Messi vuole adattare il suo gioco ai movimenti di Dembélé

Nelle ultime settimane, ha approfondito il lavoro tattico per premiare le potenzialità del francese.
di Redazione Undici 11 Maggio 2018 alle 12:08

La prima stagione di Ousmane Dembélé al Barcellona ha visto parecchie frenate: l’ex Dortmund ha rimediato un serio infortunio a settembre, rompendosi il tendine del bicipite femorale della coscia sinistra, e ha subito un altro stop fisico a gennaio. Praticamente, il francese ha perso quasi tutta la prima parte di stagione, tornando a pieno regime solamente a fine febbraio. Il Barcellona, nel frattempo, aveva trovato una propria fisionomia senza Dembélé, che quindi non sempre è partito titolare: più spazio lo ha avuto nelle ultime partite, con il Barça già campione di Spagna e dunque con meno pressione. Il primo gol in campionato è arrivato a metà aprile, contro il Celta, mentre nell’ultimo turno contro il Villarreal Dembélé ha segnato una doppietta, mettendo in mostra il suo campionario di tecnica e velocità.

Il gol di Dembélé valido per il 5-1 finale

Che il francese sia un giocatore su cui i blaugrana fanno molto affidamento per la prossima stagione – dopo un esborso di quasi 150 milioni di euro per il suo acquisto – lo dice il lavoro tattico di Messi nelle ultime settimane. Come riporta El País, l’argentino ha lavorato con Jon Aspiazu, allenatore in seconda, per adattare il suo gioco ai movimenti di Dembélé. «Come posso fare per sfruttare al massimo la sua velocità? Dove mi devo posizionare quando si accentra?», sono alcuni degli interrogativi che avrebbe posto Messi. Un “apprendimento” eloquente, che dimostra sia la fiducia riposta dall’argentino nel ventenne francese, che del Barça potrebbe diventare uno dei punti fermi delle prossime stagioni, sia l’instancabile voglia della Pulce di far progredire costantemente il suo gioco, e di arricchirlo sulla base di nuove situazioni tattiche.

Quella di Lionel Messi è stata un’altra grande stagione: 34 gol in 35 presenze in campionato, più altre undici realizzazioni distribuite tra Champions, Coppa del Re e Supercoppa spagnola. Per tre volte in stagione ha messo a segno una tripletta – Espanyol a settembre, Leganés e Deportivo ad aprile – e addirittura quattro gol in una partita sola, a settembre, contro l’Eibar. Soprattutto, con la partenza di Neymar e l’arrivo di Valverde in panchina l’argentino è diventato centrale come non mai nello sviluppo del gioco del Barcellona, come rilevato da Alfonso Fasano in un pezzo su Undici: «L’ultima versione prevede che l’uomo di Rosario interpreti il gioco da riferimento – iniziale e finale – della fase offensiva: in costruzione, il pallone passa attraverso i suoi piedi e poi viene lavorato in base alle possibilità offerte dalla difesa avversaria, dai movimenti dei compagni; negli attimi conclusivi della manovra, Messi si sposta affinché i giocatori del Barcellona possano sentirlo, trovarlo, passargli il pallone. Non si tratta solo di conquistare e/o attaccare gli spazi, è qualcosa di più: Leo segue l’andamento dell’azione e individua il punto del campo in cui ricevere l’assist migliore per le sue caratteristiche fisiche e tecniche».

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