Zohr dream team

Dietro alla scoperta del più grande giacimento di gas del Mediterraneo c'è il lavoro e la dedizione di molte persone. Un gioco di squadra che ha portato a un risultato incredibile.
di Redazione Undici 31 Gennaio 2017 alle 10:51

33.00°N 32.50°E Il giacimento di Zohr si trova al largo della costa egiziana, a poco più di 100 chilometri da Port Said.

Dietro ogni traguardo, c’è sempre un patrimonio di valori: lavoro, tenacia, coesione. Sono state capacità indispensabili nella scoperta da parte di Eni, nel luglio 2015, di uno dei giacimenti di gas metano più importanti. Il pozzo Zohr, al largo della costa mediterranea dell’Egitto, è una storia di passione, abilità e forza di gruppo: in quell’area altre compagnie petrolifere avevano trivellato a lungo senza risultati, ma la squadra Eni è riuscita nell’intento, primo caso nel Mediterraneo orientale di gas naturale contenuto nel calcare. È un traguardo fondamentale per la compagnia, ma anche una bellissima svolta che può cambiare in meglio la vita di milioni di persone.

Il giacimento si trova a 1.450 metri di profondità d’acqua e ha un’estensione di circa 100 chilometri quadrati.

La ricerca era iniziata nel 2012, con gli studi geologici dell’area. Eni ha scovato un’enorme massa rocciosa a 1.500 metri di profondità marina, nascosta sotto 3.000 metri di sedimenti. Una scoperta possibile grazie al team di ricerca Eni, che ha lavorato con l’ausilio delle più moderne tecnologie. Mentre in Egitto si perforava la roccia, chilometri e chilometri più a nord, nel Green Data Center di Ferrera Erbognone, il team Eni raccoglieva e analizzava dati. «L’inaugurazione del nuovo centro di Ferrera ha rappresentato «un’opportunità ideale per il rinnovamento e il potenziamento dell’intero ambiente High Performance Computing – spiega Marco Bianchi, HPC Architectures Manager – Eni è entrata in questo modo nella famiglia dei calcolatori capaci di eseguire milioni di miliardi di operazioni al secondo».

Ha un potenziale di risorse fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto.

Ma come si indaga il mare? Perché si è deciso di esplorare quell’area piuttosto che un’altra? Entra in gioco la tecnica dell’imaging sismico. «L’imaging sismico è una tecnica di rilevamento molto simile all’ecografia medica – spiega Nicola Bienati, Seismic Signal Analysis & Imaging Knowledge Owner – anche se qui l’investigazione riguarda il sottosuolo. Nell’imaging sismico utilizziamo delle vibrazioni per poter acquisire informazioni su quello che si trova in profondità. Con queste tecniche di indagine, riusciamo a raggiungere profondità nell’ordine dei dieci-quindici chilometri, con estensione delle aree investigate fino alle migliaia di chilometri quadrati». Uno dei maggiori elementi chiave del successo è stata proprio la capacità di abbinare competenze differenti, come la geofisica e l’informatica. Ma l’alta tecnologia non è nulla se non è coordinata dalla passione e da quel fascino per la scoperta che gli uomini Eni hanno sperimentato con successo. Un gruppo, appunto. Di lavoro, ma evidentemente non solo. 

>

Leggi anche

Lifestyle
La seconda maglia della Roma celebra il dio Marte, la mitologia, l’anima della Città Eterna
Un fulmine su fondo arancione richiama l'energia primordiale che ha dato il via a una storia millenaria.
di Redazione Undici
Lifestyle
Giorgio Armani firmerà il nuovo guardaroba formale della Juventus
Per le prossime due stagioni, per tutte le occasioni ufficiali fuori dal campo, i calciatori bianconeri indosseranno abiti firmati da Giorgio Armani.
di Redazione Undici
Lifestyle
Sector No Limits è il nuovo Official Timekeeper dell’Inter
Il club nerazzurro e il brand di orologeria hanno annunciato una partnership basata su valori condivisi come performance, adrenalina, innovazione ed eccellenza.
di Redazione Undici
Lifestyle
Jude Bellingham è il protagonista della campagna di Louis Vuitton per la Primavera-Estate 2026
Il centrocampista del Real Madrid e della Nazionale inglese è stato scelto per indossare i capi più rappresentativi del guardaroba formale maschile.
di Redazione Undici