Calcio

Il sostituto di Iniesta

Cinque video che spiegano Arthur, il ventunenne del Gremio che il Barcellona ha scelto per rimpiazzare il suo capitano.

PORTO ALEGRE, BRAZIL - NOVEMBER 22: Arthur of Gremio controls for the ball during a first leg match between Gremio and Lanus as part of Copa Bridgestone Libertadores 2017 Final at Arena do Gremio on November 22, 2017 in Porto Alegre, Brazil. (Photo by Buda Mendes/Getty Images)

Lo scorso ottobre Andrés Iniesta ha firmato un contratto “a vita” con il Barcellona: finirà nel club di sempre una carriera mirabolante, fatta di successi – otto campionati spagnoli e quattro Champions con il club – e gol che rimarranno nella storia – la rete contro l'Olanda che ha regalato alla Spagna il primo successo mondiale. A quasi 34 anni, il capitano del Barça gioca ancora ad alti livelli, e con continuità, ma in Catalogna sembrano già aver individuato il suo sostituto. La stampa brasiliana scrive che è ormai quasi fatto il trasferimento di Arthur, centrocampista ventunenne del Gremio, in blaugrana: il brasiliano rimarrà in patria fino al gennaio del 2019, per poi cambiare squadra in cambio di circa 30 milioni di euro (bonus esclusi, che potrebbero arrivare a una decina di milioni).

Mobilità

Nel Gremio Arthur gioca perlopiù in un centrocampo a due, una posizione che, per compiti e applicazione, può avvicinarlo più al gioco di Xavi che a quello di Iniesta. È pur vero che in un sistema diverso, in cui sia impiegato da mezzala o anche più largo, Arthur potrebbe effettivamente far sue caratteristiche più mobili, che sono nel suo repertorio: non è uno che ama gli inserimenti, anche perché non è affatto un finalizzatore (appena due reti in carriera da pro), ma è decisamente bravo nel movimento senza palla ed è capace di tagliare il campo tanto in larghezza quanto in profondità. Un felice esempio è in questo video: scappa alle spalle del marcatore, la cui esitazione nel seguirlo è fatale, e Arthur si trova in posizione centrale con la possibilità di verticalizzare per un compagno e metterlo davanti al portiere.

Tempi giusti

Dicevamo che Arthur non è amante degli inserimenti, eppure quando si trova ad aggredire la profondità – come in questo caso – i risultati lo premiano. La difesa del Fluminense non è irreprensibile, pur essendo schierata, ma Arthur trova i tempi giusti per l'uno-due e la ricezione palla in un punto in cui il difensore non può intervenire. Davanti al portiere, poi, ha la freddezza di non accelerare la conclusione ma di lasciarlo andare giù, così da insaccare comodamente a porta libera.

Passo “alla Iniesta”

Un'azione che ricorda straordinariamente movenze e stile di gioco di Iniesta. Controllo palla, tutto con il destro, più finta di corpo per mandare a vuoto l'avversario; accelerazione palla al piede, non bruciante ma sicura, con lo slancio che gli permette di superare altri due avversari; spostamento rapido del pallone per eludere il raddoppio di due difensori. Va giù senza che l'arbitro sanzioni nulla, ma conferma l'impressione di un giocatore con conduzione di palla ampiamente superiore alla media.

Precisione nei passaggi

La specialità sono i passaggi: verticalizzazioni – come sopra –, aperture, lanci lunghi. Nell'ultimo campionato brasiliano Arthur è stato il giocatore con la più alta percentuale di passaggi riusciti: 93,1 per cento. E questo pur essendo, tra tutti, quello che più passaggi effettua nell'arco di una partita, 74 (il secondo in classifica, il compagno di squadra Ramiro, raggiunge i 66). La sua precisione nei passaggi è stata una delle armi più sfruttate dal Gremio: in questo video si vede la stessa situazione di gioco ripetuta, con Arthur che riceve palla sulla trequarti e apre sul lato debole – in un'occasione, addirittura, il lancio è un assist.

Recuperi difensivi

Pur non essendo un giocatore fisico (è alto 1,72 metri), ad Arthur una qualità che non manca è l'atletismo: questo gli permette di essere utile anche in fase difensiva, con i numeri che parlano di un intercetto e quasi due tackle a partita. In questa situazione, per esempio, è bravo a schermare immediatamente le linee di passaggio all'avversario dopo una palla persa da un compagno di squadra: sfidato in velocità, non perde il duello, e anzi è abile a rubare palla.


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