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Brahim Díaz è il futuro del Real Madrid?

Che tipo di giocatore è lo spagnolo classe '99 arrivato dal Manchester City.

Di Redazione Undici

Se sul campo il Real Madrid piange, sconfitto in casa dalla Real Sociedad e scivolato a -10 dal Barça, sul mercato sorride con l’arrivo di Brahim Díaz. Il classe ’99 spagnolo di origine marocchine arriva a Madrid per 17 milioni di euro dal Manchester City, che lo aveva acquistato dal Malaga appena quattordicenne. A portarlo in Inghilterra era stato Pellegrini, mentre con Guardiola (che lo aveva cercato anche per la cantera del Barcellona) ha esordito prima in Champions League (nel 2017, a 18 anni) e successivamente in Premier, a inizio 2018. Poi però lo spagnolo è uscito dai radar di Pep, collezionando solo quattro presenze quest’anno (mai in campionato e sempre partendo dalla panchina), con due gol. Da qui la voglia di cambiare aria e l’occasione Real Madrid: «Ho valutato solo tre opzioni», ha detto oggi alla presentazione, «il Madrid, il Madrid e il Madrid».

Per tutelarsi da un futuro assalto dei cugini, i Citizens hanno inserito nel contratto una “clausola United”: se il Real venderà Díaz ai Red Devils, dovrà versare il 40% del trasferimento nelle casse del City, contro il 15% di una cessione a una qualsiasi altra squadra. Díaz ha firmato un contratto fino al 2025 e aggiunge fantasia, corsa e dribbling al reparto offensivo del Real. Può giocare sia da ala, su entrambe le fasce, sia dietro le punte.

Dribbling

La principale caratteristica di Brahim Díaz è saper saltare l’uomo. Per questo, a Solari (o al futuro allenatore del Madrid) potrà tornare utile anche a partita in corso. Gran velocità e tecnica da funambolo fanno di lui un cliente scomodo per qualsiasi difesa. Paragonato da alcuni all’ormai ex compagno David Silva, all’uno contro uno Díaz aggiunge una discreta visione di gioco. In 43 partite con la seconda squadra del City tra campionato e Youth League ha messo insieme 13 assist.

Sinistro e destro

Díaz è difficile da leggere per il marcatore anche grazie alla sua capacità di giocare bene con tutti e due i piedi. Sia per andare alla conclusione, sia per crossare o saltare l’uomo, lo spagnolo ha sempre entrambe le soluzioni. Il suo colpo preferito rimane il mancino a giro, come in questa amichevole contro la sua futura squadra.

Spesso però Díaz non disdegna partire da sinistra e accentrarsi per lasciar partire il destro. È quindi un’arma temibile su tutte e due le fasce, oltre che quando parte centralmente.

Velocità e forza fisica

Come accennato prima, il nuovo acquisto dei campioni d’Europa è una scheggia. Esplosivo e veloce nello scatto, riesce a mantenere il controllo di palla anche quando accelera. Con la sua corporatura compatta (170 centimetri per 60 chili circa), unita alla gran caparbietà, Díaz assorbe abbastanza facilmente gli urti del suo diretto marcatore.

Adattabilità

Brahim Díaz arriva al Bernabéu in un momento difficile per i tredici volte campioni d’Europa. Il 2019 per gli uomini di Solari è iniziato con un punto in due partite, che ha fatto sprofondare le merengues al quinto posto in classifica. Nonostante la situazione non sia delle migliori, al Real confidano nel veloce inserimento di Díaz. Cresciuto nella periferia di Malaga da padre marocchino e madre spagnola, Brahim ha lasciato l’Andalusia a nemmeno 15 anni per volare in Inghilterra. Il coraggio non gli manca, insomma. E dopo tre anni di gavetta tra Premier League e squadra riserve e tutta la trafila delle giovanili spagnole, non lo spaventa certo la concorrenza dei vari Isco, Bale e Vinicius.