Tutti i problemi del Leyton Orient

di Redazione Undici 20 Marzo 2017 alle 13:44

Il Leyton Orient è il secondo club più antico della Football League, ma negli ultimi anni la squadra, con sede a East London, è passata dalla speranza di promozione in Championship alla League Two: anche per colpa del suo nuovo proprietario italiano, Francesco Becchetti. Il 25 maggio del 2014 il Leyton si sta giocando la vittoria nei playoff di League One: in vantaggio per 2 a 0, viene raggiunto e sconfitto ai rigori dal Rotherham. Con in squadra il talento Moses Odubajo, cresciuto nell’academy del club, il Leyton Orient era stato a lungo in testa alla classifica. L’allenatore di allora, Russel Slade, era riuscito a costruire una squadra basata su prestiti e arrivi a parametro zero, ma con grande attenzione ai giovani cresciuti nelle giovanili del club.

La rete di Alex Revell che porta la sfida playoff ai calci di rigore

Le cose per il Leyton cambiano quando Barry Hearn decide di vendere il club a Francesco Becchetti, imprenditore italiano con un passato nella pallavolo e proprietario dell’emittente televisiva italo-albanese Agon Channel. Hearn in conferenza stampa dichiara: «Credo di aver trovato il proprietario perfetto». Dopo l’insediamento di Becchetti, il club inizia a mettere sotto contratto giocatori importanti come Andrea Dossena e Jobi McAnuff. Ma a causa di una partenza a rilento, il club licenzia Russell Slade, il tecnico con i risultati migliori nella storia recente del club. Nelle settimane successive si alternano sulla panchina del Leyton prima Kevin Nugent, poi l’ex Qpr e Perugia Mauro Milanese, e infine Fabio Liverani, nonostante quest’ultimo non parli inglese e faccia fatica a interagire con i propri giocatori. A dispetto del reality che porta attenzione sul club e il suo vivaio, arriva a fine anno la retrocessione.

Nonostante gli investimenti di Becchetti e un ottimo inizio di stagione 2015/16, grazie all’arrivo sulla panchina dell’ex capitano Ian Hendon, il club precipita presto a metà classifica. Ma sono altre le preoccupazioni. Dopo l’ennesimo esonero, Becchetti è il protagonista di uno scontro con Andy Hessenthaler – che guiderà il club fino a fine stagione –, e viene raggiunto da una richiesta di estradizione proveniente dall’Albania. Dall’inizio della stagione successiva il Leyton si trova in difficoltà nel pagare i propri tesserati, anche se registra una buona partenza in campionato grazie alla gestione Kevin Nolan, ingaggiato come calciatore-allenatore. Bastano 3 sconfitte, però, per vedere l’ex West Ham rimosso dal ruolo di guida tecnica. Sono sempre più insistenti le voci che voglio Becchetti troppo interessato e partecipe nelle scelte tecniche, e i tifosi del Leyton cominciano a manifestare pubblicamente contro il proprietario.

Nonostante Becchetti stia cercando acquirenti interessati all’acquisto del club, c’è il rischio di un fallimento, a causa di un totale di tasse non pagate di circa 250 mila sterline. In questo senso si è mosso un gruppo di tifosi che ha creato un trust con l’obiettivo di raccogliere i fondi che prevengano scenari peggiori. Ha dichiarato di aver raccolto circa 100mila sterline, e di essere già entrato in contatto con altre tifoserie che in passato hanno vissuto situazioni simili. Il consiglio sarebbe quello di fondare un club “fenice”, che parta dalla Non-League, come fatto in passato dal Wimbledon.

«Becchezzi out»

Il club, attualmente ultimo in League Two, dovrà fare i conti con la decisione della Reale Corte di Giustizia di Londra. Lo Her Majesty’s Revenue and Customs, il dipartimento governativo con responsabilità nella riscossione delle imposte, ha richiesto un ordine di liquidazione per una tassa non pagata che ammonterebbe a circa 250.000 sterline. Il Leyton Orient ha assicurato di voler estinguere al più presto il proprio debito, ma nel caso la tassa non venisse saldata, il club potrebbe essere messo in amministrazione controllata e poi liquidato.

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