Anche se sembra incredibile, nel 2012 Harry Kane poteva davvero trasferirsi in prestito al Viking, in Norvegia

La gara di Champions League tra la squadra di Stavanger e il Bayern è stata l'occasione per conoscere un incredibile retroscena di mercato.
di Redazione Undici 13 Ottobre 2026 alle 00:38

Poco prima di Viking-Bayern Monaco, quando entrerà sul campo da gioco del Viking Stadium di Stavanger, Norvegia, Harry Kane non potrà fare a meno di pensare che quello avrebbe potuto essere il suo impianto di casa. No, non è una storia uscita da una carriera di Football Manager: Gary Goodchild, ex osservatore inglese del club campione di Norvegia, ha raccontato di essere andato a Londra per visionare Kane e per cercare di portarlo nel suo club, dopo che si era aperto uno spiraglio di mercato. Era il 2012 e l’attuale capitano della Nazionale inglese giocava nel Millwall, a cui il Tottenham l’aveva dato in prestito, solo che non riusciva proprio a ingranare. E allora Goodchild venne a sapere che quel giovane centravanti di proprietà degli Spurs, per altro reduce da un altro prestito tutt’altro che esaltante al Leyton Orient, «avrebbe potuto essere interessato ad andare a giocare in Norvegia».

Il resto è storia, come si dice in questi casi: Goodchild si recò effettivamente in Inghilterra per seguire dal vivo una partita di Kane, solo che l’attaccante del Millwall incappò in un infortunio e saltò la gara in questione. A quel punto il Viking decise di non proseguire nell’affare, Kane rimase al Millwall fino al termine della stagione e poi visse altre due esperienze in prestito, la prima al Norwich e la seconda al Leicester City (che a quei tempi, cioè nella seconda metà della stagione 2012/13, militava in terza divisione).

Il bello – o il brutto, a seconda dei punti di vista – è che anche quelle due avventure andarono malissimo. Il Tottenham, però, decise di riportarlo a Londra e lo inserì nelle rotazioni della prima squadra: una scelta a dir poco azzeccata, non c’è che dire. Anche Goodchild ricorda come andarono le cose: «Un anno e mezzo dopo il mio viaggio in Inghilterra, Kane era già in prima squadra». Era la stagione 2013/14, un anno dopo gli Spurs avrebbero assunto Mauricio Pochettino: proprio il tecnico argentino ha dato fiducia a Kane e così l’ha trasformato nell’attaccante implacabile e bellissimo da vedere che abbiamo imparato ad apprezzare, che vediamo ancora oggi. E che ora è pronto a giocare la prima partita della sua carriera su un campo norvegese (finora ha affrontato solo il Bodo Glimt in una gara di Champions, però all’Allianz Arena), proprio quel campo che avrebbe potuto diventare casa sua.

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