Il baseball può decisamente essere romantico, anche in tv. Non stiamo parlando del solito teen drama ambientato in un liceo americano o di una serie a tema sportivo, ma di una commedia romantica prodotta da una squadra MLB. Come riportato da Forbes, infatti, i Chicago Cubs hanno infatti pubblicato su TikTok una commedia romantica in 17 episodi, dal titolo Nine Innings to Love, uscita il 4 settembre e ambientata durante una partita nelle gradinate di Wrigley Field, l’impianto di casa di una delle franchigie storiche della MLB. Scritta da Cubs Productions, il reparto creativo interno della squadra, la serie segue due tifosi e nasce da un progetto pensato dai responsabili marketing e comunicazione per raggiungere il pubblico Gen Z e millennial.
I micro drama, però, possono intercettare fasce di pubblico diverse da quelle che normalmente seguono gli highlights sportivi. Secondo Digital I, società britannica specializzata nell’analisi dei consumi televisivi e dello streaming, nel 2025 le donne tra i 45 e i 54 anni hanno rappresentato il 15,7% delle visualizzazioni sui canali YouTube di cinque delle principali app dedicate a questo genere di contenuti. Una quota più che doppia rispetto al 7,7% registrato sul totale di YouTube. Gli uomini tra i 18 e i 24 anni, invece, hanno costituito il 6% delle visualizzazioni di quei canali, contro il 13,7% della piattaforma nel suo complesso. Dati che aiutano a comprendere il potenziale del formato, ma che non indicano chi abbia effettivamente guardato la serie dei Cubs.
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L’idea richiama, almeno in parte, il programma di TikTok dedicato ai creator durante i Mondiali di calcio. In quel caso, 30 autori hanno raccontato tifosi, cultura degli stadi e vita attorno al torneo senza riprendere le partite. L’obiettivo era raggiungere anche chi era interessato all’esperienza del Mondiale, ma non necessariamente al gioco. I Cubs applicano una logica simile alla fiction. Una storia romantica, con un richiamo al mondo di #BookTok, diventa uno strumento per avvicinare persone che magari non seguono il baseball. C’è però una differenza sostanziale rispetto al programma dei Mondiali: in questo caso la squadra produce direttamente i contenuti e li pubblica sul proprio account, pur lasciando a TikTok il controllo della distribuzione.
Anche la NFL sta cercando nuove strade per portare le proprie storie oltre il campo. Skydance Sports, joint venture nata nel 2022 con la lega e NFL Films, è produttore esecutivo di Holiday Touchdown: A Bears Love Story, il terzo film di Hallmark costruito attorno a una squadra NFL, in uscita il 17 ottobre. Lo studio ha collaborato anche a The Kingdom, docuserie distribuita da Disney+ ed ESPN che ha rappresentato il primo progetto accreditato di Foolish Club Studios. La società, fondata dalla dirigenza dei Kansas City Chiefs, ha inoltre sviluppato Chasing Goals, documentario realizzato con Day Zero Productions, la casa di produzione di Trevor Noah, e Wavelength. Il film racconta una squadra giovanile di calcio di Kansas City composta da atleti rifugiati ed è stato presentato alla prima edizione del Full Tilt Film Festival, organizzato nella stessa città.
Nel frattempo, l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, completata martedì, ha portato alla nascita del gruppo denominato Skydance. Il nuovo conglomerato comprende CBS, due servizi di streaming internazionali e diritti sportivi in diretta. Un cambiamento che aggiunge un ulteriore livello alla questione dell’integrazione tra sport e intrattenimento: le storie delle squadre possono diventare contenuti per le piattaforme di streaming, strumenti di marketing per valorizzare i diritti sportivi o entrambe le cose. Le strategie, tuttavia, non sono tutte uguali. I Chicago Cubs producono la propria serie, ma non controllano l’algoritmo né le modalità con cui TikTok distribuisce i video. Hallmark mette a disposizione dei film NFL un pubblico già consolidato, mentre Foolish Club Studios punta a sviluppare progetti destinati a diversi acquirenti, affidandosi a United Talent Agency per la rappresentanza nei settori del cinema, della televisione e dei media.
La distinzione è importante. Produrre intrattenimento legato allo sport permette di raggiungere persone che non guardano le partite, ma non garantisce di mantenere il controllo sul rapporto con quei nuovi spettatori. Le squadre possono creare le storie, scegliere il tono e costruire personaggi capaci di attirare l’attenzione. Il passaggio successivo, però, dipende da chi distribuisce i contenuti, da dove vengono visti e da quanto a lungo il pubblico decide di seguirli. Dalle gradinate di Wrigley Field alle produzioni di Skydance Sports per Hallmark, il campo d’azione delle organizzazioni sportive si allarga così ben oltre i risultati e i calendari. La sfida non è soltanto farsi conoscere da chi non segue una squadra, ma trasformare quella prima curiosità in un legame duraturo.