Che succede adesso con Russia, doping e Olimpiadi

di Redazione Undici 05 Dicembre 2017 alle 13:31

Il Comitato olimpico internazionale dovrà a breve – nella serata di martedì – decidere se la Russia potrà partecipare alle prossime Olimpiadi, quelle di Pyeongchang, in Corea del Sud, che si terranno a febbraio 2018. Le eventuali squalifiche sarebbero causa di quello che è stato definito “doping di Stato” che avrebbe coinvolto direttamente l’agenzia antidoping della Federazione russa e il Ministero dello sport, così come i Federal’naja služba bezopasnosti, i servizi segreti. Il primo rapporto (anzi: la sua prima parte) che indagava i rapporti tra le autorità russe e una serie di atleti “scientificamente” dopati appare nel giugno 2016, pubblicato da Richard McLaren, professore di diritto sportivo, e commissionato dalla Wada (World Anti-Doping Agency). Il McLaren Report sostiene che gli attori russi abbiano «agito per la protezione di atleti russi dopati», «oltre ogni ragionevole dubbio». La finestra temporale indagata da McLaren andava, circa, dal 2011 al 2015. Comprendendo in pieno, quindi, le Olimpiadi invernali di Sochi, in Russia, del febbraio 2014.

All’inizio di novembre, il Comitato olimpico internazionale ha annunciato le prime squalifiche basate sul Rapporto McLaren, mentre le ultime squalifiche risalgono al primo dicembre, e riguardano le sciatrici Yulia Chekaleva, Anastasia Dotsenko e Olga Zaytseva, tutte squalificate a vita dalle competizioni olimpiche. In totale, sono – per ora – 25 gli atleti e le atlete colpiti dal ban, tra quelli che parteciparono a Sochi 2014: tra questi, cinque medaglie d’oro, sette medaglie d’argento e una di bronzo.

La scorsa estate, in occasione dei Giochi di Rio de Janeiro, il Cio aveva deciso di non escludere interamente la Russia, ma le pressioni di 17 Federazioni anti-doping (tra cui Stati Uniti e Regno Unito) si sono, ultimamente, fatte più pressanti: «Il Comitato olimpico deve smetterla di perdere tempo e prendere decisioni con effetto immediato», si legge in un comunicato congiunto. La Russia, da parte sua, ha sempre negato il concetto di “doping di Stato”, sostenendo che le responsabilità sono individuali, di singoli allenatori e atleti.

 

>

Leggi anche

Altri sport
A Milano Cortina, soprattutto nel bob, ci sono diversi atleti che appartengono a un club davvero esclusivo: quelli che partecipano anche alle Olimpiadi estive
Dall'atletica leggera alla pista su ghiaccio, sempre ai massimi livelli, può essere davvero questione di poco.
di Redazione Undici
Altri sport
Il portiere dell’Italia di hockey maschile, Damian Clara, ha fatto benissimo a Milano Cortina e così ha sedotto la NHL
Già drafrato dagli Anaheim Ducks nel 2023, il portiere azzurro si è imposto come uno dei talenti più brillanti delle Olimpiadi. E ora può davvero puntare all'esordio nella lega più importante al mondo.
di Redazione Undici
Altri sport
Flora Tabanelli è destinata a diventare un’icona, e l’ha già dimostrato a Milano Cortina 2026
Un terzo posto che vale molto più di un bronzo: per com'è arrivato, per quanto pesa e soprattutto per le condizioni in cui gareggiava la più giovane medagliata azzurra di queste Olimpiadi.
di Redazione Undici
Altri sport
Finora, a Milano Cortina 2026, la Spagna era rimasta a guardare gli altri vincere, ma poi è arrivato lo sci alpinismo
Un oro e un bronzo arrivati a distanza di 60 minuti in una disciplina al debutto olimpico come lo sci d'alpinismo.
di Redazione Undici