Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

Lo Celso è diventato decisivo

È il capocannoniere stagionale del Betis, ed è fondamentale nel gioco di Setién.

Di Redazione Undici

La doppietta realizzata ieri sera contro il Villarreal ha permesso a Giovani Lo Celso di diventare il primo marcatore stagionale del Betis Siviglia: sono 14 le reti realizzate in tutte le competizioni, almeno 5 in più di ogni altro calciatore nella rosa di Quique Setién. Solo che il gioco del fantasista argentino, che domani compità 23 anni, va decisamente oltre il contributo in zona gol. Nel modulo liquido del Betis, Lo Celso galleggia tra il reparto di centrocampo e la trequarti, in base alle scelte di formazione dell’allenatore. Indipendentemente dallo slot in cui viene schierato, l’ex del Psg (è in prestito con diritto di riscatto al Betis) offre un contributo di alta qualità alla manovra, è un calciatore estremamente creativo ma anche molto intelligente, che tende a scegliere sempre una soluzione funzionale ma non rinuncia all’estetica. Come dimostrano alcune pillole video.

Letture e genialità

Il primo gol realizzato ieri contro il Villarreal è un manifesto delle qualità di Lo Celso: attacco dello spazio in verticale, perfetto primo controllo e poi un pallonetto morbido, quasi senza guardare la porta, ad anticipare l’uscita del portiere. In questo gol c’è l’essenza dell’attaccante creativo, la lettura del gioco e la scelta della conclusione migliore viaggiano insieme, sono perfettamente consequenziali, nel nome della velocità d’esecuzione.

Il piede debole

Lo Celso gioca essenzialmente di sinistro, ma sa utilizzare anche l’altro piede. Lo ha dimostrato in occasione della seconda rete segnata al Villarreal, in una situazione di alta pressione, in area di rigore e con molti avversari a distanza ridotta, ha tentato la conclusione con il destro e ha imbucato il pallone nell’angolo lontano. Non si tratta di un caso isolato: sono già 3 le marcature con il piede debole, una di queste è arrivata in occasione del clamoroso 4-3 del Betis in casa del Barcellona, lo scorso 11 novembre. Anche in quel caso decise di tirare velocemente col destro, in piena area di rigore, prima dell’arrivo dei difensori catalani – anche se l’intervento incerto di ter Stegen si rivelò decisivo.

Regia offensiva

Nel corso della sua esperienza al Psg, Lo Celso è stato utilizzato spesso come interno di un centrocampo a tre, un ruolo che forse depotenziava le sue qualità offensive ma che l’ha sicuramente aiutato a sviluppare una grande intuitività rispetto all’andamento del gioco. Al Betis, Setién lo utilizza alle spalle di un’unica punta, insieme a Canales, oppure accanto a William Carvalho nel doble pivote davanti alla difesa a tre. In entrambi questi slot, Lo Celso gioca molti palloni e quindi alimentare la manovra offensiva con passaggi illuminanti, che viaggiano su tracce complicate e premiano gli inserimenti dei compagni.

Tricks e fisicità

Probabilmente, la caratteristica più importante di Lo Celso sta nella sua capacità di condurre il pallone in ogni situazione. In questo modo, l’argentino crea molte situazioni di superiorità numerica – non a caso è il primo calciatore dell’organico di Setién per dribbling riusciti a partita (poco meno di 2). La tendenza a saltare l’avversario nasce da una tecnica di base eccezionale, ma si nutre anche di una fisicità di alto livello: Lo Celso ha una muscolatura che gli permette di essere scattante sul breve e molto resistenti ai contrasti fisici, la sensibilità nel controllo e nel tocco fanno il resto, gli permettono di evitare molte volte il confronto diretto con l’avversario, è come se il pallone sparisse e poi ricomparisse in una zona più avanzata, dunque più pericolosa. Una dote che funziona anche in altre zone di campo, ad esempio durante la fase difensiva.