Il Friburgo è diventato una squadra d’élite grazie a un settore giovanile che sforna talenti a ciclo continuo, e grazie a uno stadio-gioiello da 35mila posti

Uno sguardo più da vicino alla capolista a sorpresa della Bundesliga.
di Redazione Undici 16 Ottobre 2026 alle 17:33

Perfino davanti al Bayern, oggi. Godersela finché dura: è chiaro che nel lungo periodo lo strapotere di Kane e compagni è incolmabile, eppure non è un caso se al vertice della Bundesliga, a braccetto con il Borussia Dortmund, c’è proprio il Friburgo di Julian Schuster. In questa stagione non ha ancora mai perso. Tra amichevoli e partite ufficiali, conta una striscia aperta di dodici successi – tra cui il debutto vincente in Conference, a segno anche il solito Grifo nel 3-2 sullo Jablonec – e un pareggio nelle ultime tredici gare. I tedeschi sono inoltre reduci da una storica finale di Europa League: il tris incassato dall’Aston Villa nell’ultimo atto del torneo è stato netto, ma non ridimensiona il percorso e le ambizioni di un club costruito da lontano e per andare lontano.

Tolti quattro trofei di Zweite Bundesliga, il Friburgo non ha mai vinto nulla nella sua storia centenaria. Ha fatto spesso saliscendi tra le prime due categorie del calcio tedesco: è soltanto nell’ultimo decennio – la più recente promozione in Bundes risale al 2016 – che la società ha affondato davvero le radici nel grande calcio. In queste nove stagioni ha chiuso prevalentemente nella prima metà della classifica, con due autorevoli quinti posti. Dal 2024 è allenata da un giovane come Schuster, praticamente un prodotto coltivato in casa, perché dopo dieci anni da giocatore biancorosso ha fatto tutta la trafila in panchina partendo dalle giovanili. E a proposito di vivaio: la chiave dell’ascesa del Friburgo si trova soprattutto qui.

Un’academy moderna, fondata 25 anni fa, con 15-20 milioni di investimento iniziale nelle infrastrutture quanto mai azzeccato. E capace di fornire costantemente un blocco di talenti sempre nuovi alla prima squadra. Günter, Manzambi, Höfler – giusto per citarne alcuni – sono tutti partiti da qui. Parliamo di 73 calciatori complessivi: circa tre giovani innesti a stagione, con numeri ancora più incisivi negli ultimi anni. Tradotto, ogni anno nella rosa del Friburgo si trova in media una decina di giocatori con un passato nell’academy. E il loro minutaggio è il terzo più alto d’Europa, contando i primi cinque campionati: davanti alla Masia di Barcellona, davanti a Chelsea e Real Madrid. Soltanto le due basche, Athletic e Real Sociedad, hanno fatto meglio. Sintomo di un metodo che funziona, e di cui il Friburgo sta iniziando a raccogliere il dividendo.

L’altro detonatore di successo è il nuovo stadio. Dal 2021 il Friburgo gioca nel modernissimo Europa-Park, che ha soppiantato alla grande il vecchio Dreisam. 35mila posti a sedere, dimensione a prova d’Europa, caratteristiche polifunzionali che si prestano alle migliori iniziative di marketing. Secondo i dirigenti del club, “senza questo impianto i risultati odierni e la crescita societaria non sarebbero stati minimamente possibili”. Lo confermano i numeri: due stagioni fa il Friburgo ha registrato un fatturato da oltre 200 milioni di euro, con un utile record da 40 milioni. Mentre il numero di soci è decuplicato – da 8000 a quasi 85mila – dal 2013 a oggi. L’ex provinciale non ha alcuna intenzione di fare il passo più lungo della gamba e per ora si gode ogni scalino dell’ascesa. Ma è consapevole di aver posto ormai delle solidissime basi. E di essere pronta a divertirsi ogni domenica. Lo sta già facendo.

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