Calcio

Bunker Atlético

L'analisi tattica dell'Atlético Madrid, e di come la sua disposizione in campo potrebbe rovinare i piani del Bayern nella semifinale di Champions League.

atletico madrid

<> at Vicente Calderon Stadium on April 17, 2016 in Madrid, Spain.

Per la seconda volta in tre stagioni, l'Atlético Madrid è arrivato in semifinale di Champions League. Basta questo per sottolineare quanto sia delicata la doppia sfida per il Bayern: una vera e propria prova di maturità. La squadra di Guardiola dovrà dimostrare di essere in grado di aprire il bunker difensivo di una squadra che difende come una italiana e a cui non è facile far gol: Simeone porta in semifinale una squadra che ha registrato 7 clean sheets su 10 partite giocate, segno di una fase difensiva ottima. E il Bayern, nel ritorno del match contro la Juventus, ha dimostrato di poter incontrare difficoltà contro questo tipo di squadre. Ma l’Atlético 2015/16 ha anche una serie di giocatori che le permettono, in fase offensiva, di disporre di qualità e di varianti per mettere in difficoltà Guardiola e soci.

Ricostruito dall’ex centrocampista di Lazio e Inter, dopo i disastri delle gestioni precedenti, l’Atlético Madrid è riuscito nell’impresa di diventare una potenza del calcio europeo, capace di competere con squadre come Psg, Manchester City, Real Madrid, Bayern e Barcellona, pur fatturando molto meno e potendo quindi disporre di risorse finanziare limitate. L’Atlético ha speso infatti circa 12 milioni di euro netti sul mercato nelle ultime quattro stagioni. Cosa c’è quindi dietro il successo di questa squadra? Sicuramente il lavoro di Simeone. E Guardiola non avrà vita facile nel cercare di superare il complesso tattico messo in piedi dal tecnico argentino.

Prima del Bayern (Denis Doyle/Getty Images)
Prima del Bayern (Denis Doyle/Getty Images)

 

Come gioca l’Atletico?

Carlo Ancelotti, ex allenatore del Real Madrid, ha una volta perfettamente inquadrato il gioco dei Colchoneros. «L’Atlético Madrid gioca come giocava Simeone: duro, concentrato e perfetto tatticamente». Possiamo quindi partire da questa definizione per capire meglio che tipo di squadra troverà Guardiola. «Il possesso non è tutto». Quest’altra frase, detta dallo stesso Simeone, ci fa capire ancora di più la mentalità e la filosofia di gioco che accompagnano l’Atlético. La squadra di Simeone costruisce il suo gioco intorno a due sistemi base: il 4-4-2 ed il 4-5-1. Non è inusuale vedere l’Atlético cambiare pelle, passando da un sistema all’altro, anche nel corso della stessa partita. Pur variando la disposizione base, i principi di gioco rimangono però gli stessi.

Il 4-4-2 dell’Atlético Madrid. Tutti gli uomini di Simeone sono dietro la linea della palla.
Il 4-4-2 dell’Atlético Madrid. Tutti gli uomini di Simeone sono dietro la linea della palla.

L’Atlético ama pressare alto, per disturbare la fase di costruzione delle squadre che, come Barcellona e Bayern, amano la costruzione ragionata, a partire dalla difesa. Qualora gli avversari riescano a superare questa prima ondata di pressione alta, l’Atlético ripiega nella propria metà campo, rimanendo corto e compatto, difendendo la zona centrale del campo. Il tipo di pressing e di copertura difensiva attuata dagli uomini di Simeone è man-oriented. Si tratta cioè di un pressing che, pur all’interno di un sistema difensivo a zona, presta molta attenzione all’avversario e alla sua posizione.

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La squadra è alta per contrastare l’uscita bassa del Barcellona.

Infatti, per applicare correttamente la pressione difensiva e per chiudere le possibili opzioni di passaggio al portatore di palla, l’Atlético non esita a “rompere” la propria organizzazione difensiva in funzione della posizione degli avversari vicini alla palla. Questa copertura orientata più sull’uomo che sulla palla (l’Atlético registra una media di 24.6 tackles a partita a fronte di 19 intercetti) permette ai colchoneros di isolare il portatore di palla, forzandolo ad un errore o costringendolo a cambiare lato, impedendo in entrambi i casi lo sviluppo in profondità dell’azione avversaria. Sia che si tratti di aggredire alto, sia che si tratti di coprire o pressare in una zona più bassa di campo, il 4-4-2 del Cholo si muove in maniera armonica e compatta.

Juanfran sale in uscita su Neymar che arretra per ricevere palla.
Juanfran sale in uscita su Neymar che arretra per ricevere palla.

Il centrocampo, in particolare, è organizzato dietro a due interni molto bloccati come Augusto Fernández e Gabi, con due esterni (Koke e Saúl) molto stretti, che giocano negli half-spaces. I due attaccanti, Griezmann e Torres, sono posizionati all’altezza della trequarti, con il compito di “schermare” i centrocampisti centrali avversari. Tutta la squadra, compresi quindi anche Griezmann e Torres, non ha problemi ad arretrare su linee difensive ancora più basse, fino a difendere, quando necessario, nella propria trequarti campo.

Simeone non ha problemi a difendere con un blocco difensivo basso.
Simeone non ha problemi a difendere con un blocco difensivo basso.

