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Valverde ha eguagliato la striscia positiva di Guardiola

Non perde da 28 partite e il suo Barça gioca un calcio diverso da quello di Luis Enrique.

Di Redazione Undici

È successo con la vittoria di giovedì 11 gennaio contro il Celta Vigo – ottavi di finale di Copa del Rey, 5-0 al Camp Nou con doppietta di Messi e gol di Alba, Suárez e Rakitic: Ernesto Valverde ha toccato la partita numero 28 senza perdere, come aveva fatto Pep Guardiola nella stagione 2010/11. Il Barcellona di Valverde ha vinto le 22 volte e pareggiato 6, mentre quello del catalano oggi al Manchester City aveva collezionato 23 vittorie e 5 pareggi. Il record, tuttavia, appartiene ancora al Barça allenato da Luis Enrique, che aveva toccato le 39 partite senza perdere nel 2015/16 (stagione terminata con la vittoria della Liga e i quarti di finale di Champions League).

La stagione del Barcellona di Valverde – la prima in Catalogna, dopo quattro consecutive all’Athletic Bilbao – sta andando finora benissimo: in campionato le difficoltà di Real Madrid e Atlético Madrid hanno permesso ai blaugrana di essere primi con 9 punti di distacco sulla seconda – proprio l’Atlético – detenendo senza difficoltà il record di migliore attacco (48 gol fatti in 18 partite, quasi 3 a gara) e miglior difesa (7 subiti, uno ogni due partite e mezzo). In Champions League, in un girone non semplicissimo con Juventus, Sporting Lisbona e Olympiakos, il Barça si è qualificato primo con 4 vittorie e 2 pareggi.

La vittoria (0-3) nel Clàsico del 23 dicembre 2017

Valverde si era trovato, quest’estate, in un Barça che sembrava dovesse affrontare una stagione complicata: l’addio di Neymar è qualcosa capace di segnare sia mediaticamente che mentalmente che tatticamente una squadra, e gli acquisti (soprattutto Paulinho, ma in parte anche Deulofeu, e Dembélé) non parevano all’altezza delle perdite. Il giovanissimo francese arrivato dal Dortmund, poi, si era infortunato alla prima di campionato, finendo da subito nella lista degli infortunati, per più di 4 mesi .

Il modo di giocare del Barcellona, con Valverde, è cambiato molto rispetto all’ultimo periodo con Luis Enrique. Con l’ex allenatore della Roma il Barça era diventato una squadra – rispetto alla precedente – più verticale, puntando meno sul possesso palla. Valverde ha fatto una passo indietro, verso il primo guardiolismo: è tornato a usare la “regola dei 6 secondi”, che impone un pressing esasperato nelle occasioni di palla persa, per recuperare entro quel limite temporale il possesso. Inoltre, il Barcellona è tornato a giocare di più il pallone (qui i dati Sky relativi ai primi 3 mesi): più passaggi, soprattutto più passaggi all’indietro, ovvero più attesa. È cambiato anche Messi: gioca più vicino alla porta e tira più della scorsa stagione, e i suoi movimenti ad abbassarsi – Valverde per ora sta giocando senza tridente – permettono ai centrocampisti di inserirsi e tirare, soprattutto Paulinho, piedi forse non educatissimi ma grande scelta dei tempi.

Tipo questo: il gol di Paulinho a settembre contro il Getafe

C’è stato anche un mutamento nella gestione dello spogliatoio, rispetto al periodo di Luis Enrique: come ha rivelato lo spagnolo Sport, Valverde ha eliminato i rigidi codici disciplinari – comprensivi di multe – introdotti dall’asturiano, creando, apparentemente, un clima più sereno. È importante tuttavia sottolineare come il Barcellona cambierà ancora molto, nei prossimi mesi: c’entra l’arrivo di Coutinho, e anche il ritorno di Dembélé, praticamente inutilizzato in precedenza. Il 20 febbraio, a Stamford Bridge, il Barça è atteso alla prima grande prova stagionale, gli ottavi di finale di Champions League contro il Chelsea.