Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Undici!

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

L’estate “diversa” di Mark Clattenburg

Ha rinunciato ai Mondiali in Russia (e non ci sarà nessun altro arbitro inglese) ma dirigerà quelli tra gli Stati non riconosciuti.

Di Redazione Undici

Se ai Mondiali di Russia 2018 non ci sarà nessun arbitro inglese, la “colpa” è di Mark Clattenburg, fischietto 43enne che nel febbraio 2017 ha lasciato la Premier League per diventare il nuovo direttore degli arbitri dell’Arabia Saudita. «È colpa mia. Ero nel programma, poi quando la Fifa ha annunciato le convocazioni per gli Under 17 e gli Under 20 io me ne sono andato e non hanno fatto in tempo a cambiarlo», ha ammesso in un’intervista a FourFourTwo.

Mark Clattenburg è internazionale dal 2006 ed è stato designato per le Olimpiadi 2012, la Supercoppa Europea 2014, la finale di Champions League 2016 giocata a Milano tra Real e Atletico Madrid e quella di Euro 2016 tra Portogallo e Francia. È favorevole al Var mentre la Premier League continua a non volersi aprire alla tecnologia («Lo adoro, penso che i Mondiali saranno un grande successo e il Var sarà parte di quel successo. Il Var fa una cosa che le persone non capiscono, agisce da deterrente. Porterà i giocatori a smettere di imbrogliare, fingere infortuni e simulare, perché il Var li smaschererà»), sta cercando di rendere «più professionali» gli arbitri arabi e di quelli inglesi dice: «Non possono essere arroganti. Ai Mondiali ci saranno solo nove arbitri europei, e Jonas Eriksson e Viktor Kassai che in passato hanno fatto Mondiali ed Europei non sono tra questi. Michael Oliver e Anthony Taylor sono giovani, sono il futuro, ma non hanno ancora la stessa esperienza degli altri».

Dal 31 maggio al 10 giugno Clattenburg arbitrerà invece i Mondiali tra gli Stati non riconosciuti che si svolgeranno in Gran Bretagna: «Sarò anche ambasciatore del torneo, mi piace lavorare con Paesi meno fortunati che non possono entrare nella Fifa per il loro status. Ce ne sono alcuni di cui non ho mai sentito parlare, ma è una splendida opportunità». Tra le squadre partecipanti, la Padania, il Tibet, il Kiribati e il Matabeleland, una regione occidentale dello Zimbabwe.