Questa qualità e questa predisposizione al sacrificio (ancora una volta un marchio del Simeone giocatore…) saranno particolarmente utili contro una squadra come il Bayern che ha nel possesso palla nella metà campo avversaria delle percentuali bulgare. Tutti e tre i reparti sono abili nello scivolare dalle posizioni centrali a quelle esterne per bloccare, come detto, la ricerca della profondità. Contro il Bayern, che utilizza il cambio di campo sul lato debole alla ricerca dell’uomo libero come arma tattica, sarà proprio l’abilità e la velocità negli scivolamenti laterali elemento essenziale per limitare l’arsenale delle soluzioni offensive a disposizione di Guardiola. Quando la palla viene spostata in zona esterna l’Atlético è più aggressivo, perché può sfruttare l’aiuto difensivo dato dalla linea laterale, che gioca a vantaggio dei difendenti. Vedremo però come andrà contro i bavaresi, che solitamente impiegano l’uomo libero sul lato debole (Robben o Douglas Costa) nell’half-space di competenza e non propriamente lungo la linea laterale. Per questo motivo, per coprire cioè meglio il campo in tutta la sua larghezza, non sarà improbabile vedere Simeone virare verso il 4-5-1, sfruttando magari la versatilità di un Griezmann da poter impiegare in fascia laterale.

 

La fase offensiva

Come detto, Simeone non ama il possesso (anche se in questa statistica, fino ad ora, l’Atlético ha registrato, fra Liga e Champions, un miglioramento di circa il 5% rispetto ai dati 2014/15: 45.3 contro 50.4). La sua fase offensiva, quindi, è impostata di conseguenza a questo assunto e all’impostazione tattica generale della squadra. L’Atlético infatti è un team che predilige il gioco rapido, basato su veloci verticalizzazioni, che sfruttano la velocità degli attaccanti. E abbiamo visto nel ritorno della partita fra Bayern e Juventus quanto il contropiede possa essere deleterio per gli uomini di Pep. Detto questo, la squadra di Simeone sa attaccare una difesa schierata, anche se presumibilmente questa eventualità, contro il Bayern, non dovrebbe verificarsi molto spesso. L’Atlético non fa della costruzione ragionata dal basso una priorità, preferendo attaccare a partire dalla metà campo avversaria, magari facendo partire l’azione con una palla lunga che possa sfruttare un mismatch favorevole (come Saúl contro Jordi Alba contro il Barça o, magari, come lo stesso Saúl o Koke contro Bernat o Lahm) per allungare la palla nella trequarti avversaria. In fase di attacco organizzato, l’Atlético non utilizza molti giocatori, ma riesce comunque a essere pericoloso grazie anche agli inserimenti da dietro dei centrocampisti.

La palla lunga a fruttare il mismatch Saul contro Jordi Alba per portare subito l’azione offensiva nella metà campo avversaria.
La palla lunga a fruttare il mismatch Saul contro Jordi Alba per portare subito l’azione offensiva nella metà campo avversaria.

La capacità di dialogo fra Griezmann e Torres è alta e, comunque, non è detto che attaccando con pochi giocatori non si riesca lo stesso ad essere efficaci. Proprio la capacità offensiva della squadra è ulteriormente migliorata rispetto alla scorsa stagione, con i colchoneros capaci di produrre una media di 16 tiri a partita contro i 12.6 della scorsa annata.

 

Le mosse dei due allenatori 

Per affrontare una squadra che ha uno dei suoi cardini di gioco nella ricerca dell’uomo libero e nel cambio di campo sul lato debole, Simeone dovrà stare attento non soltanto alla copertura della profondità, ma anche a quella dell’ampiezza. Ecco quindi che una buona idea potrebbe essere quella di affrontare il Bayern fin da subito col 4-5-1 e non a partita in corso. Torres ha la velocità e la fisicità per mettere in difficoltà i centrali del Bayern e potrebbe essere appoggiato dagli inserimenti di Koke e Griezmann. Con il Bayern che, in possesso palla, spesso attacca con un 2-3-5, con gli esterni bassi che si alzano in linea con Xabi Alonso, Simeone potrebbe chiedere a Koke di sacrificarsi fino a diventare il quinto di difesa, tenendo gli altri 4 centrocampisti stretti, per contrastare i 3 del Bayern. Oppure potrebbe utilizzare Augusto Fernández più staccato, in una sorta di 4-1-4-1, dando ai difensori centrali la possibilità di avanzare per occuparsi dei riferimenti offensivi del Bayern che si muovono negli half-spaces, tipo Müller.

Se Simeone dovesse utilizzare un 4-5-1, Guardiola potrebbe continuare ad attaccare col suo 2-3-5. Dovesse invece Simeone partire con il classico 4-4-2, Pep farebbe meglio a tenere tre difensori, chiedendo a Xabi Alonso di arretrare in mezzo ai centrali. Con Alaba (o Bernat) e Lahm negli half-spaces, Vidal potrebbe mantenere la posizione centrale, con Müller a ridosso dei tre attaccanti, disegnando così una sorta di 3-3-4.

 

Nell'immagine in evidenza, giocatori dell'Atlético Madrid abbracciati durante il match di Liga contro il Granada (Denis Doyle/Getty Images)


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