Calcio

Ripartire dopo la scossa

Nel 2016 decine di paesi dell'Italia centrale sono state distrutte dai terremoti. La Federazione ha realizzato un’iniziativa per far ripartire queste zone dallo sport.

ROME, ITALY - NOVEMBER 20: The children of Amatrice pose with the banner ' we with you love Amatrice', the village affected by the earthquake on 24 august, before the Serie A match between SS Lazio and Genoa CFC at Stadio Olimpico on November 20, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Nell’estate del 2016 varie regioni del centro Italia furono investite da una forte scossa sismica, con un epicentro situato sotto i monti di Marche, Umbria e Lazio. I danni furono enormi, in termini di infrastrutture, architetture e vite umane. Complessivamente, 299 persone morirono. Qualche settimana dopo, alla fine di ottobre, un evento ancora più forte scosse le stesse zone. La magnitudo, se ad agosto era stata di 6.0, arrivò a 6.5, la più forte mai registrata in Italia nei precedenti 36 anni. A essere colpito fu il cuore del Paese, e non soltanto in senso geografico: sugli Appennini, nelle provincie di Rieti, Perugia, Macerata, L’Aquila si trova, o trovava, un patrimonio storico risalente al Trecento o Quattrocento, elementi di gotico e romanico, elementi archeologici romani e perfino ellenistici. E, naturalmente, migliaia di case, strade, persone.

53K
I terremoti in Italia nel 2016, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, un numero triplicato rispetto al 2015
 
145
La media di scosse al giorno nel 2016: la sequenza di sismi di fine agosto ha impennato la media, in alcune giornate, a 600

In questi casi, le ricostruzioni sono di diversi tipi. C’è quello più urgente, che deve risolvere l’emergenza abitativa, l’agibilità di intere piazze e vie e paese. Ma ci sono spazi di intervento anche in ambiti più leggeri, e comunque importanti: quelli che investono la quotidianità, le abitudini, le attività del tempo libero. In questo senso, Figc ha deciso di occuparsi del campo in cui maggiori possono essere le competenze e le leve da azionare: quello calcistico. L’iniziativa si chiama “Il calcio aiuta”, ed è realizzata in collaborazione con il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione, e con il patrocinio del Ministro dello Sport. Se la ricostruzione architettonica e urbanistica impiegherà anni a completarsi, la Federazione intende non perdere tempo almeno per il ritorno alla normalità sportiva: “Il calcio aiuta” vuole ripristinare la pratica calcistica nelle zone più colpite.

51
I comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dall’iniziativa “Il calcio aiuta”, in base a una lista fornita dalla Protezione Civile
 
77
Le società calcistiche presenti nei 51 comuni coinvolti: 36 sono nelle Marche, 26 in Abruzzo, 13 in Umbria e 2 nel Lazio

Il focus principale del programma sono, naturalmente, i bambini e i ragazzi. La Federazione ha fin dall’inizio collaborato con la Protezione Civile, che ha stilato una lista delle località maggiormente danneggiate dal sisma – anzi, dai sismi, che sono continuati fino a gennaio 2017 – e indicato le società sportive che in quelle zone operano. È stato così stabilito che il primo piano di intervento riguardasse 51 comuni e 77 società affiliate alla Figc.

Dopo aver esaminato le esigenze di ogni singola società interessata, così, il programma “Il calcio aiuta” si occupa di rifornire queste stesse di materiale da gara e allenamento, di attrezzature sportive, di supporto tecnico e operativo, oltre ci di rimborso spese assicurative. Naturalmente, portare avanti un’attività costa: anche queste spese, principalmente amministrative, vengono coperte dalla Federazione.

La prima fase è consistita nell’erogazione dei contributi a copertura di parte delle spese di amministrazione e di supporto tecnico e operativo sostenute durante la stagione sportiva 2016/17. La seconda fase, già in corso d’opera, considererà le spese legate a interventi strutturali di lieve entità e servizi di trasporto per garantire gli spostamenti dei giovani calciatori sui campi disponibili, mentre il terzo e ultimo step riguarderà la fornitura di attrezzature e materiale tecnico e sportivo.

“Il calcio aiuta” si occupa di rifornire le società di materiale da gara e allenamento, di attrezzature sportive, di supporto tecnico e operativo. Insieme alla Federcalcio si sono schierate anche la Lega B, la Lega Dilettanti, le federazioni di San Marino, Turchia e Giappone

Una delle note più felici nell’aftermath della tragedia viene dalla corsa agli aiuti: insieme alla Federcalcio, affiancata dalla Uefa, si sono schierate anche la Lega B, la Lega Nazionale Dilettanti, la Federazione di San Marino e le federazioni di Turchia e Giappone – il contributo di quest’ultima, in particolare, supera nel complesso il milione di euro –, due Paesi spesso colpiti da sismi di anche maggiore intensità. Alla cifra raccolta dal sistema calcio si aggiungono i contributi delle aziende partner del programma Puma, Fiat, Sixtus, Liski e le donazioni raccolte tramite il numero solidale 45525, attivato in occasione dell’amichevole tra la Nazionale italiana e San Marino disputata lo scorso 31 maggio allo stadio Carlo Castellani di Empoli. Fino al 17 novembre, inoltre, si è tenuta un’asta per le maglie donate dai club di Serie A appartenute a diversi giocatori, tra cui Gianluigi Buffon, Francesco Totti, Mauro Icardi, Marek Hamsik e Dries Mertens.

Ricostruire è una delle opere più difficili tra quelle che uno Stato possa affrontare. Sopportare, dal punto di vista della popolazione, è certamente ancora più duro. Alleviare questi pesi, iniettare nelle vite un alito di leggerezza, è un primo mattone, tanto spensierato quanto importante. In questo senso, i ragazzi del Centro Italia possono sperare di ripartire da un campo da calcio.


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