Serviva un asso nella manica. La giocata in grado di spazzare via i malumori dei soci, riscrivendo l’immagine della società: Rafa Nadal e il Real Madrid, da oggi insieme. Una notizia che era nell’aria da tempo. Ma come dice il club di Florentino Pérez, adesso è «finalmente è arrivato il momento»: tempismo non casuale per annunciare il nuovo volto dell’azienda, in un momento delicato tra i suoi organi decisionali. Sì, parliamo proprio di quel Rafa asso del tennis, simbolo della Spagna e cresciuto nelle Baleari – cioè parlando maiorchino, una variante del catalano, per poi prendere la via del Bernabéu.
Nadal è membro onorario del Real Madrid sin dal 2011. Ma è soltanto negli ultimi anni, dopo il ritiro dal tennis datato 2024, che i suoi rapporti con i blancos si sono rafforzati ulteriormente. E hanno preso connotazioni sempre più sostanziali, oltre che simboliche. Come racconta El Mundo, il 14 volte vincitore del Roland Garros farà parte del Consiglio di amministrazione del club a partire dalla prossima assemblea dei soci. Sarà il più giovane e il più famoso fra i venerandi dirigenti madridisti: secondo la stampa spagnola, il suo arrivo deve essere considerato «un vero e proprio colpo mediatico in mezzo al tumulto istituzionale».
Perché è da mesi che la lunga presidenza di Florentino si trova di fronte a una certa opposizione interna. Non tanto per i risultati sportivi o commerciali del club, che resta sempre, nel lungo periodo, il più grande e vincente del mondo. Ma più che altro per la scelta, del tutto inedita nella storia del Real Madrid, di avviare il processo per far entrare i primi investitori esterni di sempre: con poteri limitati, per una quota molto ridotta – attorno al 5% -, eppure si tratterebbe in ogni caso di una profonda rottura con la tradizione. E nel club tradizionalista per antonomasia, non tutti hanno preso benissimo l’iniziativa di Pérez.
A capo degli scontenti c’è soprattutto Enrique Riquelme, imprenditore attivo nel settore energetico, che lo scorso giugno ha sfidato Florentino alle elezioni per la guida del Real: l’esito del voto ha premiato il presidente uscente con il 62%, cioè una vittoria chiara ma non plebiscitaria. E che anzi metteva in mostra le dimensioni della spaccatura interna. Dunque serviva ricucire, riconciliare e ripartire. Chi meglio di un volto distensivo come Rafa Nadal, per riuscirci? Un volto voluto da Florentino, certo, ma su cui Riquelme ha subito messo le mani per difendere la propria battaglia: «Con te vince il Real Madrid”» il messaggio affidato via social. «E come abbiamo detto in diverse occasioni, il Real Madrid viene sempre prima di tutto. Sono sicuro che ci aiuterai a evitare la vendita del club». Sia pure in quella minima parte.
L’annuncio di Nadal è arrivato anche per suggellare la ripartenza sul campo della squadra di Mourinho, reduce da sette vittorie consecutive tra cui l’importante affermazione nel Clásico. La finestra giusta, insomma, per dare spazio anche a quel che succede dietro le quinte: d’altronde l’aura di Rafa è foriera di ulteriore buon umore. E perfino di pace fra le parti in causa. Alla prossima assemblea dei soci, in programma a fine novembre, Florentino infatti si limiterà a focalizzarsi sull’ingaggio di Nadal: non più sull’annosa questione di quel 5% da destinare a investitori terzi. E infatti Rafa rappresenta la classica mossa bipartisan. Di più: l’ipoteca sul futuro del club, visto che lui stesso, prima o poi, non ha nascosto di sognare di diventarne il presidente. Se le cose andranno per il verso giusto, un giorno non così lontano arriverà il nulla osta. Sia da parte di Riquelme, sia di Florentino.