Bolasie e Lukaku parlano una lingua che non capisce nessuno

Si chiama Lingala, è originaria del Congo, e sembra che aiuti molto in campo.
di Redazione Undici 02 Novembre 2016 alle 12:18

Bolasie e Lukaku stanno trovando un’intesa particolare nelle ultime gare dell’Everton: il primo è stato fondamentale per il compagno belga, assistendolo in quattro delle reti realizzate quest’anno, nessun’altra coppia ha fatto meglio finora. A quanto pare il segreto starebbe nella lingua che parlano in campo: i due utilizzano il lingala, una lingua bantu originaria della Repubblica Democratica del Congo, di cui Bolasie è nazionale (e sono congolesi anche le origini di Lukaku). Bolasie, a proposito, ha detto che «parlare la nostra lingua ci aiuta molto, per questo usiamo il lingala in campo. Non ci sono molti difensori che la capiscono: è utile, veloce e usarla ci dà un piccolo vantaggio».

La rete dell’uno a zero contro il West Ham: Bolasie recupera una palla che sembra essere della difesa e serve il compagno in scivolata

Il lingala è parlato in tutta la parte nord-occidentale della Repubblica Democratica del Congo e in gran parte della Repubblica del Congo, così come in zone dell’Angola e della Repubblica Centrafricana. È usato da oltre 10 milioni di persone e il suo vocabolario di base prende in prestito diverse parole da altre lingue come francese, spagnolo, portoghese e inglese. Bolasie conosce la lingua grazie alle proprie origini congolesi: è nato a Lione, in Francia, nel 1989, ma dal 2013 ha scelto di giocare per la rappresentativa dello stato africano. Ha due cugini calciatori: Kazenga e Lomana LuaLua, entrambi con carriere costruite in Inghilterra.

Kazenga, il più giovane dei due, è attualmente in forza al Brighton & Hove Albion, dove gioca dal 2010. Il Brighton è secondo in classifica dietro al Newcastle di Benítez, squadra in cui Kazenga si è formato e in cui ha giocato anche Lomana, il più famoso dei cugini e fratello maggiore di Kazenga. Lo stesso Bolasie è arrivato in Inghilterra giovanissimo seguendo le orme dei familiari – tra cui anche l’ex Leeds e Millwall Trésor Kandol – e ha frequentato la Cardinal Hinsley High School di Londra, cominciando a giocare a calcio nel Rushden & Diamonds Football Club. Dopo alcune ottime stagioni al Crystal Palace è stato acquistato dall’Everton, quest’estate, per 25 milioni di sterline.

Nell’immagine in evidenza Yannick Bolasie e Romelu Lukaku festeggiano dopo la rete dell’1 a 1 realizzata contro il Burnley (Oli Scarff/Afp/Getty Images).
>

Leggi anche

Calcio
Dopo alcune stagioni davvero terribili, il Deportivo La Coruña sta iniziando a rivedere un po’ di luce
La partita di Copa del Rey contro l'Atlético Madrid è la prima sfida a una big dopo otto anni durissimi nelle serie minori, e sempre sull'orlo del crac finanziario.
di Redazione Undici
Calcio
Il Manchester United sta vivendo la stagione più triste degli ultimi 110 anni
La qualificazione in Champions League potrebbe ancora riscattarla, certo, ma intanto i Red Devis hanno aggiornato altri record negativi: a metà gennaio, infatti, sono già (praticamente) certi di non vincere un trofeo a fine stagione.
di Redazione Undici
Calcio
Il matrimonio tra il Real Madrid e Xabi Alonso non poteva funzionare, e le colpe sono soprattutto del Real Madrid
Un club come il Real, nel bene e nel male, non può pensare di non avere allenatori che non si chiamino Zidane o Ancelotti.
di Redazione Undici
Calcio
Andreas Tetteh è il primo calciatore nero nella storia della Nazionale greca, e così è diventato un simbolo della lotta alle discriminazioni
Se nel basket è stato fondamentale il ruolo di Antetokounmpo, il calcio greco finora non aveva avuto alcun punto di riferimento contro la discriminazione razziale: il nuovo attaccante del Panathinaikos ci sta riuscendo.
di Redazione Undici