Calcio

Lo scandalo corruzione in Inghilterra

Ha coinvolto prima l'allenatore della Nazionale inglese Allardyce, che si è dimesso, ma riguarda altri tecnici della Premier: cosa sta succedendo.

BURTON-UPON-TRENT, ENGLAND - JULY 25: Newly appointed England manager Sam Allardyce poses after a press conference at St. George's Park on July 25, 2016 in Burton-upon-Trent, England. (Photo by Matthew Lewis/Getty Images)

Sam Allardyce si è dimesso ieri sera da ct dell'Inghilterra in seguito all'inchiesta pubblicata dal Telegraph. Alcuni cronisti del tabloid si sono finti uomini d'affari di Singapore interessati ad operare nel campo dei trasferimenti, ai quali Allardyce, dietro il pagamento di 400mila sterline, ha fornito consigli su come aggirare le regole della Fa: in particolare, l'allenatore ha mostrato la facilità con cui oltrepassare le norme introdotte nel 2008 contro la proprietà dei cartellini di terze parti, soggetti diversi dal club o dal giocatore stesso.

L'inchiesta è partita oltre dieci mesi fa per indagare sulla presunta corruzione nel calcio inglese. I giornalisti del Telegraph hanno incontrato Allardyce e il suo staff in due occasioni, filmandolo di nascosto mentre spiegava che il modo migliore per fare soldi è controllare l'agente del calciatore per poi comprarne direttamente il cartellino. Allardyce non si è limitato a fornire la propria consulenza, ma ha anche preso in giro il predecessore Roy Hodgson, definito «poco incisivo», il suo assistente Gary Neville e persino il principe Harry, etichettato come un «cattivo ragazzo». Nominato ct dell'Inghilterra dopo il disastroso Europeo, non è la prima volta che Allardyce finisce nei guai. Nel 2006 il programma Panorama della Bbc aveva realizzato il documentario Undercover: football's dirty secrets, nel quale veniva accusato di aver accettato bustarelle per acquistare determinati giocatori. Aveva respinto ogni accusa, e la vicenda non aveva poi avuto conseguenze giudiziarie.

Sam Allardyce filmato di nascosto, mentre critica il suo predecessore Hodgson

Allardyce è rimasto in carica appena 67 giorni, vincendo l'unica partita disputata contro la Slovacchia, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2018. È l'allenatore con la minor permanenza di sempre sulla panchina della Nazionale, superando il precedente record di un anno e sei mesi di Steve McLaren. È stata la FA a comunicare il suo addio, spiegando di aver raggiunto una «separazione consensuale» tra le parti a causa del «comportamento inappropriato» di Allardyce, nominando come manager ad interim per le successive partite Gareth Southgate, in attesa di trovare il sostituto. I più probabili sarebbero Roberto Mancini e Alan Pardew. Nelle ore seguenti, l'ormai ex ct ha chiesto scusa, definendosi «profondamente dispiaciuto». Quello della Nazionale è stato l'incarico più importante, e al tempo stesso breve, di una lunga carriera da allenatore cominciata nel 1994 al Blackpool e terminata nel 2016 al Sunderland, dopo 467 partite in Premier League. Le migliori esperienze sono quelle con il Bolton, dal 1999 al 2007, e al West Ham, dal 2011 al 2015.

In un’intervista con la stampa rilasciata fuori dalla sua casa di Bolton, Allardyce ha ammesso le proprie colpe ma dichiarandosi, al contempo, vittima di una trappola. «Stavo cercando di aiutare una persona che conosco da trent’anni, è stato un errore di valutazione da parte mia. La trappola ha vinto». Allardayce si è detto in procinto di lasciare il Paese per un periodo di vacanza, ma prima ha voluto augurare buon lavoro a Gareth Southgate. Allardayce ha aggiunto che l’accordo con la Fa è stato raggiunto in maniera amichevole.

Gary Lineker, ex capitano della Nazionale inglese e commentatore tv ha chiesto che gli organi di polizia aprano un’inchiesta su quanto accaduto, in particolare nell’ottica di un modus operandi che coinvolgerebbe più nomi della Premier League. Greg Dyke, ex presidente della Football Association, sta nel frattempo girando i diversi media per rilasciare delle dichiarazioni. La maggior parte suona in questo modo: «Credo che (Allardyce) sia stato stupido. Quello che ha fatto è stato veramente ridicolo. Aveva appena firmato per il lavoro che sognava, con un contratto da tre milioni di sterline l’anno più bonus, nel caso avesse fatto bene». Anche la League Managers Assocation si è detta particolarmente preoccupata per la situazione, in particolare per le accuse mosse contro un certo numero di manager. «Prendiamo queste accuse molto sul serio perché sono dannose per il calcio. Siamo in comunicazione costante con la Fa per stabilire i fatti relativi a tali accuse. Sappiamo che la Football Association ha richiesto al Telegraph tutte le informazioni rilevanti e sono a lavoro fianco a fianco per analizzare ogni accusa secondo le procedure corrette».

