L’abnegazione di Fernando Gago

di Redazione Undici 06 Ottobre 2017 alle 11:38

Avevano scelto la Bombonera, luogo carico di mistica, per consegnare all’Argentina una serata che avrebbe spazzato via l’incubo di non partecipare ai prossimi Mondiali, umiliazione massima che non si verifica dal lontano 1970. Invece l’Albiceleste non è andata 0-0 contro il Perù, e il desiderato sorpasso non è avvenuto: ora, a una giornata dal termine, la Nazionale di Sampaoli è sesta in classifica, estromessa persino dalla possibilità di disputare lo spareggio, visto che il Perù ha gli stessi punti ma più gol segnati (a parità di differenza reti). Per questo, sarà decisiva l’ultima gara in Ecuador.

La tensione che ha avvolto la Bombonera per 90 minuti è ben rappresentata da un episodio. Sampaoli decide di mettere in campo Fernando Gago, un uomo che nel Boca c’è cresciuto e ci morirà, calcisticamente parlando. In una gara così importante e pregna di significati, l’ingresso di Fernando serve a dare ancora maggior simbolismo alla sfida che potrebbe valere la qualificazione ai prossimi Mondiali di Russia 2018. Dopo 3 minuti, Gago si abbassa per ricevere un pallone in uscita dalla difesa, serve Messi e prova a virare rapidamente per dare una soluzione in appoggio al compagno. Il centrocampista ex Roma e Real Madrid crolla due volte a terra chiedendo immediatamente il cambio. Quando i medici provano a prestargli le prime cure, Gago grida di farlo rientrare in campo, anche se dopo altri 3 minuti sarà costretto a uscire per far posto a Enzo Perez. La scena madre della sfida tra Argentina e Perù restituisce la forza narrativa di una sfida troppo importante per essere persa o non giocata, anche se, come verificheranno i medici, Gago si rompe il crociato. Lo dice lo stesso giocatore a un compagno mentre esce dal campo quasi in lacrime: «Me rompì los cruzados». L’Argentina dovrà aspettare l’ultima gara per poter sperare nel Mondiale, e lo farà senza Gago, fuori per i prossimi 6 mesi.

>

Leggi anche

Calcio
L’Arsenal ha stipulato un accordo di partnership globale con Facebook e WhatsApp, ed è la prima volta che Meta collabora con un club di calcio così importante
Meta aveva già lavorato con Mercedes, team di Formula Uno, e ora ha aperto la strada a un mercato potenzialmente enorme.
di Redazione Undici
Calcio
L’Union Berlin ha scelto di affidare la squadra a Marie-Louise Eta, che così diventerà la prima allenatrice donna nella storia della Bundesliga e dei cinque campionati top in Europa
La squadra tedesca ha compiuto una scelta che non si era mai vista prima, quantomeno a questo livello.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici