Poche squadre europee sono gestite male come il Valencia, sia a livello sportivo che dal punto di vista dei rapporti con i tifosi. Eppure, eppure, è arrivata la notizia per cui Pitchwise Holdings ha acquistato una quota minoritaria, il 42%, delle azioni del club, in cambio di una cifra importante: 1,25 miliardi di euro. L’investimento è stato confermato da testate autorevoli come Financial Times e Reuters, secondo cui il capitale della società sarà integrato con 100 milioni di euro. Si tratta di un’operazione importante, anche perché – come detto in precedenza – il Valencia è in crisi da diversi anni. E anche questa stagione è iniziata molto male: il tecnico Cobrerán è stato esonerato dopo cinque giornate di campionato, al suo posto è arrivato Javier Aguirre ma El Che – storico nickname della squadra valenciana – è rimasto al penultimo posto, con appena sei punti conquistati in nove partite.
E allora viene da chiedersi: com’è possibile che un’istituzione in difficoltà possa essere così appetibile sul mercato? Risposta semplice: sta per vedere la luce il Nou Mestalla, uno stadio di proprietà che ha avuto una gestazione lunghissima e a dir poco accidentata. È per questo che Pitchwise – consorzio sostenuto dal fondo KKR e guidato da Ann Rodriguez, già dirigente nel settore sportivo, e Corey Woolfolk, investitore con esperienza nel mondo dello sport e delle biotecnologie – ha deciso di investire in una quota minoritaria, in vista di una possibile rivoluzione a medio termine. Che poi è quello che auspicano i valenciani, a dir poco delusi – e si potrebbe dire furiosi – nei confronti della famiglia Lim, arrivata in città nel 2014 e mai veramente entrata in sintonia con la tifoseria.
Il Nou Mestalla potrà ospitare 70mila spettatori, circa 20mila in più rispetto al vecchio stadio, e di fatto ha già aperto al Valencia nuovi orizzonti commerciali ed economici. Non solo come impianto sportivo, ma anche come hub in cui organizzare eventi di ogni tipo – come ormai è diventato consuetudine nel calcio spagnolo. Dal punto di vista del pubblico, rimasto scottato dall’impatto avuto da Lim, l’inizio di questa nuova fase è sicuramente una buona notizia. Ma ci sono anche delle incognite, perché l’investimento fatto per il nuovo stadio ha già portato e porterà inevitabilmente a delle grosse spese, anche solo per ripagare gli interessi sottoscritti. Di conseguenza, è facile immaginare che una parte dei 100 milioni iniettati dai nuovi soci non siano destinati a rinforzare la squadra, ma a dare ossigeno alle casse della società. In fondo, a pensarci bene, per il Valencia resta una buona notizia.