Lo scenario si preannunciava insostenibile: stesso cognome, stessa maglia, persino lo stesso ruolo. Aspettative a mille. E infatti Jobe Bellingham, il fratello minore di Jude, comprato dal Borussia Dortmund per 35 milioni di euro nel 2025, ha faticato parecchio per adattarsi ai ritmi della Bundesliga. Per una stagione intera si è fatto vedere poco: non rischiava la giocata, soprattutto non segnava – mentre si sa, la qualità sotto porta del fuoriclasse del Real Madrid è cosa nota. A guardare invece il giocatore che lo scorso weekend ha tenuto testa al centrocampo del Bayern, viene da pensare che fosse tutta questione di tempo. E di equivoci.
Jobe, infatti, è innanzitutto un tipo di centrocampista diverso rispetto a Jude. Tende a fare più schermo, a essere non così appariscente palla al piede e meno propenso alle sortite offensive. Che non erano mancate, ai tempi del Sunderland. Ma un conto è sapersi imporre in Championship, un altro, nel giro di pochi mesi, pretendere lo stesso spessore ai vertici della Bundesliga e anche in Champions. I tifosi del BVB hanno iniziato a storcere il naso, eppure il club l’ha aspettato con pazienza. E con la fiducia di non aver acquistato “un altro Bellingham”, nell’ingenua speranza di ripetere l’exploit del fratello più grande, ma semplicemente un ottimo calciatore – addentrarsi in ogni ulteriore paragone sarebbe a questo punto stucchevole.
Un anno più tardi, il tempo sembra iniziare a dare ragione a Jobe e alla squadra che più di tutte, e prima di tutte, ha creduto in lui. A 21 anni appena compiuti sta trovando continuità, infilando prestazioni sempre più di livello e incisive. Soprattutto in zona assist: manca ancora il gol, trovato soltanto agli inizi della sua avventura tedesca, nella parentesi estiva del Mondiale per Club, ma questo non rappresenta un problema. Non per quel che gli chiede Niko Kovac, allenatore che stravede per lui e per il suo modo di approcciarsi al calcio. Anche in allenamento, dove si dice che Bellingham junior sia un lavoratore instancabile e un ragazzo esemplare.
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Nel 2-2 contro il Bayern, passato alla cronaca per il rigoraccio sbagliato da Harry Kane. fresco di Pallone d’Oro, Jobe è stato tra i migliori in campo. Tanto che, come vedete sopra, lo stesso Borussia ha celebrato la sua prestazione con un video sui social. Magari non ha lasciato il suo segno sul tabellino, anche se ci è andato vicino: ancora una volta, più che un centrocampista da highlights macina gioca dietro le quinte. Ormai però se ne stanno accorgendo in tanti, oltre a Kovac e al Borussia che a questo punto si godono le sue prestazioni. Anzi: in Germania, tifosi e addetti ai lavori sono arrivati a dire che in campo «sembra essere sceso Jude».
Niente da fare. Purtroppo nel corso della carriera Jobe dovrà avere le spalle larghe abbastanza per farsi strada al di là di ogni parallelismo, che purtroppo ci sarà sempre. E finalmente, mentre il Borussia costruisce un nuovo ciclo, lui sta mostrando di aver trovato la sua. Da protagonista della sua storia, nonostante tutto.