La Mercedes ha raggiunto ricavi per un miliardo di dollari, e il merito è anche del titolo conquistato da Kimi Antonelli

Mai ci fu investimento migliore di quei 10 milioni che, un decennio fa, la scuderia tedesca decideva di stanziare per un ragazzino assai promettente.
di Redazione Undici 03 Novembre 2026 alle 04:01

Un Mondiale da record, sotto ogni punto di vista. Per il pilota e per la scuderia: se Kimi Antonelli è diventato il primo pilota italiano sul tetto della Formula 1 negli ultimi 73 anni – il traguardo di Alberto Ascari durava dal 1953 -, la Mercedes capitalizza i risultati del suo giovane talento sfoggiando ricavi a nove zeri. Un exploit finanziario che rispecchia delle dimensioni da colosso assoluto dell’intrattenimento sportivo, e che proietta la casa tedesca all’interno del ristrettissimo “club del miliardo di dollari” – cioè quelle pochissime realtà globali, dai Dallas Cowboys al Real Madrid, in grado di generare simili introiti.

L’effetto Kimi è evidente: basti pensare che durante la scorsa annata la stessa Mercedes si fermò a quota 850 milioni. Le cose però – e le gerarchie della Formula 1 – sono cambiate davvero in fretta: 12 Gran Premi vinti sui primi 18 stagionali tra Antonelli e Russell hanno permesso di ipotecare subito anche il titolo costruttori. Irrompendo così nella nuova epoca del motorsport, visto che l’ultimo pilota iridato della Mercedes prima di Kimi era stato niente meno che Lewis Hamilton nel 2020. Eppure già allora la scuderia stava lavorando con pazienza sul suo futuro talento: il percorso che ha portato Antonelli dalle giovanili alla guida della monoposto è costato alla Mercedes 10 anni e altrettanti milioni di dollari. Una cifra importante, in termini assoluti – anzi: diciamo pure con pochi pari al mondo per un ragazzino -, eppure col senno di poi rappresenta l’investimento di lungo periodo più azzeccato che si potesse immaginare.

Ma non c’entrano soltanto l’hype per Kimi o i montepremi accumulati. I ricavi da Formula 1 della Mercedes affondano le radici soprattutto sull’area commerciale: più della metà infatti – circa 556 milioni – derivano da sponsorizzazioni e pubblicità televisive. Con la casa tedesca ormai legata a 24 grandi brand globali, alcuni dei quali aggiunti soltanto di recente al già ricco portafoglio societario: Adidas, Meta AI, Nasdaq, Microsoft. Insomma, grandezza chiama grandezza. E ricavi di questo calibro contribuiranno a generare profitti altrettanto notevoli: le stime attese per il 2026 si aggirano attorno ai 268 milioni di dollari.

Numeri da cui trarrà beneficio anche Antonelli. Finora più veloce in pista di quanto abbiano potuto procedere le sue partnership: il valore degli sponsor del pilota 20enne volerà dagli attuali 1,5 milioni di euro ad almeno 9 milioni annui già nel prossimo biennio. E il titolo di campione del mondo, secondo le prime analisi, potrebbe portagli in tasca oltre 70 milioni di introiti aggiuntivi da oggi al 2030 – tra nuovi accordi commerciali e inevitabili adeguamenti dell’ingaggio con la Mercedes. Perché certi talenti vanno innanzitutto formati. E poi tutelati come meritano: chiedere alla scuderia più ricca del momento.

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