Il successo della cantera del Celta Vigo

di Redazione Undici 30 Agosto 2017 alle 13:25

Soltanto pochi anni fa, il Celta Vigo era una squadra che galleggiava nei bassifondi della seconda serie spagnola: nel 2007/08, ad esempio, finì sedicesima, e l’anno dopo diciassettesima. Nel 2012 tornò finalmente nella Liga, riuscendo, con il sesto posto del 2015/16, a tornare in Europa League, dove è arrivata fino alle semifinali poi perse con il Manchester United. Uno dei giocatori più rappresentativi della squadra, Iago Aspas, aveva definito un «sogno» la grande ascesa del Celta, individuando meriti precisi: «Siamo di esempio per molte società, che possono vedere cosa succede se si fanno le cose per bene, con un grande lavoro della dirigenza e puntando sul vivaio».

Il settore giovanile del Celta è uno dei meno noti a livello internazionale, eppure uno dei più affidabili: da qui sono usciti giocatori come Rodrigo, Joselu, Denis Suárez, Iago Aspas, Yoel, Jota Peleteiro, Santi Mina. Nomi cresciuti in Galizia e poi rivenduti per garantire plusvalenze alla società: l’ultimo esempio è quello di Pape Cheikh, centrocampista di vent’anni, che il Lione ha prelevato in estate per l’enorme cifra di dieci milioni di euro. In tutto, fanno quaranta milioni se si contano tutte le cessioni di giocatori del vivaio del Celta dal 2009 a oggi. Ma per gli spagnoli il settore giovanile non è solo una fonte di sostentamento per le casse del club, visto che sugli elementi cresciuti in casa si forma l’ossatura della squadra: oggi, per esempio, ci sono Sergio Álvarez, Rubén Blanco, Hugo Mallo, Jonny, David Costas e Iago Aspas.

L'undici ideale dei giocatori cresciuti nel Celta, secondo Marca

L’undici ideale dei giocatori cresciuti nel Celta, secondo Marca

Tra le cessioni più note, Rodrigo, oggi in forza al Valencia, che ha fruttato al Celta 1,2 milioni di euro: cifra che si deve soprattutto ai premi di formazione, visto che il passaggio dell’attaccante al vivaio del Real Madrid, nel 2009, fece incassare al club appena 300.000 euro. Percorso simile quello di Joselu, oggi al Newcastle, con i bonus che hanno elevato gli introiti per il Celta a oltre 1,5 milioni di euro. E poi Denis Suárez, oggi giocatore del Barça ma partito giovanissimo per l’Inghilterra, quando il Manchester City sborsò un milione di euro per un giocatore che non aveva ancora debuttato da professionista. Le vendite più redditizie restano quelle di Iago Aspas al Liverpool e Santi Mina al Valencia, entrambe vicine ai dieci milioni di euro ciascuna. Entrate che permettono al Celta di investire su giovani di altre squadre: i due acquisti più cari nella storia del club sono quelli di Pione Sisto e Emre Mor, appena arrivato dal Borussia Dortmund per 13 milioni di euro. Ma non c’è solo la prima squadra a spiegare i successi della cantera del Celta. La scorsa stagione è stata storica: tutte le dieci formazioni giovanili del club, dalla Juvenil División de Honor al Benjamín B, hanno vinto il proprio campionato.

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