L’avventura di Alexander-Arnold al Real Madrid, almeno finora, può essere considerata un fallimento

Dopo una stagione d'esordio complicata, le cose stanno addirittura peggiorando: l'ex Liverpool ha perso il posto e la fiducia di Mourinho, che preferisce Dumfries e Valverde nello slot di terzino destro.
di Redazione Undici 22 Ottobre 2026 alle 16:05

C’era grande attesa per il trasferimento di Trent Alexander-Arnold al Real Madrid. Le cose, però, non sono andate e non stanno andando come previsto. A 16 mesi dal suo arrivo nella capitale spagnola, comincia a essere sempre più evidente che il passaggio dell’ex terzino destro del Liverpool ai Blancos, una delle operazioni più discusse del mercato 2025 (anche perché avvenuta a parametro zero) , non sta rispettando le aspettative. In questa stagione, infatti, la prima scelta di José Mourinho sulla fascia destra della difesa è sempre stato Denzel Dumfries. Dopo l’infortunio dell’olandese, poi, lo Special One ha preferito “adattare” Valverde.

A meno di ripensamenti dell’ultimo minuto da parte dell’allenatore, o di infortuni dei compagni, Alexander-Arnold sembra quindi destinato a saltare il Clásico di domenica al Camp Nou contro il Barcellona. Così come ha saltato l’ultima sfida di Champions contro il Lipsia, in cui è rimasto in panchina fino alla fine. Il suo bilancio nelle ultime cinque gare del Real Madrid è di una sola presenza, contro il Villarreal, per altro conclusa con una sostituzione al 52esimo minuto, quando Mourinho ha deciso di spostare Valverde nel ruolo di terzino destro. E anche la stagione scorsa è stata povera di momenti felici: Alexander-Arnold ha disputato 30 partite in tutto, di cui 22 da titolare.

Non era certo questo lo scenario immaginato quando, nell’estate del 2025, Alexander-Arnold aveva preso la coraggiosa e controversa decisione di rifiutare le offerte di rinnovo del Liverpool, il club della sua città, per trasferirsi al Real Madrid a parametro zero. Essere diventato la terza scelta nel ruolo di terzino destro non può essere facile da accettare per un giocatore che, nei suoi anni migliori ad Anfield, aveva parlato con grande sicurezza della volontà di ridefinire il ruolo, arrivando persino a immaginare di poter diventare il primo terzino destro della storia a vincere il Pallone d’Oro.

«Voglio lasciare in eredità il ricordo di essere stato il più grande terzino destro che abbia mai giocato a calcio». aveva dichiarato a Sky Sports nell’ottobre del 2024. «Devo puntare alle stelle, perché è lì che credo possa arrivare il mio potenziale». L’ambizione e il profilo internazionale di Alexander-Arnold erano tra le caratteristiche che avevano convinto il Real Madrid a puntare su di lui. Il suo era sembrato fin dall’inizio un acquisto voluto direttamente dalla presidenza, nel solco della strategia di Florentino Pérez: sfruttare le situazioni contrattuali favorevoli per assicurarsi campioni affermati, nel pieno della carriera, a parametro zero o a condizioni vantaggiose. Da Toni Kroos a Thibaut Courtois, passando per Antonio Rüdiger e Kylian Mbappé, fino a Ibrahima Konaté, arrivato la scorsa estate.

L’inglese aveva impressionato tutti già alla sua prima apparizione pubblica con la nuova maglia, al Santiago Bernabéu. Aveva parlato uno spagnolo eccellente e, davanti a un pubblico entusiasta, aveva dichiarato che «firmare per un club come il Real Madrid è un sogno che diventa realtà». Da allora, però, quel sogno è rimasto in gran parte irrealizzato. Certo, sarebbe ingiusto ignorare le circostanze attenuanti: Alexander-Arnold non è stato l’unico giocatore del Real Madrid ad attraversare un periodo complicato, in una stagione segnata da turbolenze dentro e fuori dal campo. Anche gli infortuni hanno avuto un peso: tre diversi stop muscolari nel corso della sua prima annata hanno reso difficile trovare continuità, accumulare minuti e costruire un’intesa con i nuovi compagni.

Nemmeno i continui cambi in panchina lo hanno aiutato. Xabi Alonso e Álvaro Arbeloa non erano riusciti a dare ordine alla squadra e allo spogliatoio nella scorsa stagione, mentre Mourinho sta ancora cercando di trovare la soluzione migliore per valorizzare tutto il talento a disposizione. All’inizio del mercato estivo 2026, è arrivato un segnale chiaro sulle intenzioni del nuovo tecnico del Madrid: l’acquisto di Dumfries dall’Inter per 25 milioni di euro. Poi sono venute le prime sei gare ufficiali della stagione, e in cinque di queste Mou ha scelto l’olandese. A settembre, nella prima giornata della fase campionato di Champions giocata proprio contro l’Inter, l’allenatore aveva anche provato Alexander-Arnold a centrocampo, complice l’indisponibilità per infortunio o squalifica di gran parte delle alternative. L’esperimento, però, non ha funzionato: il Real ha vinto, ma Alexander-Arnold ha offerto una prestazione non proprio indimenticabile, diciamo così, prima di essere sostituito nella ripresa. Non a caso, come detto, nelle ultime gare Mourinho ha preferito spostare Valverde in difesa, invece che schierare l’ex Liverpool.

Sui media inglesi e spagnoli si è già (ri)cominciato a parlare di Alexander-Arnold in chiave-mercato, ma il suo contratto scade nel giugno del 2031 e l’ingaggio elevato rende difficile immaginare un trasferimento a breve termine. Eppure, per un giocatore che ha compiuto 28 anni da pochi giorni, ritrovarsi a essere la terza scelta nel proprio ruolo è tutt’altro che ideale, anche se si tratta del Real Madrid. A maggior ragione se il suo arrivo era stato raccontato – da lui stesso, per altro – come un colpo potenzialmente epocale. Ecco: almeno finora, quelle aspettative non sono state neanche lontanamente rispettate.

>

Leggi anche