ripartirà dal Nationale Masculine 1, il terzo livello della pallacanestro transalpina, alle porte del dilettantismo. Dunque in un certo senso sì, il Monaco per come lo conosciamo all’improvviso è soltanto un ricordo. Fulgido, fresco nella memoria, eppure sorprendentemente fugace.
Pensare che poco più di un anno fa, i biancorossi si sono giocati perfino una finale di Eurolega: hanno perso contro il più quotato Fenerbahce, ma hanno lasciato il segno, per la prima volta vicecampioni d’Europa – e per una squadra francese non succedeva dai tempi del Limoges nel 1993. Quelle Final Four dovevano essere la consacrazione di una nuova superpotenza cestistica – e per un brevissimo tratto, forse il Monaco lo è pure stato. Ma l’abisso era dietro l’angolo: nei mesi successivi hanno cominciato a spargersi voci incalzanti di presunti stipendi non pagati e di mancato versamento della luxury tax (la sanzione pecuniaria imposta ai club di pallacanestro intenti a spendere oltre una certa soglia).
Dunque cos’è successo? Perché la squadra del Principato è andata in tilt? Il motivo è tutto sommato lineare: Alexey Fedorichev, magnate russo a capo del club, ha visto perdere bruscamente le sue riserve liquide. A lungo, dopo l’invasione dell’Ucraina, era riuscito a rispondere a questa difficoltà, ma il quadro geopolitico aggravatosi negli ultimi mesi ha portato i conti finanziari di Fedorichev al congelamento. Da qui in poi è stato un effetto valanga. Stipendi non pagati ai giocatori. Commissioni non corrisposte agli agenti. Oltre 20 milioni di euro di debiti, acutizzati dal fatto che il monte ingaggi dei cestisti biancorossi era di gran lunga il più elevato di Francia.
Già a cavallo dell’anno nuovo la situazione ha cominciato a scricchiolare. Nonostante le difficoltà emergenti, il Monaco ha continuato a fare mercato come una big di Eurolega – o meglio, ha cercato di farlo, senza riuscire a finalizzare gli ultimi acquisti. Non è arrivato il bis delle Final Four 2025, ma il percorso continentale è stato comunque onorevole. In patria, addirittura, sensazionale. Perché in un contesto di crisi societaria ormai acclarata, con il Principe Alberto in persona a occuparsi degli emolumenti non saldati, il Monaco ha centrato le finali scudetto per la quarta volta di fila. E ha vinto per 3-2 un’emozionante serie contro il Paris, che in termini tecnici ed economici ora ne prenderà il posto nel basket. Negli stessi giorni, i monegaschi infatti venivano esclusi da Eurolega ed Eurocup. Sono seguite settimane di una lunga estate calda: i vertici del club hanno fatto il possibile per scongiurare il fallimento, ma le garanzie finanziarie messe sul tavolo non sono state ritenute adeguate dalla Federazione. Così il Monaco dovrà partire da zero, al termine di una vicenda surreale. Ed esemplare, in qualche modo, per mettere in luce le basi precarie su cui poggia il grande basket d’Europa. Tanto fragili che i vicecampioni del 2025 di fatto ormai non esistono più.