Dieci giocatori snobbati da Mourinho (sbagliando)

di Redazione Undici 08 Giugno 2017 alle 16:24

È stato il miglior marcatore del Chelsea campione d’Inghilterra con 20 gol in Premier, ma Diego Costa, il prossimo anno, non farà parte della squadra di Antonio Conte: lo spagnolo ha svelato che il tecnico dei Blues, con un messaggio, gli ha dato il benservito. A quanto pare i rapporti tra i due si sarebbero raffreddati fin da novembre, e definitivamente compromessi con Costa convinto del trasferimento in Cina, salvo poi tornare sui propri passi. Il Chelsea avrebbe già pronta l’alternativa: Romelu Lukaku, che qualche giorno fa ha detto di aver già deciso in quale squadra giocherà il prossimo anno, pur non avendo voluto svelarne l’identità. Il belga ha vissuto la miglior annata sotto il profilo realizzativo, segnando 25 reti con la maglia dell’Everton e chiudendo al secondo posto della classifica marcatori in Premier, dietro Harry Kane.

Per Lukaku si tratterebbe di un ritorno a Stamford Bridge: nel 2011/12, appena arrivato dall’Anderlecht, disputò appena otto partite, per poi giocare un anno in prestito al West Bromwich e trasferirsi, stavolta a titolo definitivo, all’Everton. Dietro la cessione del belga ci sarebbe stato José Mourinho, anche se, qualche anno dopo, Lukaku assolse l’allenatore portoghese, affermando che la scelta di lasciare il Chelsea era totalmente sua. L’Everton pagò 35 milioni di euro il cartellino dell’attaccante, e ora, perché questi faccia il percorso inverso, si vocifera di una cifra vicina addirittura ai 100 milioni. Sky Sports ha stilato una lista di dieci giocatori che, Lukaku compreso, hanno avuto un prosieguo di carriera positivo nonostante la mancanza di fiducia da Mourinho.

Tra loro anche Leonardo Bonucci: il giocatore della Juventus era un giovane difensore dell’Inter reduce dai prestiti a Treviso e Pisa. Nel 2009, con il portoghese tecnico dei nerazzurri, Bonucci venne ceduto a titolo definitivo, nell’ambito di una maxi operazione con il Genoa che portò a Milano Diego Milito e Thiago Motta. Il difensore finì poi a Bari, dove disputò un’ottima stagione che gli valse la chiamata della Juventus. Particolarmente chiacchierati i pessimi rapporti tra Mourinho e Kevin De Bruyne, che con il Chelsea giocò appena 3 partite nel 2013. Mourinho ha espresso giudizi molto duri sul belga, anche ad anni di distanza, contestandogli un atteggiamento sbagliato durante gli allenamenti: «Era irritante avere un giocatore che ogni giorno piangeva per volere andare via». De Bruyne venne così ceduto al Wolfsburg, dove fece vedere il suo valore. Quest’anno, con il Manchester City, ha messo insieme 18 assist, il miglior ruolino della Premier League.

Con Juan Mata, Mourinho ha vissuto due esperienze diverse: al Chelsea prima, al Manchester United poi. Da allenatore dei Blues, il portoghese diede il benestare alla cessione dello spagnolo, che nel gennaio 2014 passò ai Red Devils. La stessa squadra in cui Mou l’ha ritrovato quest’anno, ma con diversi risultati: Mata è stato uno dei giocatori cardine dello United. Mourinho non ha fatto una vera e propria ammenda, ma si è limitato a dire come lo spagnolo non fosse funzionale al progetto che portava avanti al Chelsea, mentre è perfetto per quello che ha in mente a Manchester. Un anno dopo fu la volta di Salah lasciare il Chelsea: l’egiziano non convinse mai appieno durante la sua esperienza londinese, ma, tra Fiorentina e Roma, ha messo in mostra le sue qualità. Sembra molto vicino un suo ritorno in Premier, con il Liverpool che ha già l’accordo con il giocatore (ma non ancora con la Roma).

La lista di Sky Sports è poi completata da Ryan Bertrand, ceduto nel 2014 e diventato uno dei migliori terzini della Premier al Southampton, al punto da essere tra i preferiti, nel suo ruolo, di Pep Guardiola al Manchester City. Compagno di squadra è Oriol Romeu, che salutò Stamford Bridge nel 2015 e oggi è uno dei punti di forza dei Saints: Claude Puel ne ha paragonato l’utilità a quella di Kanté. Ci sono poi David Luiz, finalmente convincente sotto la guida di Conte ma bocciato da Mourinho nel 2014, Ezequiel Garay, che lasciò Madrid nel 2011 forse troppo frettolosamente, e Filipe Luis, una sola stagione al Chelsea, prima di tornare ad alti livelli con la maglia dell’Atlético Madrid.

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