BURTON-UPON-TRENT, ENGLAND - JULY 25: Newly appointed England manager Sam Allardyce poses after a press conference at St. George's Park on July 25, 2016 in Burton-upon-Trent, England. (Photo by Matthew Lewis/Getty Images)
Sam Allardyce durante il primo giorno da manager dell'Inghilterra (Matthew Lewis/Getty Images)

Dopo gli avvenimenti delle ultime ore è intervenuto su Allardyce anche Ravel Morrison. Secondo il centrocampista, attualmente in forza alla Lazio, Big Sam avrebbe operato per mettere fine alla sua carriera dopo il rifiuto dello stesso Morrison a firmare per Mark Curtis, agente che da oltre vent’anni ha tra i propri assistiti proprio Big Sam. Le accuse, risalenti al 2013, portano ora a un nuovo ramo d’inchiesta, indipendente ma venuto nuovamente a galla dopo le accuse del Telegraph, secondo cui nel trasferimento in prestito di Morrison al Cardiff City comparirebbero dei pagamenti inspiegabili. Lo stesso club gallese sta effettuando al momento un’indagine interna riguardo il trasferimento, avvenuto nel 2014.

Sam Allardyce non è stato l'unico interlocutore con cui i reporter del Telegraph sotto copertura hanno parlato per far luce sulla corruzione nel calcio inglese. Colloqui con alcuni procuratori hanno fatto emergere altri otto nomi di allenatori attuali e passati di Premier League. I nomi non sono ancora noti per ragioni legali. Uno degli agenti che più si è esposto è l'italiano Giuseppe Pagliara, un italiano, sospeso nel 2005, quando era dirigente del Venezia, per una valigetta contenente 250.000 euro utile ad aggiustare il risultato di una gara con il Genoa. La frase più forte, e al tempo stesso più allarmante, pronunciata da Pagliara è che «tutto avviene sottobanco nel calcio… ho imparato questo». L'agente si riferisce soprattutto al meccanismo alla base di alcuni trasferimenti. «Per esempio, noi facciamo un trasferimento… L'allenatore mi chiederà: “C'è un po' di caffè per me, Pino?” Certo che c'è. E negozieremo pure quello». Dove il caffè è da intendersi come una tangente. Un allenatore molto conosciuto, scrive il Telegraph: un altro, pure noto, viene descritto come «molto propenso» a pratiche simili, tanto da avere un conto off-shore da utilizzare in caso di trasferimenti andati a buon fine.

Le parole di Allardyce dopo le dimissioni

Pagliara sostiene che una delle cose su cui più può fare affidamento è «l'avidità degli allenatori». Quando i finti investitori gli hanno chiesto se si riferiva alla realtà inglese, Pagliara ha risposto: «Pensavo che gli italiani erano corrotti… qui è ancora peggio». Come avvengono i pagamenti? Solitamente su conti di terze persone, fidate, spacciandole come consulenze. Dice ancora Pagliara: «L'allenatore probabilmente mi dirà: “Ok, io ho questo tipo che lavora un sacco con me, si può fargli una fattura come consulenza”. Nessuno è stupido al giorno d'oggi, conoscono l'importanza di nascondere le tracce. Non gli faremo mai un pagamento diretto. Ci sarà un contratto di consulenza con qualcuno che conosce abbastanza, e poi gli restituirà i soldi, è così che funziona». Parlando di un ex allenatore di una squadra importante, Pagliara dice: «Ho le sue coordinate bancarie, gli ho dato dei soldi, certo che l'ho fatto. Ho aperto tanti di quei conti bancari in Svizzera che non immagineresti nemmeno». Riferendosi ancora a questo tecnico, Pagliara sostiene che è stato anche coinvolto nella combine di una partita.

Quello che emerge è che molti trasferimenti sono dettati dalla corruzione: spesso un giocatore è sicuro di passare da una squadra all'altra solo quando l'allenatore è stato pagato. «Andiamo da lui, se si prende questo giocatore – spiega ancora Pagliara – baderemo anche a te. Ok? Ok, boom. Cinquecento, trecento, un milione». Dax Price, socio di Pagliara, dice che «non c'è campionato al mondo come quello inglese… Il denaro sta diventando ridicolo… con questi nuovi accordi televisivi, 7,2 miliardi di sterline…». Molti dei nomi fatti da Pagliara e Price sono stati confermati da Scott McGarvey, ex giocatore del Manchester United che oggi fa l'agente. McGarvey ha ammesso di aver pagato due allenatori, uno di questi attualmente in attività, “rimborsato” di 5000 sterline per il trasferimento di un giocatore. «Cazzo che grande, Scotty», la reazione dell'allenatore che, stando alle parole di McGarvey, era così contento «come se gli avessi dato un milione di sterline».

Dopo la pubblicazione dell'inchiesta del Telegraph, Giuseppe Pagliara ha dichiarato di «non aver mai pagato tangenti a nessun allenatore. Ha inventato le storie per impressionare i giornalisti sotto copertura nella speranza di raggiungere un accordo proficuo». Le trascrizioni delle registrazioni del Telegraph sono state inviate alla Federcalcio inglese, che avvierà un'indagine sui nomi coinvolti.

 

Nell'immagine in evidenza, Sam Allardyce alla sua presentazione (Matthew Lewis/Getty Images)


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