In Uruguay si sono inventati i cartellini gialli e rossi in formato digitale, solo che c’è qualche piccolo problema di visibilità

La novità semplificherà notevolmente la vita degli arbitri, che attraverso il device registrano automaticamente le sanzioni disciplinari.
di Redazione Undici 17 Ottobre 2026 alle 15:52

L’innovazione tecnologica nel calcio riguarda spesso la classe arbitrale. Non potrà essere accostato al VAR e al fuorigioco semiautomatico, ovvero due tra i più importanti cambiamenti nella storia del gioco, ma la novità che hanno introdotto in Uruguay è decisamente curiosa, anche perché non sta funzionando benissimo. Come raccontato da As, durante la partita di Copa Uruguay tra Nacional e Rentistas, vinta 3-0 dai padroni di casa, l’arbitro Eduardo Varela ha sperimentato un dispositivo elettronico simile a uno smartphone, capace di mostrare le sanzioni disciplinari attraverso uno schermo. Di fatto, quindi, si tratta di un cartellino digitale. Una scelta che ha attirato l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori, ma che ha anche evidenziato alcuni problemi da risolvere.

Il dispositivo dispone di due pulsanti, uno per il giallo e uno per il rosso. Premendoli, il direttore di gara illumina lo schermo con il colore corrispondente alla decisione presa, senza più estrarre dalla tasca i classici cartellini. Il primo a ricevere un’ammonizione virtuale è stato Juan Pablo Plada, centrocampista del Rentistas, punito al 12esimo del primo tempo per un fallo su Maximiliano Silvera, attaccante del Nacional. Nel corso della gara è stato utilizzato anche il rosso elettronico.

Il progetto, sviluppato in Uruguay in collaborazione con un’azienda privata, punta soprattutto a semplificare il lavoro amministrativo dei direttori di gara. Il dispositivo registra infatti automaticamente ammonizioni, espulsioni, sostituzioni, rigori e altre situazioni di gioco, trasmettendo i dati in tempo reale a COMET, la piattaforma digitale utilizzata dall’Associazione calcistica uruguaiana (AUF). In questo modo si riduce la necessità di annotare manualmente gli episodi durante la partita e di inserirli successivamente nei rapporti arbitrali. Un ulteriore obiettivo è rendere queste informazioni disponibili in diretta anche ai mezzi di comunicazione.

La strada verso la sperimentazione, però, non è stata priva di ostacoli. Il primo test era previsto a fine settembre nella sfida tra Defensor Sporting e Plaza Colonia, ma le condizioni di luce non avevano permesso di distinguere correttamente i colori. Anche al Gran Parque Central, durante la partita tra Nacional e Rentistas, diversi spettatori hanno lamentato la scarsa visibilità dello schermo, soprattutto da lontano e nelle immagini televisive. Gli stessi sviluppatori hanno riconosciuto la necessità di intervenire sull’hardware, valutando anche l’introduzione di luci a led laterali per rendere più riconoscibili le sanzioni.

Il dispositivo, sviluppato dalla società uruguaiana REFe, pesa appena 148 grammi e non necessita di una connessione Wi-Fi per funzionare. Il progetto ha richiesto circa tre anni di lavoro e, almeno per il momento, è finanziato da privati: la AUF ha messo a disposizione il contesto per la sperimentazione, senza investire direttamente nell’iniziativa. L’ambizione dei suoi ideatori è che, una volta superati i problemi di visibilità, il sistema possa essere adottato anche in altri campionati. Per ora, dunque, i cartellini tradizionali non sono destinati a scomparire. Il calcio uruguaiano ha aperto una strada possibile, ma resta da capire se la tecnologia riuscirà a conservare l’immediatezza di un gesto diventato universale: quel rettangolo giallo o rosso sollevato dall’arbitro, comprensibile a giocatori e tifosi anche dall’altra parte dello stadio. Prima di immaginare una rivoluzione, servirà rendere il nuovo sistema altrettanto chiaro del vecchio.
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