Sono anni che il Nordsjaelland continua a fare grandi risultati e soldi sul mercato, e tutto questo grazie alla fiducia nei giovani talenti (soprattutto africani)

Basti pensare che il budget annuale destinato al vivaio è addirittura la metà di quello della prima squadra.
di Redazione Undici 15 Ottobre 2026 alle 10:39

È un club che fa scuola. Tema del giorno: fare tanto con poco. A spiegare la lezione è il Nordsjaelland, compagine danese che ormai, grazie alla sua presenza stabile in Europa (quest’anno gioca in Conference, ma l’abbiamo visto anche in Champions League), si è affermato tra le più sorprendenti outsider del calcio internazionale. Perché i biancorossi non potranno contare sulle risorse economiche del Brondby o del Copenaghen. Eppure siedono lì, in mezzo a loro – e talvolta sono stati anche capaci di vincere il campionato. Merito innanzitutto di una profonda conoscenza di loro stessi, oltre che dell’ambiente che li circonda.

«Se vogliamo raggiungere qualcosa di importante, dobbiamo essere pronti a farlo con dei calciatori in prospettiva troppo forti per rimanere a giocare in Danimarca», ha spiegato Alexander Riget, direttore sportivo del club, parlando alla BBC. Il concetto sottostante è semplice: per essere competitivo, il Nordsjaelland dev’essere pronto a creare spazio per i suoi giovani talenti. Quelli già affermati, setacciando il calciomercato, costano troppo. E questa piccola realtà calcistica non può essere una destinazione di prima scelta per un giocatore di spessore internazionale nel pieno della sua carriera – altra presa di consapevolezza. Dunque c’è soltanto una finestra a disposizione dei danesi: quella degli Under 23, per intenderci, in attesa che sboccino a pieno e che intanto facciano già la differenza sul campo.

Spoiler? La strategia del Nordsjaelland funziona, eccome se funziona. Non soltanto in fatto di risultati sportivi. Il capolavoro è a bilancio: dal 2015 al 2024, il club ha incassato quasi 200 milioni di euro dalla cessione dei suoi giocatori – un dato che peraltro non è “gonfiato” da alcun picco: l’elemento più remunerativo è stato Caleb Yrenkyi, centrocampista ceduto in estate al Coventry per 27 milioni (cifra record per il Nordsjaelland, quasi low cost per i canoni della Premier League). Tra gli altri nomi di rilievo ci sono stati anche Andreas Schjelderup, Kamaldeen Sulemana. I danesi riescono dunque a piazzare sistematicamente i migliori giocatori che escono dal loro vivaio, dopo averli valorizzati a fondo all’interno di un percorso formativo a trecentosessanta gradi.

Basti pensare che durante la scorsa stagione, il 39% dei minuti totali giocati dal Nordsjaelland è stato appannaggio dei suoi giovani. Anzi, di veri e propri teenager. Si tratta di una delle percentuali più alte d’Europa legittimata anche in occasione della prova del nove, quando il Nordsjaelland ha vinto i preliminari di Conference League schierando sei ragazzi Under 21 nel suo undici titolare. Senza timore alcuno: la confidenza nelle nuove leve nasce da un coinvolgimento totale, a partire dalle infrastrutture del centro sportivo dove, oltre a giocare a calcio, si studia e si condividono esperienze di vita come in un campus universitario. Il Nordsjaelland ci investe parecchio: 5,5 milioni all’anno, a fronte degli appena 10 destinati alla prima squadra (il rapporto di circa 1:2 è di nuovo fra i più clamorosi in tutta Europa).

L’asso nella manica del club non si limita però alle pur efficienti aree tecniche in patria. Da oltre un decennio infatti il Nordsjaelland ha intensificato i propri investimenti in Africa, creando una rete di vivai satellite che va dal Ghana all’Egitto. Da qui, molte promesse di queste realtà scelgono poi di andare a giocare in Danimarca considerandola – spesso a ragion veduta – un buon viatico per riuscire ad affermarsi nel calcio europeo. Di quel tesoretto da 200 milioni, circa la metà proviene infatti da giovani talenti africani, che il Nordsjaelland ha a sua volta accompagnato fino al salto di qualità definitivo. Una strategia ormai ben radicata, che continua a dare i suoi frutti. E tanto spazio ai giovani.

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