Ora puoi rivedere il bellissimo gol di Özil contro il Ludogorets, però segnato dallo sceriffo Woody, da Shrek o da altri calciatori che non ti aspettavi

Una rete meravigliosa della Champions 2016/17 è diventata un nuovo trend sui social. E ha stimolato la fantasia dei creator che usano l'AI.
di Redazione Undici 18 Ottobre 2026 alle 10:34

Uno dei gol più belli della storia della Champions è diventato un trend di Tiktok. Normale, direte, sarà per la sua qualità estetica, per la qualità e la finezza del gesto tecnico. Niente di tutto questo, il motivo? Grazie all’intelligenza artificiale si possono modificare i protagonisti e così la famosissima rete di Mesut Özil contro i bulgari del Ludogorets, segnata con la maglia dell’Arsenal nel 2016, è decisamente cambiata: al posto del tedesco e del portiere Borjan è comparso di tutto, dai personaggi dei cartoni animati agli attori e persino animali o dinosauri.

Un po’ di esempi: Woody di Toy Story che salta Buzz Lightyear, Mr Potato e Jessie, SpongeBob; Walter White di Breaking Bad e zio Phil del Principe di Bel-Air. Del resto, ormai abbiamo fatto tutti una certa esperienza con i video “creativi” prodotto dall’intelligenza artificiale. Nel bene e nel male, bastano pochi suggerimenti per realizzare qualcosa capace di diventare virale. La cosa più curiosa è che, per quanto meraviglioso, quel gol non aveva nulla di particolarmente decisivo nella storia della Champions, dato che si trattava di una normale partita della fase a gironi, vinta 3-2 dall’Arsenal in rimonta.

A un minuto dalla fine dei tempi regolamentari, Mohamed Elneny aveva trovato Özil con un passaggio in profondità. Il tedesco si era ritrovato molto più avanti rispetto ai compagni, lanciato verso la porta e con la possibilità di regalare all’Arsenal una vittoria ormai insperata. Il portiere del Ludogorets, Borjan, era uscito incontro all’attaccante. Özil aveva controllato il pallone e lo aveva sollevato con delicatezza sopra la sua testa, superandolo senza perdere il controllo della sfera. Sembrava già pronto a concludere, ma un difensore era riuscito a recuperare terreno e a portarsi sulla sua traiettoria. A quel punto è cominciata la parte più bella. Özil aveva sfruttato lo slancio dell’avversario per spostare il pallone verso l’interno, con un tocco leggerissimo. Un secondo difensore gli si era fatto incontro e il tedesco aveva accennato il movimento del tiro. Una finta, poi un’altra: entrambi i rivali erano finiti a terra, completamente disorientati. A quel punto non restava che aggirarli e depositare il pallone in rete. Sei secondi, sette tocchi, tutti con il piede sinistro. Tre avversari lasciati alle spalle e una freddezza impressionante per un gol rimasto (giustamente) nella storia della Champions.

Le versioni generate dall’intelligenza artificiale hanno contribuito a rendere quella rete ancora più suggestiva. Nei montaggi, Woody o Shrek scivolano tra gli avversari disperati al rallentatore, mentre la telecamera riprende l’azione da dietro la porta, con un’inquadratura ravvicinata che accompagna il protagonista attraverso ogni dribbling. Il risultato è una sequenza dall’estetica quasi cinematografica, in cui il gesto tecnico diventa una piccola coreografia. Non sorprende, quindi, che proprio questo gol sia stato scelto come modello per le elaborazioni dell’AI. L’inquadratura è perfetta, i movimenti sono leggibili e la progressione dell’azione sembra costruita apposta per una scena di finzione. Persino uno studio hollywoodiano avrebbe potuto apprezzare quel lavoro di regia.

A completare il quadro c’è spesso una canzone francese malinconica, un remix di “Clandestina” di Emma Peters, che accompagna il rallentatore e accentua il carattere quasi poetico della giocata. Il contrasto tra la leggerezza dei movimenti di Özil e la disperazione dei difensori contribuisce a trasformare un gol di una partita di Champions League in un contenuto perfetto per i social. Quella sera l’Arsenal aveva vinto e concluso al primo posto il proprio girone, davanti a Ludogorets, PSG e Basilea. La sua avventura europea, però, si sarebbe fermata subito dopo, agli ottavi di finale, quando il Bayern Monaco aveva travolto gli inglesi con un risultato complessivo di 10-2. Resta da capire come se la sarebbero cavata Woody, Shrek o Walter White contro quella squadra. Ma forse è proprio questo il bello dell’intelligenza artificiale: prendere una giocata reale, già straordinaria di per sé, e regalarle una seconda vita in un universo in cui tutto diventa possibile.

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