Perché Hierro è stato fondamentale per la vittoria della Spagna nel 2010

Prima della partita decisiva con il Cile, fu lui a ispirare il gruppo nella "riunione del club di cricket".
di Redazione Undici 15 Giugno 2018 alle 11:25

Fernando Hierro siederà sulla panchina della Spagna al debutto nel Mondiale 2018 contro il Portogallo. Partito per la Russia con il ruolo di direttore sportivo − posizione ricoperta dal 2007 al 2011 e riabbracciata nel novembre 2017 − l’ex difensore del Real Madrid è stato scelto dalla Federazione per sostituire il ct Julen Lopetegui, esonerato alla vigilia del torneo per essersi accordato in segreto con i Blancos per la prossima stagione.

In queste ore molti si stanno chiedendo se la Spagna, una delle favorite per la vittoria finale, subirà o meno il contraccolpo psicologico per un fatto mai successo prima nella storia dei Mondiali. Mercoledì il difensore del Barcellona Gerard Piqué ha citato su Twitter la squadra di basket dell’università di Michigan del 1989 (campione Ncaa con un cambio in panchina alla vigilia della March Madness) e ha spronato i compagni a «restare uniti, ora più che mai». Sergio Ramos ha aggiunto: «Siamo la Nazionale, rappresentiamo uno stemma, due colori, una passione, un Paese. Vi promettiamo responsabilità e impegno. Ieri, oggi e domani insieme: forza Spagna».

Il sito francese So Foot ha però ricordato che Hierro è un pilastro del calcio spagnolo, «andaluso, capitano della Roja e del Real Madrid, campione di tutto e leader vero come Ramos». Nel 2014/15 è stato il vice di Carlo Ancelotti e due anni dopo ha allenato il Real Oviedo nella seconda divisione, ma soprattutto «si è guadagnato il rispetto grazie al suo curriculum da giocatore e per le sue qualità come direttore sportivo della Nazionale». Senza di lui, per esempio, la Spagna avrebbe potuto non vincere il Mondiale 2010, l’unico (per ora) nella storia del Paese.

La squadra, favorita dopo il successo di due anni prima a Euro 2008, si presentò in Sudafrica con qualche frizione tra i giocatori del Barcellona e quelli del Real Madrid. Hierro convinse Xavi e Casillas a riappacificarsi poco prima dell’inizio del torneo, ma la Roja perse la partita d’esordio contro la Svizzera per 1-0. Dopo la vittoria sull’Honduras (2-0) nella seconda giornata, il terzo incontro del girone contro il Cile rappresentava un bivio: dentro o fuori. A due giorni dal match, Hierro improvvisò una riunione senza il ct Vicente Del Bosque, ma con la dirigenza e i veterani della squadra: Xavi, Casillas, Marchena, Ramos, Puyol, Torres e Iniesta. «Ci disse di non fare gli idioti e di non perdere un treno che sarebbe passato solo una volta nella nostra vita», ha ricordato Casillas. L’incontro nel ritiro di Potchefstroom passò alla storia come “la riunione del club di cricket”, visto il luogo in cui si svolse. La Spagna superò 2-1 il Cile, passò il turno e poi, con quattro 1-0 consecutivi contro Portogallo, Paraguay, Germania e Olanda, si laureò campione del mondo.

Contro il Cile segnarono Iniesta e Villa
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