Kirkland e la depressione

di Redazione Undici 12 Ottobre 2017 alle 11:20

Nell’estate del 2016 Chris Kirkland, ex portiere inglese del Liverpool, decise di ritirarsi dal calcio, nonostante avesse appena firmato un contratto con il Bury, club di terza serie. Le motivazioni, esposte in un comunicato, furono vaghe: bisogno di staccare dal calcio e priorità alla famiglia. Oggi, in un’intervista al Guardian, ha chiarito i motivi di quella decisione: la depressione, uno dei temi tabù tra i calciatori, eppure molto più diffuso di quanto si pensi – un’indagine della Fifpro, l’associazione internazionale dei giocatori, ha svelato che problemi di questo tipo hanno interessato il 38% dei 607 calciatori interpellati. Kirkland ha spiegato perché non ha voluto parlarne prima: «Me ne vergognavo. Allora non avevo nessun tipo di aiuto».

L’ex portiere ricorda i momenti che precedettero l’annuncio del ritiro: dopo un ripensamento, decise di tornare in campo. «Cominciai ad allenarmi di nuovo, ma, il terzo giorno, in una partitella a cinque, mi arrivavano tiri e io, semplicemente, non riuscivo a tuffarmi. Pensai: non voglio stare più qui. Me ne andai e parlai all’allenatore: “Non posso più farlo. Ho bisogno di chiudere”». I primi problemi arrivarono nel 2012, quando Kirkland lasciò il Wigan («Mi piangeva il cuore, lì avvertii che le cose stavano scivolando via»). Pochi mesi prima, Gary Speed, ex giocatore e tecnico del Galles, si era tolto la vita. «Quello che successe a Gary Speed mi preoccupò sul serio», ricorda Kirkland. «Non sapevo quanto fossi distante da quel punto. Mi chiedo sempre: mi sarei fatto del male? Mi piace pensare che no, non l’avrei fatto. Ma una notte sì, ero lì a pensarci… Ci pensi. Perché non hai voglia di svegliarti. Dissi a mia moglie, Leeona, non vedo l’ora di addormentarmi ed essere lucido. Ma poi, non volevo alzarmi la mattina, perché ricominciava di nuovo. Non ho fatto nulla per Leeona e la nostra figlia. Ma mi preoccupava quanto fossi vicino al passo successivo».

Leicester City v Sheffield Wednesday - Sky Bet Championship

Ora Kirkland vuole affrontare apertamente la questione, in modo da essere d’aiuto a quei colleghi che si trovano nella sua stessa situazione: «Ora per me è facile parlarne, perché ho visto una via d’uscita. Voglio che anche gli altri giocatori possano parlarne: non ne esci fuori, finché non lo fai. C’è paura. Ma non appena cominci a parlarne, stai aiutando te stesso e la tua famiglia». Oggi l’ex Liverpool ha fondato Chris Kirkland Goalkeeper Academy, rivolta ai ragazzi che vogliono diventare portieri, e sa quando la sua vita ha preso una svolta in meglio, quando, su suggerimento di Michael Bennett dell’associazione calciatori inglese, ha cominciato ad andare in terapia da un’analista: «Ha fatto miracoli. All’inizio ci andavo una volta a settimana, ora anche una ogni due o tre settimane. Mi ha insegnato alcune tecniche, come quelle di respirazione, perché ero molto ansioso: le utilizzo ancora. È una strada lunga, ma ora so che ce la farò».

>

Leggi anche

Calcio
Il Barcellona sta sviluppando un grande progetto immobiliare a Dubai, dove sorgeranno diversi “Barça Cafè” e “Barça Store”
E non è tutto: il club catalano ha concesso il suo marchio per un complesso di lusso ad Abu Dhabi, sempre negli Emirati Arabi Uniti.
di Redazione Undici
Calcio
Le squadre della Liga stanno riscoprendo una loro vecchia passione: gli allenatori che vengono dalla Germania
L'arrivo di Edin Terzic all'Athletic Bilbao conferma una tendenza molto chiara nelle ultime stagioni, ma che in realtà esiste da un bel po' di anni.
di Redazione Undici
Calcio
L’Intelligenza Artificiale sarà protagonista nelle partite dei Mondiali, e dopo il calcio non sarà più lo stesso
Lenovo, Official Technology Partner della FIFA, lancerà due tecnologie mai viste prima in Coppa del Mondo: FIFA AI Pro, che aiuterà tutte le Nazionali nell’analisi tattica, e 3D Digital Avatars, che renderà iper-realistiche le ricostruzioni digitali del VAR.
di Alfonso Fasano
Calcio
Gabriel, Saliba e la difesa: da qui è partito Arteta per riportare l’Arsenal in finale di Champions League
I Gunners giocano nel modo in cui giocano perché i fuoriclasse ce li ha nelle retrovie: appena sei gol subiti nella Champions di oggi sono numeri da grande squadra.
di Redazione Undici