Il Barcellona vuole incassare denaro fresco vendendo i posti VIP al nuovo Camp Nou, ma questa mossa gli creerà dei problemi con i soci e con gli abbonati tradizionali

L'ennesimo tentativo per ripagare i debiti è un'operazione ardita e lungimirante. Che però si scontra con le tradizionali procedure di ticketing.
di Redazione Undici 30 Ottobre 2026 alle 14:34

Il Barcellona sta vendendo tutto il possibile del nuovo Camp Nou. Il calub catalano, nel tentativo di rientrare dalla sua enorme esposizione debitoria, ha intensificato i contatti con diverse aziende per accelerare la commercializzazione dei posti VIP dello stadio, da completare nei prossimi mesi. L’obiettivo è ottenere nuova liquidità attraverso la cessione dei diritti di utilizzo dei posti premium: l’operazione, infatti, potrebbe garantire al club circa 80 milioni di euro di incassi immediati.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Sport, la necessità di anticipare alcuni ricavi per far fronte agli impegni finanziari ha spinto la società catalana ad accelerare il progetto. L’accordo prevede la possibilità di acquistare i diritti di utilizzo dei posti VIP per periodi di 15 o 30 anni, e ovviamente si rivolte soprattutto alle aziende. Stando alle informazioni emerse nel podcast «Barça Reservado», oltre agli 80 milioni di euro di pagamenti iniziali, l’operazione potrebbe fruttare una cifra tra i 50 e i 60 milioni di euro per ogni stagione.

Al momento i posti VIP da mettere in vendita sono circa 2000, ma una volta completati tutti i lavori, lo Spotify Camp Nou disporrà di circa 9.500 seggiolini destinati a questo tipo di clientela. Di questi, 5mila sono già stati assegnati, mentre altri 500 rientrano nella categoria delle cosiddette Personal Seat Licenses, licenze personali per il diritto di utilizzo dei posti. Il Barcellona sta lavorando adesso alla vendita di ulteriori 2mila sedute, che i blaugrana considerano disponibili già nel corso di questa stagione e della prossima. L’offerta è rivolta alle aziende e comprende diverse categorie, con prezzi variabili a seconda della posizione dei posti e dei servizi inclusi.

Le soluzioni più esclusive, denominate «lodge», sono già andate esaurite. Si tratta di spazi centrali composti da quattro sedute, comprensivi di parcheggio, che richiedono un investimento iniziale particolarmente elevato oltre al pagamento di una quota annuale. Le altre categorie comprendono la zona riservata ai giocatori, situata alle spalle delle panchine, e i posti premium, collocati accanto all’area della tribuna principale – riservata alle autorità. Ci sono poi i cosiddetti «pitch row», in prima fila a bordo campo; i posti «balcony», nella prima fila del secondo anello; e il «grand ring», nella zona di separazione tra il secondo e il terzo anello.

La vendita dei diritti di utilizzo delle sedute rappresenta una delle principali fonti di ricavi commerciali legate al nuovo stadio, e in questo senso il lavoro del club catalano va avanti da tempo. Anche perché il Barcellona ha bisogno di sfruttare al massimo le potenzialità economiche dell’impianto per rispettare i propri impegni finanziari e uscire – finalmente, viene da dire – da una crisi che ormai perdura da diverse stagioni. L’operazione, tuttavia, comporta anche alcune conseguenze per i soci, inevitabilmente penalizzati dalla riorganizzazione degli spazi. Quando lo stadio sarà completato e potranno tornare ai propri posti, bisognerà stabilire quali condizioni economiche dovranno rispettare e dove verranno collocati coloro che occupavano sedute interessate dall’ampliamento delle aree VIP. Anche l’ampliamento del palco presidenziale, la cui capienza è triplicata fino a raggiungere circa 300 posti, ha ridotto lo spazio a disposizione degli abbonati tradizionali. La redistribuzione delle sedute e la definizione dei nuovi prezzi da applicare restano quindi due questioni aperte, che il Barça dovrà risolvere quando lo Spotify Camp Nou sarà finalmente operativo a pieno regime.

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