Gli allenatori di Premier League stanno iniziando ad avere qualche problema con le fughe di notizie causate dal fantacalcio

Un contrattempo decisamente fastidioso, dal punto di vista di Xabi Alonso e soci.
di Redazione Undici 29 Ottobre 2026 alle 10:59

Ormai è caccia all’informazione in anteprima. Ne va della propria formazione, cioè della gloria fantacalcistica: una moda che in Inghilterra ha contorni piuttosto diversi rispetto all’Italia – niente aste con gli amici, per intenderci – eppure mantiene picchi di popolarità notevoli. Talmente ingombranti, a volte, da condizionare il lavoro degli allenatori e dei calciatori stessi. Quando per esempio Xabi Alonso, dopo il ko contro il Tottenham lo scorso weekend, si è visto chiedere se fosse a conoscenza di una fuga di notizie riguardo alla formazione del suo Chelsea, l’allenatore è cascato dalle nuvole. A quanto pare tutti i giocatori di Fantasy Premier League, affidandosi a un’informazione divenuta presto virale, sapevano che Joao Pedro in questo periodo è infortunato. E lo sapevano molto prima che Xabi Alonso desse notizie sulle sue condizioni.

“Non mi interessano le questioni di fantacalcio, dunque non sapevo che la notizia fosse trapelata”, ha tagliato corto Xabi Alonso, trasmettendo come altri colleghi un po’ di seccatura per un fenomeno che sta decisamente sfuggendo di mano. Perché ormai la dinamica è semplice. Gli utenti più accaniti sanno bene che fra gli 11 milioni di partecipanti alla Fantasy Premier League ci sono anche molti addetti ai lavori: membri dello staff, calciatori, parenti e amici – soprattutto quest’ultima sfera, in diverse occasioni, si è rivelata deleteria in fatto di privacy. E se una volta tenere all’oscuro media e avversari di un infortunio o di uno stratagemma tattico era piuttosto possibile quasi fino al calcio d’inizio, oggi non è nemmeno lontanamente più così. Anche per via del fantacalcio, molti allenatori si ritrovano così a trasmettere in chiaro a loro insaputa. Ritrovandosi spesso più in difficoltà del dovuto.

Per esempio, in queste ultime settimane alcuni account particolarmente attenti avrebbero individuato quello di un famigliare di Morgan Rogers, attaccante del Chelsea. A quel punto sarebbe bastato semplicemente aspettare e prendere appunti: notando la reiterata esclusione di Joao Pedro dalle proprie fanta-formazioni, per esempio. Un dettaglio che stupisce, e si spiega soltanto con uno stop fisico dell’attaccante brasiliano. Episodi del genere si ripetono da tanti anni. Almeno dal 2021, addirittura, quando Brendan Rogers, allora allenatore del Leicester, ammise in conferenza stampa di essere a conoscenza del forfait di Jack Graelish nel match contro l’Aston Villa grazie a una fuga di notizie fantacalcistiche – motivo per cui, dopo la sconfitta, i Villans presero provvedimenti impedendo a diversi propri tesserati di giocare alla Fantasy Premier League. All’epoca si pronunciò pure Guardiola, trovando questa situazione “non etica e poco professionale”. Di sicuro mai vista prima.

Tornando al Chelsea, l’apice del cortocircuito si era verificato in questi ultimi mesi. In panchina non c’era ancora Xabi Alonso, ma Liam Rosenior. E proprio sotto la gestione dell’inglese, ci sono stati dei leak particolarmente importanti: su tutti la notizia degli infortuni di Cole Palmer e Joao Pedro – anche in quell’occasione -, che in seguito si è scoperta essere stata diffusa dalle grandi chiacchiere del barbiere di Marc Cucurella. Bastano due sole orecchie in ascolto e il gioco è fatto. Di recente dunque comincia a essere in capo ai club la responsabilità – e l’interesse diretto – di prendere le contromisure necessarie per tenere i propri tesserati lontano dal fantacalcio. Qualcuno parla addirittura di arrivare a vietare il gioco. Ma in quel caso si andrebbe incontro a una rivolta di milioni di persone: meglio allora tenere la bocca chiusa, finché tutti sono in agguato. Ne va del campionato più appassionante del momento. E non parliamo della Premier League – o almeno, della sua versione reale.

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