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Il Rosenborg doveva andare a Dubai, ma i tifosi hanno detto no

Di Redazione Undici

Lunedì sera il Rosenborg aveva annunciato che il club sarebbe stato pronto a partire per un ritiro pre-campionato a Dubai. La Tippeligaen norvegese, infatti, comincia ad aprile e finisce a novembre, con le squadre che sono alla ricerca dei posti migliori in cui allenarsi in vista del nuovo anno. Dopo l’annuncio del possibile approdo negli Emirati Arabi Uniti, alcuni dei sostenitori del Rosenborg hanno protestato contro la scelta del club, tanto che il board societario è stato costretto a tornare sui propri passi ed è ora alla ricerca di possibili alternative. Le proteste riguardavano principalmente la volontà di approdare in un Paese in cui la tutela dei lavoratori e l’attenzione per quanto riguarda i diritti umani è bassissima. «C’è stata un’attività molto intensa in seguito alla nostra valutazione, oltre a reazioni piuttosto forti. Riconosciamo di aver sottovalutato il problema a favore di valutazioni prettamente sportive. Pertanto, ci troviamo costretti a invertire la decisione», ha spiegato il direttore sportivo Stig Inge Bjørnebye.

Kjernen (Il Nucleo), il principale gruppo di tifosi del Rosenborg, aveva definito la scelta come “vergognosa” e “contraria ai valori del club”, invitando la società a rivederla in quanto “vile e deprecabile”. Il gruppo di sostenitori del club norvegese ha scritto una lettera con i propri pensieri relativi all’opzione di Dubai direttamente la mattina di martedì, a meno di 24 ore dalla comunicazione ufficiale. Inevitabilmente, la retromarcia del board è stata influenzata dal contributo del cuore del tifo bianconero, tanto da far dichiarare ancora a Bjørnebye: «Non andremo a Dubai. Il Kjernen è per noi una voce importante e che apprezziamo».

Lo stesso Bjørnebye ha avuto un faccia a faccia con Espen Viken, portavoce del Kjernen, proprio nella giornata di lunedì. A Tv2, il portavoce del Kjernen, Espen Viken, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui sostiene come «questa scelta vada contro tutti i nostri valori come sostenitori del club. Quando è possibile trovare così tante alternative a un posto del genere, consideriamo l’approdo a Dubai come assolutamente non necessario». Dubai, infatti, negli ultimi anni è divenuta una grande meta turistica, ma con ancora evidenti problematiche in fatto di diritti delle donne e degli omosessuali, due dei motivi che hanno spinto “Il Nucleo” a una reazione così forte. Negli ultimi mesi, gli Emirati Arabi sono una delle mete preferite dai club nordici, ma già il Malmö a suo tempo aveva dovuto sospendere un tour nel Paese a causa delle proteste dei propri tifosi.