Calcio

Mixed zone

Abbiamo mescolato le squadre protagoniste degli ottavi di Champions di questa settimana: con quale formazione scenderebbero in campo?

BERLIN, GERMANY - JUNE 06: Paul Pogba of Juventus shakes hands with Pedro Rodriguez of Barcelona as he walks to collect his runners up medal after the UEFA Champions League Final between Juventus and FC Barcelona at Olympiastadion on June 6, 2015 in Berlin, Germany. (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Ottavi di Champions League, seconda tranche: tra martedì e mercoledì si gioca l'andata delle quattro partite restanti, tra cui quella della Juventus. Ma se ipotizzassimo una mescolanza tra le squadre rivali in questo turno, prendendo in considerazione i giocatori più forti o più rappresentativi, che cosa ne verrebbe fuori?

Juventus-Bayern

Precedenti: otto, quasi in parità, con una vittoria in più dei bavaresi (4-3). La Juventus, però, non batte il Bayern dal 2005, gara valida per la fase a gironi della Champions. Poi, due rovesci casalinghi amari, che costarono l'eliminazione in due edizioni differenti di CL: l'1-4 del 2009 e lo 0-2 del 2013. È anche in rapporto a quella sfida di tre anni fa che la Juventus vuole misurare le sue ambizioni: allora non ci fu storia, complice una Juve appena tornata nell'Europa dei grandi e un Bayern, allora guidato da Heynckes, praticamente perfetto, che infatti sollevò il trofeo nella finale con il Borussia Dortmund. Oggi, con una Juve a suo agio in Champions e un Bayern decimato in difesa, più un Guardiola già ai saluti, i valori sembrano più vicini.

Schieriamo la nostra formazione con un 4-2-3-1 spregiudicato, un po' a immagine e somiglianza di una soluzione tattica che Guardiola ha più volte utilizzato in stagione. Questo per esaltare al meglio gli uomini d'attacco: se Robben staziona immancabilmente sulla destra, facendo valere le sue abilità di tiratore con il sinistro, gli altri due elementi della linea di trequarti, Dybala e Müller, si scambiano continuamente di posizione, lasciando ad Alaba, schierato terzino sinistro, la possibilità di spingere e affondare sulla fascia. Terminale offensivo Lewandowski, difficile trovare di meglio: 32 gol in 32 partite stagionali. A centrocampo ci poggiamo sull'equilibrio garantito da Xabi Alonso e sull'estro di Pogba, mentre in difesa ci affidiamo alla solidità dei bianconeri: Buffon-Barzagli-Bonucci a protezione, con Lahm, per i bavaresi, piazzato a destra.

Arsenal-Barcellona

Per creare la formazione mista di Arsenal e Barça, siamo obbligati a poggiarci sulla più mirabolante invenzione del calcio d'oggi: la MSN. In tre, hanno segnato 91 gol (41 Suárez, 27 Messi, 23 Neymar), cioè 30 in più (30, sì, non è un refuso) dell'Arsenal. Più di una volta, si è dibattuto in Spagna di come il Barça di Luis Enrique dipenda di più dagli interpreti offensivi di quanto fosse abituato con Guardiola. Ma, più che una scelta o un limite di Luis Enrique, la MSN-dipendenza è una conseguenza, e certo tutt'altro che spiacevole. Posto che quei tre davanti non si toccano, arretrando dovremmo mantenere grossomodo la fisionomia del Barcellona, con un 4-3-3 in cui aggiungiamo un pizzico di libertà tattica al centrocampo: sarebbe più saggio schierare Busquets a protezione della difesa, ma scatenando l'hype preferiamo avere un Özil più avanzato, ad aggiungere ulteriore potenza di fuoco alla MSN: il tedesco è infatti il miglior assistman dei migliori campionati europei, con 17. Iniesta e Ramsey completerebbero il centrocampo. Se la difesa a quattro è interamente di marca blaugrana, la porta la affidiamo a Petr Cech, un incubo per Messi: l'argentino non gli ha mai fatto gol in sei precedenti, per un totale di 474 minuti. Nessun portiere ha resistito così tanto contro la Pulce.

Dinamo Kiev-Manchester City

Dinamo Kiev-Manchester City - Football tactics and formations

In questo caso abbiamo fatto galoppare la fantasia a briglia sciolta, immaginandoci un arrogante 3-4-3: un po' perché i terzini sono i punti deboli delle due squadre, un po' perché lo suggerivano le caratteristiche dei giocatori più in vista. Per evitare guai dietro, abbiamo scelto una difesa arcigna: Dragovic, Kompany e Otamendi, tre caratterini non proprio malleabili. In porta abbiamo voluto Shovkovsky per il fatto di rappresentare, da oltre 20 anni, la Dinamo Kiev tra i pali. A 40 anni e 341 giorni, è il terzo giocatore più anziano di sempre a scendere in campo in una partita di Champions League, dietro altri due portieri: Ballotta (Lazio, 43 anni e 253 giorni) e Schwarzer (Chelsea, 41 anni e 206 giorni). A centrocampo, da play, una vecchia conoscenza del calcio italiano, quel Miguel Veloso che a Genova ha lasciato tracce sporadiche in campo, ma più consistenti nella vita privata (è sposato con la figlia di Enrico Preziosi). Fernandinho e Touré per assicurare corsa e prestanza fisica, Sterling (già tre gol in Champions) tra le linee per creare scompiglio. Attacco mobile e tecnico: Agüero terminale offensivo, accompagnato sulle fasce da due giocatori abilissimi a saltare l'uomo come Silva e Yarmolenko.

Psv-Atlético Madrid

Psv-Atletico - Football tactics and formations

Per Psv e Atlético Madrid adottiamo un modulo, il 4-3-3, che sarebbe gradito ai due allenatori, Simeone e Cocu. In difesa numeri, prestazioni e quant'altro ci consigliano di seguire pedissequamente la strategia dei colchoneros: 11 reti subite in campionato, recordman in Europa con il Bayern Monaco. Perciò, davanti a Oblak, l'inossidabile coppia uruguaiana Godín-Giménez, più Filipe Luis, tornato a sprintare sulla fascia sinistra dei madrileni dopo la parentesi londinese. A destra, a intrufolarsi nel sistema difensivo dell'Atlético, il colombiano del Psv Santiago Arias, protagonista di una discreta crescita durante gli anni olandesi. Centrocampo tosto e fisico: Gabi vertice basso di un triangolo dove gli altri due estremi sono l'immarcescibile Guardado e l'emergente Popper: in Eredivisie, il primo ha collezionato 8 assist (più 2,8 passaggi chiave a partita, secondo nella graduatoria generale), il secondo 7 gol. In attacco, sugli esterni, due giocatori difficilmente controllabili: il 22enne Locadia – 10 gol e 11 assist – e Griezmann, 19 gol stagionali, sempre più trascinatore dell'Atlético a fronte delle difficoltà di Torres e Vietto. Perciò, più che un attaccante colchonero, la maglia numero 9 va a Luuk de Jong, capace di segnare 23 gol in stagione.

 

Nell'immagine in evidenza, Paul Pogba attorniato da alcuni giocatori del Barcellona nella finale 2015 di Champions League.  Laurence Griffiths/Getty Images


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