Clarence Seedorf è tornato a fare l’allenatore dopo una vita, al Corinthians (e ovviamente non è un caso)

Si tratta di un grande ritorno, in panchina e anche nell'ultimo Paese in cui ha giocato da calciatore, ai tempi del Botafogo.
di Redazione Undici 12 Ottobre 2026 alle 17:15

L’ultima partita da allenatore di Clarence Seedorf risale al luglio 2019: erano gli ottavi della Coppa d’Africa, e il suo Camerun venne eliminato dalla Nigeria al termine di una partita finita 3-2. Il tecnico olandese era stato assunto poco meno di un anno prima, dopo la fine della sua esperienza al Deportivo La Coruña. Un’ altra avventura che non era andata benissimo: 15 partite, appena due vittorie e la retrocessione in Segunda. Ecco, da allora l’ex centrocampista del Milan (e dell’Inter, e del Real Madrid, e della Sampdoria, e dell’Ajax) non è più tornato a lavorare in panchina. Fino a qualche ora fa, quando il Corinthians gli ha offerto un contratto fino alla fine del 2027.

Intanto bisogna dire che, per Seedorf, si tratta di un ritorno in Brasile: l’ultima maglia da calciatore che ha indossato era stata quella bianconera del Botafogo, con 81 presenze complessive tra il 2012 e il 2014. Ed è necessario partire da qui per capire cosa c’è dietro questa scelta, solo apparentemente esotica, di riprendere la carriera in panchina accettando la proposta di una squadra del Brasileirão. Seedorf, infatti, è rimasto legato al Brasile, al punto da tornarci e da collaborare (qui c’è un racconto del dicembre 2023) con la scuola Toque do Futuro, nella zona ovest di Rio de Janeiro. In occasione di quella visita, Seedorf aveva spiegato come il suo amore per il Brasile sia nato «quando ero piccolo: confina con il Suriname, il Paese in cui sono nato, e per noi rappresenta un punto di riferimento. Quando ho giocato qui mi hanno trattato con grande affetto e io cerco sempre di ricambiare il più possibile».

Ovviamente, dietro la trattativa e la firma con il Corinthians, ci sono anche delle ragioni non esattamente romatiche. Intanto va detto che tutto è nato da una proposta di OTB Sports, l’agenzia che segue Seedorf, al presidente del club paulista (Marcelo Paz). A dirlo sono stati gli stessi dirigenti, pubblicando un comunicato ufficiale in cui sono stati smentiti contatti precedenti con Memphis Depay, che gioca ancora nel Corinthians, e in cui è stato specificato che «il progetto proposto all’allenatore è di lungo termine». Al punto che sarebbe dovuto iniziare a gennaio, cioè al termine del Brasileirão, e invece è stato anticipato perché la situazione del Timão è davvero complicata: al momento il Corinthians si trova al 16esimo posto su 2o, inoltre ha gli stessi punti dell’Internacional e ha una sola lunghezza di vantaggio sul Gremio. Considerando che è reduce da otto sconfitte consecutive in campionato, nonché dall’eliminazione ai quarti di Libertdores contro l’Estudiantes, si può tranquillamente parlare in termini di crisi. E di rischio-retrocessione.

Anche il presidente Paz ha voluto raccontare (e spiegare, in qualche modo) come sono andate le trattative con l’ex centrocampista olandese: «È un nome di grande importanza, che conoscevamo, ce l’hanno offerto e noi l’abbiamo identificato come un leader che può aiutarci in questa situazione difficile. Anche perché conosce il Brasile, parla fluentemente la nostra lingua, si fa rispettare da arbitri e avversari. Certo,  capiamo le critiche sul suo periodo lontano dalla panchina, sono giuste, ma capiamo anche che ci sono diversi fattori che giustificano il suo arrivo». Non c’è bisogno di aggiungere molto altro.

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